La febbre del sabato sera

In scena al teatro Nazionale di Milano fino a gennaio

sabato sera 600

In scena a Milano uno dei musical più amati dai giovani di differenti generazioni

Titolo: La febbre del sabato sera
Regia: Mauro Simone
Interpreti principali: Simone Sassudelli (Tony Manero), Jessica Lorusso (Annette)
Colonna sonora: Bee Gees
Arrangiamenti e orchestrazioni: David Abbinanti.
Direzione musicale: Andrea Calandrin
Coreografie
: Chris Baldock
Date: a Milano, dal 10 ottobre al 12 gennaio

Il film, un omaggio alla disco music degli anni ’70

La febbre del sabato sera
Simone Sassudelli e Jessica Lorusso.

Torniamo indietro nel tempo e parliamo prima del film originale, a cui si ispira il musical oggi sui palcoscenici in Italia.
Uscito nel 1977,  è stato un omaggio vero e proprio alla disco music degli anni ’70. Fu un successo planetario, ben diretto e con pochissimi costi di produzione, diede enorme notorietà anche a John Travolta che ne fu eccellente interprete.

Le musiche originali furono composte allora dai Bee Gees, anche se nel film compaiono altri grandi successi dell’epoca, come Disco Inferno dei Trammps. La critica, unanimemente, parlò in termini entusiastici della pellicola, non solo per le musiche e le coreografie, ma anche perché rappresentava uno spaccato della New York di quegli anni con tutte le sue contraddizioni e le problematiche che venivano sviscerate in modo naturale ed accurato.

Il film è interamente girato a New York, precisamente a Brooklin, nelle strade e nei luoghi del posto dove la gente si riconosceva. Ad esempio la discoteca 2001 Odyssey esisteva realmente e veniva regolarmente frequentata.

 

La storia

La febbre del sabato sera
Simoe Sassudelli (Tony Manero), nellaparte che al cinema rese famoso John Travolta.
La febbre del sabato sera
Jessica Lorusso interpreta , nella parte che nel flm era di Donna Pescow.

 

La trama parla di un giovane diciannovenne, Tony Manero, che di giorno lavora in un negozio di vernici, ma la sera si scatena e si trasforma in discoteca diventandone il re.

Amato da ragazzi e ragazze che lo acclamano come un dio, affascinante e trascinatore. Lui rappresenta tutto quello che i giovani vorrebbero essere per nascondere o, quantomeno dimenticare, il disagio sociale e la frustrazione di vivere in una grande metropoli che ti schiaccia e non ti permette di emergere.

La discoteca è sempre stata una grande arena sociale, dove entrano in gioco valori ed ideali che per i giovani sono fondamentali. In Italia uscì nei primi mesi del 1978 con recensioni e critiche decisamente positive. Fu definito uno dei migliori film degli anni ’70. Ritmo musica e le migliori scene di ballo del periodo.

Un buono spettacolo, ma perchè tradurre in italiano le canzoni?

La febbre del sabato sera
Simone Sassudelli accanto al regista Mauro Simone.

Lo spettacolo teatrale in scena al Teatro Nazionale di Milano vuole ricalcare il film nelle musiche e nella trama. Coreografie eccellenti (la scena si apre su una straordinaria e coloratissma discoteca) e ballerini tutti molto bravi e preparati, specialmente il protagonista principale, Simone Sassudelli che interpreta Tony Manero.

In discoteca i brani sono cantati in inglese da due cantanti molto brave e con grande vocalità, certo è che i brani originali avevano ben altro fascino. Se devo fare una critica, trovo una scelta poco felice tipica italiana quella di tradurre nella nostra lingua i testi originali dei Bee Gees, che sicuramente ne snatura il significato.

Una piccola nota: nella gara di ballo finale c’è un ballerino che si esibisce in passi di Break Dance che nel film originale non è contemplata!! Tuttavia La febbre del sabato sera” è decisamente un buono spettacolo, ben articolato, ma che forse meritava maggiore attenzione in particolari non di poco conto.

Medico chirurgo, odontoiatra, collezionista ed appassionato di musica dagli anni '70 in avanti. Ha sempre considerato la musica quella forma di arte che più si avvicina al nostro Sé più profondo, dove chi compone è solo un tramite che canalizza vibrazioni superiori per metterle a disposizione di tutti e dove ognuno, in base alla sua sensibilità e conoscenza, ne diventa il Compositore.