Il futuro della Robotica è già oggi

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Inquietanti domande sull’uso della robotica: sostituiranno l’uomo? La razza umana sparirà?

“La cosa funziona così. Siete distesi su un tavolo operatorio, perfettamente coscienti, ma per il resto del tutto insensibili e incapaci di muovervi. Una macchina umanoide appare al vostro fianco e asporta un’ampia sezione ossea dalla parte posteriore della vostra scatola cranica.

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Ai generated da TheDigitalArtist per Pixabay

Le dita della macchina scansionano la struttura chimica del cervello, trasferendo i dati raccolti su un potente computer. Quelle dita si immergono nella materia cerebrale per registrare stati di neuroni sempre più profondi e creare una mappa tridimensionale delle loro interrelazioni infinitamente complesse, creando al contempo il codice necessario per tradurre queste attività in una forma compatibile con l’hardware del computer.

Conclusa questa fase dell’operazione, un’altra appendice meccanica rimuove la materia cerebrale esaminata e la getta in un contenitore rifiuti biologici. Ad un certo punto vi renderete conto di non essere più nel vostro corpo che è rimasto sul tavolo operatorio. La vostra vita animale è finita: ora comincia la vita da macchina”.

Non avremo più bisogno del nostro corpo fisico?
cover Essere macchinaQuesto, a grandi linee è lo scenario descritto da Hans Moràvek, docente di robotica cognitiva presso la Carnegie Mellon University. Lui non ha dubbi, come la maggior parte dei transumanisti, sul fatto che non avremo più bisogno del nostro corpo fisico.

Mark O’Connell nel suo libro Essere macchina descrive il progetto dei transumanisti: il loro credo nella scienza, li porta a desiderare la sostituzione del corpo fisico con uno robotico, fatto di componenti che possono essere sostituiti quando si guastano.

Questo lo scenario che Mark O’ Connell si trova a scoprire quando inizia a recuperare informazioni sulle possibilità della scienza e della robotica per raccoglierle in un libro che ci fa fare un salto nel futuro, ma che porta a fare  anche tante riflessioni sul presente.

È la ricerca dell’immortalità: un desiderio umano innato nell’uomo. Adamo non è forse stato cacciato dal giardino dell’Eden affinché “non stenda la mano e prenda anche il frutto dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre”?
I miti antichi sono ricchi di racconti nei quali gli eroi sono alla ricerca di piante, filtri o altro che possa dar loro l’immortalità: si pensi a Gilgamesh o a Ercole.

Superuomini geneticamente modificati potranno farci estinguere?

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Il fisico Stephen Hawking, noto per i suoi studi sui buchi neri (1942-2018).

A quale prezzo? Stephen Hawking, nel suo libro Le mie risposte alle grandi domande, afferma che “Una razza di superumani geneticamente modificati ci farà estinguere”. Sarà davvero così? Ne I difensori della Terra, racconto del 1953, Philip Dick, autore visionario e fortemente polemico, immagina un mondo nel quale gli uomini, rintanati nel sottosuolo, hanno costruito dei robot per combattere al loro posto in superficie.

Questi robot però, prima di obbedire, hanno analizzato la situazione e stabilito che la guerra non aveva senso. Pertanto, invece di combattere, avevano deciso di distruggere le armi costruite dagli uomini mentendo loro finché questi non fossero stati pronti a capire di vivere in pace.

Le posizioni sono opposte e il tema fa discutere: c’è chi anela un futuro di convivenza coi robot e chi teme di perdere anche il lavoro a breve perché sostituito da una macchina.

Notizia recente apparsa sul Corriere della Sera è che l’azienda cinese Unitree ha pubblicato un video in cui il suo robot umanoide G1 esegue tecniche di arti marziali, dimostrando la sua capacità di mantenere l’equilibrio durante questi movimenti. Il robot pesa 35 chilogrammi ed è alto 1,30 metri. Ha funzioni di imitazione e di apprendimento che gli permettono di abituarsi a nuovi compiti. Poiché le sue mani sono dotate di controllo della forza, può imitare accuratamente i movimenti umani ed è in grado di interagire con l’ambiente.

