La mostra Mythos, alla ricerca dell’essenza del mito contemporaneo – presentata dall’Associazione Elite Mundilive della dottoressa Chiara Immordino Doria e curata da Antonio Sator – viene ospitata a Firenze dal 24 al 30 settembre nella prestigiosa cornice dello storico Palazzo Bellini sul Lungarno.

Una tematica importante, dato che il mito decodifica l’infinito essendo la chiave di lettura della coscienza collettiva che ambisce all’eternità. I miti incarnano archetipi, smboli universali custoditi nell’inconscio collettivo. Oppure, come ci ricordano i curatori, sono sentieri invisibili che conducono l’uomo sulle strade dell’universo perché sono la percezione della trascendenza.
La mostra vuole quindi offrire al pubblico una rinnovata chiave di lettura dei modelli di classicità e bellezza che hanno caratterizzato il linguaggio artistico dell’arte italana, rivisitati nel mondo contemporaneo.
Ammireremo in questa sede artisti che, ispirandosi al senso del Mito, ripropongono il modello classico come espressione di un linguaggio universale che recupera le radici ed i modelli della nostra cultura mediterranea.
I pittori

Nell’ambito del percorso espositivo si distingue la scuola degli artisti di Pietrasanta (Tincolini, Deli, Merolli), i Neo surrealisti ai confini della metafisica (Tironi, Levita, Sandos, Cimatti, Gardella, Caprili), i primitivisti (Fronzoni), gli arcaisti (Sator, Jervè), i neo surrealisti (Robysso, Steri, Barattini, Desario) , i neo pop (Vitale, Ceccarelli) , gli artisti concettuali (Flaminio, Siani, Cortese) e gli astrattisti con il loro onirismo, e, infine, giovani talenti che si rifanno alla tematica.
Ci sarà anche attività performativa con modelle in body painting di Massimo Nardi dopo il gran successo al M.A.C.R.O di Roma e poeti contemporanei che declameranno le loro poesie.
Gli scultori

Gli scultori presenti – che appartengono in gran parte alla scuola di Pietrasanta e altre correnti metafisiche di area emiliana, campana e pugliese – attraverso la loro arte di plasmare la materia marmorea di Carrara nella sua purezza e plasticità, ritengono che l’artista abbia una missione: quella di risvegliare la parte emozionale, animica e riflessiva dello spettatore, assumendo un ruolo medianico nell’evocare i modelli antropocentrici ed i valori connessi alla spiritualità e umanità.
Il lavoro di questi artisti ribadisce l’appartenenza ai modelli della classicità e italianità, affermando una nuova visione di umanesimo contemporaneo.
Simbologia del mito

Nelle sale della mostra viene evocato dapprima il Mito alle sue origini, espresso attraverso simboli ancestrali che traducono l’archetipo ossia la memoria collettiva e primordiale, con opere che illustrano il tema del Minotauro, del serpente, della fenice, del valore simbolico del Numero, della Genesi delle forme.
Altre sale presentano opere che evocano storie arcaiche di eroi e di Dei che popolano mondi antichi percorsi da strani esseri, dove l’uomo è a contatto con una natura misteriosa ed immanente; i miti diventano metafore della vita e dell’epopea umana su questo pianeta. Ed infine viene affrontata la visione antropomorfa del mito, dalla mitologia antica ai miti contemporanei.
Le relazioni
Dal 24 al 27 sono previste delle relazioni sulla simbologia del mito di Manuela Pompas (La funzione medianica dell’artista nel mondo contemporaneo), Antonio Manzalini (Valore intrinseco dell’opera d’arte), Alberto Melari (Lo stato dell’arte contemporanea), Massimo Trovato (Forze energetico, mito e bellezza).
Informazioni
Vedi video su Facebook Sator Arts
Ingresso libero
Per informazioni tel. 3501000669
Website della dottoressa Chiara Immordino Doria







Leave a Reply