Il caso Panzironi: rivoluzionario o ciarlatano?

Guarire con l'alimentazione: si può?

Il caso Panzironi: rivoluzionario o ciarlatano?

di Maurizio Falcioni. Lotta a zuccheri e dieta mediterranea: per certe affermazioni giudicate estreme Panzironi, giornalista Tv, è finito sotto inchiesta. Vediamo cosa è successo.

Adriano Panzironi è un giornalista impegnato in una lotta che, se per molti è inconcepibile, per altri rappresenta un'onda d'innovazione socio-culturale. Ma intorno a lui si è sollevato un polverone: per certe sue affermazioni giudicate estreme e forse pericolose (come la lotta agli zuccheri e alla dieta mediterranea) è finito sotto inchiesta.
Vediamo la sua storia. Il suo percorso professionale inizia prestissimo. A soli diciassette anni è corrispondente di cronaca per il quotidiano romano Il Tempo; a 18 anni dirige un TG in una televisione locale e a soli 19 anni diventa giornalista pubblicista. Come racconta lui stesso, la sua battaglia per cambiare il modo di fare medicina ha inizio quando, superata la soglia dei quarant'anni e affetto da alcune patologie ricorrenti, decide d'indagare sulle cause che lo affliggevano. L'effetto di tale ricerca lo porterà negli anni a sperimentare un tipo di alimentazione per certi versi differente, agli antipodi delle maggiori correnti di pensiero e soprattutto, potremmo dire, diretta antagonista della tanto celebrata dieta mediterranea.

Lo zucchero, un infiltrato pericoloso 
Nella civiltà occidentale così abituata all'uso degli zuccheri raffinati e ignara della presenza di questi nella stragrande maggioranza degli alimenti come pane, pasta, patate, mais e legumi, accorgersi che attraverso una disintossicazione da tale alimento il corpo reagisce con una virata in positivo, significa scontrarsi non solo con una certa scuola di pensiero, ma soprattutto con un sistema che fonda per almeno il 40% del PIL il proprio potere economico nel mondo. Quando parliamo di zucchero stiamo parlando trasversalmente di poteri forti. Cambiare registro alimentare su larga scala significa attaccare una struttura di potere che resiste a tale stravolgimento.

Si può vivere 120 anni?
Mettendo insieme le sue ricerche, Adriano Panzironi ha scritto Vivere 120 anni, un libro di 720 pagine in cui affronta, dati scientifici alla mano, un intero percorso di approfondimento sulla struttura biologica e biochimica del corpo. Paragrafo dopo paragrafo, descrive la stragrande maggioranza delle patologie e traduce il tutto con un linguaggio comune, facile da assimilare e soprattutto in linea con i dati scientifici. Da questo studio nasce l'idea che ognuno dovrebbe, per mantenere il proprio corpo in salute, rinascere dai propri errori attraverso una radicale modica del tipo di alimentazione, supportandola con l'aggiunta di integratori. Nasce così il progetto Life 120 e una gamma di prodotti mirati allo stile di vita Life 120.

Stile di vita + business = Life 120
Ovviamente tutto questo diviene un business e Panzironi un imprenditore. Le persone oggi, più di 500.000 in Italia con una stima presuntiva, adottano lo stile di vita da lui proposto, comprano il libro, gli integratori e molti di loro scelgono di testimoniare, dati clinici alla mano, i cambiamenti ottenuti e alcune vere e proprie guarigioni. Un popolo che sta marciando controcorrente, percorrendo le strade delle gradi città italiane e tirando diritto di fronte tutti quegli esercizi che propongono zuccheri sui loro banconi.

Il 24 giugno scorso 1300 persone si sono radunate nel teatro 1 di Cinecittà World per l'ultimo puntata del programma televisivo Il Cerca Salute, ideato e scritto dallo stesso Panzironi, che vede al suo interno la nascita di 5 mesi per rinascere, il primo reality a scopo di esperimento scientifico.
Una delle denunce scattate contro il giornalista è proprio il fatto che il suo programma TV contravviene al Regolamento Agcom sulla pubblicità televisiva. Inoltre il conduttore è anche protagonista della telepromozione in esso contenuta.

