Uno spettacolo di Rocco Papaleo
Accompagnato da: Francesco Accardo, chitarra – Jerry Accardo, percussioni – Pericle Odierna, fiati – Giustino Rondolone, contrabbasso – Arturo Valiante, pianoforte
Al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 23 febbraio
Non è la trasposizione teatrale del film che porta lo stesso titolo, interpretato e diretto da Rocco Papaleo,
ma del film riporta la stessa aria scanzonata, leggera, divertente, che distingue l’attore nei suoi lavori. E’, come lo definisce lui stesso, un “esperimento” di teatro canzone, con musiche, battute, a volte battutacce, perché un po’ facili, dove si ride –ancora! – per una frase colorita, e poi ricordi, annotazioni, storielle, richiami a momenti autobiografici. E’ divertente, si ride molto, Papaleo è simpatico, apparentemente spontaneo, colloquia e interagisce col pubblico. Uno spettacolo che ha molti richiami d’antan, mi sembrava di essere in un cabaret anni ‘70, con qualche canzone che richiama in qualche modo i Gufi, o Fred Buscaglione, per fare due nomi, e la voglia di intraprendenti musicisti in erba (però questi no, sono ottimi professionisti, è l’atmosfera che evocano che mi fa parlare così) di trovare una chiave che li contraddistingua nel proprio percorso professionale.







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