L’intelligenza delle piante

Il mondo è verde per aprirci il cuore

foresta di jplenio

Già gi antichi filosofi ritenevano che le piante avessero un’anima e una forma di intelligenza.

Viviamo immersi nel verde, ma raramente lo vediamo davvero. Le piante ci circondano, ci nutrono, ci curano, ci fanno respirare. Eppure, le consideriamo spesso un semplice sfondo, un ornamento della vita, anche se in realtà sono la vita stessa. Dietro ogni filo d’erba e ogni foglia si nasconde una forma di intelligenza silenziosa, ricca di dignità troppo spesso dimenticata.

Il mistero del mondo vegetale

di geralt
Foto di Geralt da Pixabay

L’interesse per le piante, nel corso dei secoli, è legato sia al loro uso alimentare e medicinale che alla loro forma e struttura. Dalla mitologia greca alle scienze moderne, l’uomo ha sempre cercato di capirle, di classificarle, di trarne beneficio, però senza mai comprenderle fino in fondo.

Già i filosofi greci si interrogavano sul mistero del mondo vegetale. Democrito di Abdera, nel V secolo a.C., sosteneva che tutto fosse animato, comprese le piante. Empedocle di Agrigento le considerava i più antichi abitanti del cosmo, anteriori persino al Sole, e riteneva che unissero in sé il principio maschile e quello femminile. Aristotele invece le descriveva come esseri dotati di un’anima “nutritiva”, la più semplice tra le anime, incapaci di muoversi o percepire, e per questo più vulnerabili all’ambiente.

Dalla mitologia alle scienze moderne

Plinio. Naturalsi Historia
Plinio. Naturalis Historia
Theofrasto
Theofrasto. Opera Omnia.

Il suo allievo Teofrasto di Ereso, padre della botanica, dedicò loro due opere fondamentali – Historia plantarum e De causis plantarum – classificandole in alberi, arbusti, sottoarbusti ed erbe.

Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, raccolse un’enorme quantità di osservazioni sulle piante, dagli alberi da frutto alle erbe medicinali.

Platone, invece, rovesciò la prospettiva: non erano le piante a somigliare agli uomini, ma gli uomini alle piante, radicati nella terra e rivolti verso il cielo, in cerca di elevazione e conoscenza.

foto di Felix Mittermeier
foto di Felix-Mittermeier da Pixabay.

Nel Settecento, Carl Nilsson Linnaeus, grande botanico svedese, non solo classificò migliaia di specie, ma scoprì che le piante “dormono”, chiudendo foglie e fiori in assenza di luce. Un secolo più tardi, Charles Darwin rivoluzionò la biologia sostenendo che nessun organismo è più evoluto di un altro: tutti sono il culmine del proprio ramo evolutivo.

Nel 1880, con The Power of Movement in Plants, affermò che nelle radici esiste qualcosa di simile a un cervello animale.

Suo figlio Francis Darwin proseguì le ricerche del padre, dichiarando nel 1908: «Le piante sono esseri intelligenti». In Italia, Federico Delpino studiò le piante “mirmecofile”, capaci di attrarre formiche che, in cambio del nutrimento, le difendono dagli erbivori.

Organismi sensibili, dotati di memoria e consapevolezza
Eppure, nonostante millenni di osservazione, continuiamo a sapere assai poco delle piante. Ci nutriamo di loro, respiriamo grazie a loro, ma difficilmente riconosciamo la loro presenza attiva nel mondo. Producono ossigeno, costruiscono suoli, regolano i climi, forniscono cibo e materiali, ma per secoli le abbiamo considerate esseri passivi. Solo recentemente la scienza ha iniziato a esplorare la possibilità che siano organismi sensibili, dotati di memoria e consapevolezza.

Il canti della terrara
Gli ultimi due libri di Stefano Mancuso sugli alberi.
L aversione deglalberi
“Il cantico della terra” e “La versione degli alberi”

Grazie alla neurobiologia vegetale, sviluppata anche dal team di Stefano Mancuso dell’Università di Firenze, oggi sappiamo che le piante possiedono una straordinaria rete di percezioni. “Vedono” la luce attraverso fotorecettori che regolano la germinazione e la crescita. Le foglie cercano la luce, mentre le radici, fotofobiche, si dirigono verso il buio.

Le piante “assaggiano” il terreno con recettori chimici che individuano nutrienti (come nitrati e fosfati), anche in tracce minime. Grazie ai canali meccanosensibili, hanno un “tatto” sensibile, per cui reagiscono al contatto e alle vibrazioni. Comunicano tra loro e con gli insetti attraverso sostanze volatili, e così riescono a difendersi e a collaborare con l’ambiente. Alcune piante percepiscono perfino i suoni: le radici crescono verso il rumore dell’acqua, e certe piante muovono le foglie al ritmo della musica.