Tante conferme che la comunità medica dovrà valutare
Ad oggi la situazione mostra un vero e proprio scontro che sta coinvolgendo le istituzioni. Adriano Panzironi è stato sospeso, poi reintegrato in fase di giudizio dall'Ordine dei Giornalisti, denunciato dall'Ordine Nazionale dei Medici per abuso della professione medica e messo sotto inchiesta da numerosi giornali italiani, in primis il Tirreno, che ha lanciato contro di lui durissimi attacchi.
Ma lui è un rivoluzionario oppure uno spregiudicato ciarlatano? Chi ha sperimentato il regime alimentare che Panzironi ha fatto emergere attraverso il suo libro, afferma di aver ottenuto importanti benefici, definendo questi ultimi con parole significative - come guarigione, rinascita,  salvezza,  libertà - che hanno un peso per la comunità medica. Tante conferme unite a prove scientifiche altrettanto importanti che verranno tutte confrontate e messe sotto osservazione dagli enti preposti a questa importante indagine che potrebbe innestare, come lo stesso Panzironi afferma, un processo inarrestabile.

Fibromialgia, la malattia fantasma
Sono moltissimi i casi affrontati dalla trasmissione di Adriano Panzironi. Tra questi una delle patologie maggiormente discusse è la fibromialgia, cosiddetta malattia fantasma, perché per molti anni la medicina tradizionale non se ne è occupata lasciando sole migliaia di persone, almeno in Italia. Attraverso questo approfondimento cercherò di far emergere il nucleo problematico che lo stesso Panzironi affronta nel suo libro e che risente di profonde critiche da parte della comunità scientifica.

La fibromialgia è una patologia degenerativa e fortemente invalidante. Essa si manifesta attraverso una sintomatologia frastagliata, che alla base manifesta un'infiammazione dell'intera struttura facendo cadere il soggetto in uno stato psicologico depressivo. Prima che questo fosse stato evidenziato, la medicina allopatica non se ne preoccupava perché riguardante la sfera psicologica, definendo la malattia reumatismo psicogeno. Oggi la cura è soprattutto a base cortisonica, con l'ausilio di psicofarmaci.

È possibile curarsi con l'alimentazione e gli integratori?
Cerchiamo quindi di capire come la fibromialgia può essere curata secondo le indicazioni di Panzironi. È doveroso sottolineare che questo processo di cura, che passa attraverso l'alimentazione e l'ausilio di integratori, non ha ancora raggiunto l'approvazione unilaterale della comunità scientifica; sono però diversi i medici che sperimentano o addirittura adottano il metodo Life 120 per curare i loro pazienti. Alla base di tutto ciò si trova un capro espiatorio, che sembra essere la causa dell'enorme polverone che si è innalzato intorno allo stesso Panzironi, e cioè l'alimentazione mediterranea, annoverata dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.
Per Panzironi, che si avvale di prove scientifiche e da numerose testimonianze di guarigione, la causa di questa patologia è da ricercare nei carboidrati, quindi negli zuccheri. Per capire meglio questo processo dobbiamo necessariamente immergerci in una spiegazione tecnica.

Glicolisi e ciclo di Krebs, due processi per dare energia alle cellule
Alla base di tale studio si trova in primo piano la produzione energetica della cellula, che si divide in due tipologie, la glicolisi e il ciclo di Krebs, dove la prima riguarda principalmente le cellule neuronali, che hanno bisogno di energia in più quantità e con maggiore velocità; mentre il ciclo di Krebs si riferisce maggiormente alle cellule normali.
Nel malato fibromialgico si genera un'invalidità nella produzione all'interno del ciclo di Krebs, più specificatamente all'interno del mitocondrio che ha il compito di processare le scorie formatesi dal contatto degli zuccheri o dei grassi con la cellula e trasformando queste ultime in energia. Nel caso specifico, i mitocondri invalidati dalla fibromialgia non rispettano più le stesse percentuali di produzione sia per quanto riguarda l'energia sia per quanto riguarda le scorie, che vengono rilasciate successivamente a tale processo, i cosiddetti radicali liberi, che nel soggetto fibromialgico aumentano di quantità.

Un processo degenerativo
Non potendo più contrastare il gran numero di radicali liberi rilasciati dal mitocondrio, la cellula ne viene ulteriormente danneggiata dando vita ad un processo degenerativo. Oltretutto l'accumulo di acido l'attico (scoria) non processato correttamente, determina nel tempo un processo infiammatorio. Da questa breve spiegazione si capisce perché il soggetto affetto da tale patologia percepisce principalmente tre sintomi importanti: l'infiammazione muscolare, la stanchezza cronica e un deficit dell'attenzione o cosiddetta nebbia mentale.

Eliminare l'eccesso di carboidrati
Nell'alimentazione mediterranea troviamo molti alimenti ricchi di zucchero, come il pane, la pasta, i legumi, le patate, il mais, ecc. L'elevata percentuale di zuccheri che assorbiamo attraverso tali alimenti va a generare un iperattivazione della glicolisi o del ciclo di Krebs, un procedimento che nei soggetti particolarmente predisposti può attivare oltre alla fibromialgia numerose altre patologie.
Alcune ricerche confermano che eliminare tutti gli alimenti con eccesso di carboidrati permetterebbe all'organismo di attivare le procedure di auto-guarigione, come ad esempio l'attivazione dell'enzima AMPK che permette alla cellula di eliminare sia gli organelli che i mitocondri danneggiati e produrne successivamente di nuovi.

