Incontriamo i fondatori, Anna Bacchia e Roman Calzaferri, che ci raccontano il loro innovativo progetto.
“La Scuola dell’Essere è una Scuola di Formazione che apre ad un nuovo evolvere umano. E coltiva un rivoluzionario modo di Conoscere rigenerante, dove Conoscere diventa Essere, in sintonia con il Senso e la Natura della Vita.”


Così si legge nel programma della Scuola sul sito del Consciousness Institute che promuove questa iniziativa (www.annabacchia.net), con sede a Lugano (ma avrà sedi anche in Italia). L’iniziativa si deve ad Anna Bacchia – tra l’altro Premio mondiale per la Pace Luxembourg World Peace Prize, nominata Membro a Vita del World Peace Forum – e al suo collaboratore Roman Calzaferri.
Grazie alla segnalazione di Davide Monguzzi, fondatore di Olisticmap, abbiamo incontrato (in video) i fondatori di questa scuola innovativa che vuole attivare soprattutto l’Intelligenza Intuitiva. Vediamo chi sono
Anna e Roman, i fondatori

Anna Bacchia è la colonna portante di questa iniziativa. Alle spalle una vita di ricerca. «Ho sviluppato ricerche in scienze umane, scienze cognitive e sui Veda, sempre approfondendo quello che è il benessere dell’uomo, la salute, con uno studio vasto, svolto in tante branche che vanno dalla scienza all’arte, alla relazione umana, alla consapevolezza di sé».
Appassionata dei Veda, ha approfondito i testi classici indiani, come le Upanishad e la Bhagavad Gita, da cui ha trovato ispirazione, conseguendo una laurea in Psicologia Vedica negli USA, al Florida Vedic College.
I suoi Programmi di Formazione, hanno coinvolto migliaia di partecipanti in Europa, USA, America Latina, e in Asia.
Roman Calzaferri, che è stato suo allievo e oggi stretto collaboratore, ha studiato matematica e informatica all’Università di Berna, e ha conseguito una laurea magistrale in architettura presso l’Università della Svizzera Italiana.
«Collaboro con Anna da più di vent’anni», ci dice. «Lei insegna da molti anni e quello che ne è sempre emerso è la necessità di un approfondimento che riguarda tutta la vita di una persona. E in tale senso, nella Scuola dell’Essere la nostra intenzione non è proporre una formazione professionale, ma di offrire dei percorsi che vadano a esplorare tutti gli ambiti della vita umana».
Come è nata questa scuola?

«La Scuola dell’Essere, che è rivolta a tutti coloro che si sentono attratti, “chiamati” a frequentarla, è nata dalla vastità dei progetti che abbiamo varato fino adesso», risponde Anna Bacchia «che riguardano l’invito a riscoprire l’essere umano in tutta la sua totalità, con la prospettiva di promuovere le qualità umane, naturali, innate dell’essere umano, ma in particolare la prima qualità che caratterizza gli esseri viventi, che è la sensibilità.
E quindi la Scuola è una sintesi di tanti progetti dedicati alla sensibilità – che fa di ciascuno di noi un essere unico – insieme alla nostra capacità di intuire che è naturale, e alla consapevolezza dell’intelligenza vivente. In passato abbiamo raccolto numerosi video, interviste di studio con vari personaggi che abbiamo incontrato per confrontarci. Tutto questo materiale è stato convertito in un unico fiume con tanti affluenti che fanno di questa visione d’insieme una prospettiva sull’essere umano. Una scuola dedicata a formare esseri sensibili, intuitivi, consapevoli dell’intelligenza della vita».
«Da noi» interviene Roman «si inizia un percorso che sicuramente perdura per tutta la vita, non nel senso che ci si iscrive da noi per sempre, ma nella prospettiva di mettere in moto un processo che non si arresta, una spinta al cambiamento e alla ricerca interiore»
Una formazione triennale

Sono proposti diversi laboratori, che uno può scegliere dal sito, insieme a sessioni, incontri, dialoghi, ma in primis una formazione che raccoglie tutte le tematiche a 360 gradi, e che verranno poi discusse personalmente con gli interessati, per capire qual è il percorso più idoneo da portare avanti insieme.
«Si tratta di affrontare i temi proposti dal punto di vista non solo teorico, razionale, logico», continua Anna Bacchia «ma soprattutto esperienziale e intuitivo, attraverso cui sviluppare le capacità, le qualità, le abilità di ciascuno.
Questo intuito inesplorato che portiamo a essere conosciuto e approfondito, con le possibilità che esso ci offre, esula da quello che ordinariamente intendiamo per intuizione, perché va a sviluppare il dialogo fra la naturale innata antenna intuitiva dell’uomo e tutto il campo dell’esistenza.
Tale dialogo offre risposte a ogni domanda non espressa a parole, quindi intima, come pure allo stato di meraviglia, di stupore di fronte alle cose che succedono, all’anelito a trovare soluzioni adeguate a livello umano, vitale, nonché alle esigenze e alle domande che la società si pone oggi.
E quindi i temi proposti partono dall’approfondimento di questo campo immenso che va conosciuto: quello della percezione intuitiva che ci mette in connessione e in dialogo con il campo dell’esistenza, ci permette di essere informati dal campo, e ci trasmette intuizioni e informazioni, a cui siamo chiamati a dare forma a nuove risposte, a nuove soluzioni, a nuovi modi di vedere. La conoscenza qui nasce dall’esperienza e non dalla logica.»
L’architetto dei progetti

«Da qualche anno sono l’architetto di tutti i progetti, a livello informatico, amministrativo», interviene Roman. «Nella formazione io porto come insegnamento un percorso ideato da me, lo Shin Qi, che deriva da una tradizione giapponese.
In parte si basa su varie discipline energetiche sia asiatiche che europee, d’altra parte sugli insegnamenti di Anna, che riguardano l’approccio intuitivo. Lo Shin Qi si svolge con esercizi semplici, essenziali, che ci permettono di rimanere in un piano esperienziale, fuori dalla mente razionale, entrando a contatto con il nostro Sé. Per cui anche persone che sono completamente lontane dalle tecniche di meditazione o di contemplazione, in un tempo relativamente breve entrano a contatto con il nostro Sé atemporale».
Un progetto ambizioso, che unisce gli insegnamenti occidentali a quelli orientali, perché ne emerga un essere “nuovo”, insomma, più consapevole, intuitivo, responsabile, capace di mettersi “a servizio” per aiutare il prossimo. Una straordinaria eredità da lasciare ai giovani che iniziano adesso la loro vita.







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