Settecento tipi di sensori

Venere acchiappamoschefoto d naokivin1978
La “Venere acchiappamsche”, foto di naokivin1978 da Pixabay.

La Cuscuta pentagona, priva di clorofilla, motivo per cui dipende dalla pianta ospite per la sua nutrizione, “sente” l’odore del pomodoro e si orienta verso di esso, distinguendolo da altre piante. La Dionaea muscipula detta anche venere acchiappamosche, chiude le sue trappole solo dopo due tocchi consecutivi, per non sprecare energia: una risposta raffinata e “ragionata”.

Già nell’Ottocento, Claude Bernard, padre della medicina sperimentale, parlava di “sensibilità vegetale”. Dimostrò che le piante reagiscono agli anestetici come gli animali: rallentano la fotosintesi, smettono di muoversi, sospendono le reazioni agli stimoli. «Tutto ciò che è vivo sente», concludeva Bernard, «e ciò che può essere anestetizzato, vive».

Le ricerche moderne confermano la sua intuizione: le piante dispongono di oltre settecento tipi di sensori per analizzare temperatura, luce, umidità e sostanze chimiche. Come spiega Mancuso, sono esseri fissi, incapaci di fuggire, ma incredibilmente adattabili. Respirano senza polmoni, si disintossicano senza fegato, digeriscono senza intestino, pensano senza cervello.

Il mondo appartiene alle piante

piantagioni
Piantagione d the. Foto di Engin_Akyurt da Pixabay

Il filosofo Michael Marder, autore di Plant Thinking, sostiene che le piante siano “coscienti”, seppure in modo diverso da noi.

In biologia, si definisce dominante la specie che occupa la maggior parte dello spazio vitale: il 99,7% della biomassa terrestre è costituita da piante, mentre l’uomo e gli altri animali rappresentano appena lo 0,3%. Il mondo, dunque, appartiene a loro.

Non hanno occhi, eppure vedono; non hanno polmoni, eppure respirano; non hanno cuore, ma percepiscono. Sono prive di cervello, ma non per questo prive d’intelligenza. Se intendiamo l’intelligenza come la capacità di affrontare e risolvere problemi nuovi, le piante ne sono un esempio straordinario.

Proteggere il mondo nel quale viviamo

Alida Mazzaro
Alida Mazzaro, insegnante di yoga Nidra

Siamo nati in un pianeta vegetale. Le prime forme di vita furono alghe e piante, e da loro dipende ancora ogni forma di esistenza. Tuttavia, abbiamo dimenticato le nostre radici, proiettandoci verso il futuro senza custodire la memoria del passato.
Per invertire questa tendenza, occorre riscoprire la conoscenza e la meraviglia.

È uno dei tanti obiettivi della Cooperativa “Accademia delle Arti Erboristiche” di Roma, di cui faccio parte. Siamo erboristi, naturopati, biologi e chimici, uniti da una passione comune: la ricerca e la divulgazione.
Offriamo informazione e formazione a tutti coloro che desiderano comprendere e nutrirsi di un sapere che, per millenni, ha consentito all’uomo di prendersi cura in prima persona del proprio benessere e della propria sopravvivenza.

Un corso di formazione
In sinergia con l’Associazione Natura e Salute abbiamo strutturato un corso di formazione per formatori, affinché la cultura erboristica venga “seminata” nelle scuole. L’obiettivo principale è diffondere nelle classi temi fondamentali per la crescita di bambine/i e ragazze/i, come la salute, l’ambiente, il rispetto per la natura e la prevenzione attraverso l’uso consapevole delle piante.

Sunriseforever
Foto di Sunriseforever da Pixabay.

Il percorso si propone di sensibilizzare ed educare le nuove generazioni a considerare l’ambiente come artefice principale del proprio benessere.

L’obiettivo è creare figure in grado di divulgare in modo efficace la cultura erboristica attraverso lezioni teoriche, laboratori, educazione ambientale, composizione di erbari, attività all’aperto e molte altre iniziative pensate per avvicinare i più giovani al mondo delle piante e per sviluppare una maggiore consapevolezza del rapporto tra persone, ambiente e salute.

Il nostro dovere è proteggere il mondo in cui viviamo: studiare, informarsi, comprendere le sue regole. È un atto d’amore verso il mondo verde che ci circonda, ci nutre e ci permette di esistere. Il verde non è solo il colore della natura: è il battito della vita. Le piante sono le nostre maestre silenziose, il respiro della Terra. Imparare a guardarle davvero significa tornare a vedere noi stessi.


Per saperne di più
Sull’Accademia delle arti erboristiche
Per contattare Alida Mazzaro  

Insegnante  certificata di yoga e meditazione. Naturopata ed insegnante di Floriterapia presso l'Accademia delle Arti Erboristiche. Vive a Roma. Per ora. website: www.alidamazzaro.it mail: alidamazzaro@hotmail.com