Se eliminassimo i carboidrati dalla dieta ci accorgeremmo che il nostro nuovo modo di alimentarci tornerebbe ad essere quello che l'uomo usava più di diecimila anni fa, quindi prima che cominciasse a produrre attraverso l'agricoltura. Sta di fatto che il nostro organismo e soprattutto la nostra mappa genetica non ha subito grosse modificazioni in appena diecimila anni; questo chiarisce un possibile legame tra alcune patologie e l'assunzione di carboidrati.

Ricerche scientifiche confermate?
Questa complessa spiegazione viene illustrata meticolosamente sia nel libro che nella trasmissione di Adriano Panzironi, il quale conferma che l'insieme dei processi biologici esplicati nel libro si rifanno a ricerche scientifiche confermate. C'è da dire che per un fibromialgico eliminare i carboidrati corrisponderebbe ad una interruzione o almeno a una diminuzione dei sintomi infiammatori. Sono moltissime le persone che confermano tale risultato. È bene attivare un processo d'indagine scientifica che sia però finalizzato alla salute dei cittadini e non manipolato dai cosiddetti poteri forti.

Gli zuccheri nel cervello
Un altro importante punto di contatto tra il tipo di alimentazione e gli effetti che questa può avere sul nostro organismo riguarda il legame psicofisico, confermato dalle neuroscienze e centrale quando si parla di zuccheri.

Un fibromialgico è, almeno in apparenza, un depresso. Oltre al fatto di subire l'invadenza del dolore, si deprime anche perché percepisce un disturbo invalidante che non riesce a comprendere. Quindi un fibromialgico è una persona che non riesce a vedersi. Nel caso in cui un soggetto con tale patologia si recasse da uno psicologo rischierebbe di passare anni a cercare una causa psicologica che non esiste, perché la causa che lo affligge risiede soprattutto nel tipo di alimentazione, in questo caso, negli zuccheri.

Il trauma psicologico che talvolta si allinea al processo degenerativo del corpo, per esempio attraverso le abitudini alimentari scomposte, può emergere più nitidamente dopo aver eliminato dalla dieta del paziente tutti quegli alimenti che causano piccoli disturbi e generano delle intolleranze.
Questo significa che uno psicologo, ancor di più uno psichiatra e soprattutto un medico, dovrebbero analizzare in primis il tipo di alimentazione adottata dal paziente e solamente in seguito intervenire attraverso l'uso di farmaci e nel caso dello psicologo richiamare il paziente in un intervento che veda anche il supporto di un nutrizionista. Un processo terapeutico difficile, se pensiamo che nella psicopatologia c'è spesso un fattore di resistenza alla cura.

Una coscienza salutista in crescita
Esistono numerose testimonianze di persone che affermano di aver curato la loro depressione solo eliminando gli zuccheri dalla loro tavola. Molte altre invece affermano di non sentire più lo stesso complesso psicologico che sentivano in precedenza. Il legame che intercorre tra la mente e il corpo sembra avere un nemico imprevedibile capace di alterare l'equilibrio psicofisico. Gli zuccheri stanno diventando i veri nemici dell'umanità, ma prima della salute viene il profitto, che porta sul mercato prodotti altamente dannosi alla salute, resi appetibili attraverso la pubblicità. Per fortuna c'è una coscienza alimentare ed ecologica in crescita.

Proteine animali, grassi, sali minerali e vitamine, lo stile di vita suggerito da Life 120, si trova quindi in conflitto con numerose scuole di pensiero che fanno dell'etica e della morale il loro punto di forza e che a loro volta possono confermare di aver raggiunto altrettanti benefici. Ma si trova anche profondamente in conflitto con tutti coloro che sono allineati ai modelli istituzionali dettati dalla comunità scientifica, cioè tutto coloro che portano orgogliosamente nel mondo la dieta mediterranea.

La fiducia nelle istituzioni è al primo posto. Tutti coloro che stanno sperimentando e sono quindi coinvolti direttamente non possono fare altro che aspettare l'esito finale di questa lunga indagine che da pochi giorni, attraverso un'interrogazione parlamentare, ha raggiunto le istituzioni. Nel frattempo ognuno sarà libero di approfondire tale regime alimentare per smentirne o confermarne sulla propria pelle l'efficacia.