Atlas, il robot più famoso del mondo
Il nuovo Atlas Un anno fa, Atlas segnava la storia: il robot più famoso del mondo, il primo robot umanoide diventato virale, sul web, grazie alle sue spiccate capacità motorie che gli hanno permesso di cimentarsi addirittura con il parkour. Boston Dynamics, una delle aziende più influenti al mondo nel campo della robotica, ha presentato il “nuovo Atlas”. Si tratta di una versione aggiornata del vecchio robot; rispetto al modello precedente, che si muoveva grazie a un sistema idraulico, il nuovo Atlas è più esile ed è completamente elettrico. Ma soprattutto è stato disegnato per applicazioni nel mondo reale.

Oggi i settori di applicazione tipici della produzione sono i dispositivi di manipolazione per il montaggio, l’imballaggio e l’equipaggiamento di macchine. I robot industriali sono utilizzati anche nell’ambito di processi quali la verniciatura, la misurazione, il taglio, la rettifica e la saldatura. I settori in cui vengono utilizzati i robot: elettronica di precisione e componentistica, ambito sanitario e farmaceutico, ambito sanitario e farmaceutico, imballaggio e pallettizzazione, settore food & beverage, settore siderurgico e lavorazione di metalli e ricerca scientifica e istruzione.

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Jennifer Loper in “Atlas” su Netflix dal 24 maggio.

Problema che si pongono tanti è se saremo sostituiti dai robot nel lavoro.  Numerose le aziende che si avvalgono di robot per lavori ripetitivi, ben definiti, pesanti e spesso pericolosi: il robot in questi casi sostituisce il lavoro umano con precisione e sicurezza.

Tantissimi i video su internet che mostrano però anche robot umanoidi capace di sostituire l’uomo in alcune faccende domestiche (pulire, sistemare prodotti nel frigorifero…). Da verificare se si tratti di robot telecomandati, comandati a distanza ma molti li dichiarano automi.

C’è chi poi nel futuro prossimo immagina un robot umanoide in ogni casa che faccia compagnia e assistenza in caso di bisogno. Il cinema come sempre ce l’ha già mostrato: ad esempio, con la serie tv Meglio di noi (2018) siamo in un futuro non troppo lontano con robot, totalmente autonomi, più forti di noi, con una conoscenza più vasta e migliori di noi spesso anche quando si tratta di dovere affrontare scelte etiche.

I robot sostituiranno gli uomini?

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Ai-generated da Thedigitalartist per Pixabay

La paura più diffusa quando si parla di robot è che prendano il sopravvento su di noi. Film e cartoni animati negli ultimi anni ci mostrano storie con robot che prevaricano e vogliono eliminarci (la filmografia robot/cyborg inizia con Terminetor fino ad arrivare ai più recenti cartoni animati come ad esempio I Mitchell contro le macchine) .

La verità però è che i robot sono macchine ed eseguono ordini. Se dovessero uccidere delle persone è perché qualcuno ha ordinato loro di farlo, non perché l’hanno deciso. I robot sono solo macchine e pensare di umanizzarli, vedendo in loro possibilità di pensare e provare sentimenti, è un grande errore.

Fra l’altro, da non sottovalutare le conseguenze che ne possono derivare perché, se ad Immagine uccidere qualcuno è un robot, sarà punito lui è non la persona che ha dato l’ordine di agire, come invece sarebbe giusto fare.

Noi abbiamo un grande potenziale umano ma non lo sappiamo e non lo sfruttiamo. I robot sono solo strumenti. Noi siamo uomini e dobbiamo solo essere più umani. Solo così non avremo paura di essere battuti dai robot e li vedremo inferiori perché senza umanità. (Federico Faggin, Oltre l’invisibile).

Un aiuto da non sottovalutare sarebbe anche  non prescindere dalle Leggi della robotica di Asimov (“Io robot” 1950):

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e la Seconda Legge.a
Maturità classica e Laurea in Lettere. Un'attrazione sin da piccola per la teologia: tante domande, poche risposte. Decenni dedicati allo studio di filosofia, kabala, astrologia, ebraismo, tarocchi, yoga. Una grande passione per una ricerca senza fine. Continuo a leggere, scrivere, sognare.