C’è bacio e bacio

Un'analisi comparata sul soggetto di alcuni dipinti

di Giorgio di Salvo.

C'è bacio e bacio
“Il bacio” di Gustav Klimt.

Un bacio vale più di mille parole, ma possono mille parole spiegare cosa è un bacio?

Perdonate il quesito apparentemente di natura “marzulliana”, ma come sempre, si nasconde dietro una natura esoterica profonda. Come si spiega un bacio? Un gesto che assume colori differenti a seconda delle circostanze. Un bacio può essere dato per dimostrare affetto, per una conformità sociale, per cortesia, per riconoscere un‘autorità clericale, può assumere contorni rituali…

Nell’arte simbolica il bacio assume un significato interessante. Rispetto alla sua importanza pochi sono coloro che si sono cimentati nel dare una rappresentazione visiva degna di questo gesto.

Le raffigurazioni che mi hanno colpito maggiormente sono circa quattro. Inizierei con la più romantica.

Il bacio di Francesco Hayez

C'è bacio e bacio
“Il bacio”, di Francesco Hayez
Particolare de. “Il bacio”.

Francesco Hayez, un pittore straordinario e rivoluzionario.

Nel suo dipinto (Pinacoteca de Brera, Milano, 1859) noi siamo spettatori dell’amore fuggiasco di due amanti che si concedono in un privato bacio.
I due simboleggiano l’unione dei loro animi, ma non dei loro corpi (da notare anche le ombre poco distinte e unite).

La passione che viene trasmessa attraverso le mani di lui che cerca di proteggere il volto e quindi l’identità della propria amata.

Da notare anche le ombre poco distinte e unite. Molti hanno rivisto in questi due protagonisti Romeo e Giulietta data la caratterizzazione storica degli indumenti.

Io mi permetto di dire che potrebbero essere anche e forse di più Renzo e Lucia dei Promessi Sposi, dato che Hayez era amico di Alessandro Manzoni. Da notare la figura ombrosa in basso a sinistra (vedi foto del particolare) che rafforzerebbe la mia idea sul tema manzoniano… sembrerebbe la losca figura dell’Innominato.

Il bacio di Klimt
“Il Bacio” (1907-1908 Gallerie Belvedere di Vienna) è un’opera straordinaria, un capolavoro assoluto. Se con il bacio di Hayez avevamo raggiunto l’unione qui si esprime un concetto assai più profondo.

La fusione dei corpi e dell’anima I due amanti diventato una cosa sola con un concetto armonico unico. Il Volto femminile è scoperto e sereno mentre viene accarezzato dalle mani dell’uomo. Qui il bacio funge da collante delle due figure che diventano la cornice di questo gesto immortale e universale.

Il bacio di Giuda

C'è bacio e bacio
“La cattura di Cristo”, Caravaggio.

Ma il bacio può essere anche un arma adatta per un tradimento. lo dipinge Caravaggio ne “La cattura di Cristo” (1602 Galleria Nazionale d’Irlanda Dublino).
Qui il Genio di Caravaggio  esalta e riesce a carpirne  la chiave simbolica che si cela dietro al gesto del bacio. Giuda, pochi minuti prima della fatidica scena della cattura, mentre si trovava nascosto con le guardie pronte ad arrestare Gesù, dice loro di fare attenzione e di concentrarsi nel prendere soprattutto Gesù. Infatti il gesto del bacio è solo un segnale (per le guardie) che serviva all’azione reale, cioè quella di acciuffare con rapidità e prontezza il malcapitato (come per timore che Gesù fosse in grado di scomparire con le proprie capacità).
Notiamo che quasi in contemporanea Giuda bacia il Cristo, ma in verità crea un diversivo per stringergli le mani e addirittura incrociare le proprie dita a quelle del tradito, come se volesse legarle a sé. In tal caso il bacio è un diversivo per nascondere le reali intenzioni.

Il bacio di Gioacchino e Anna alla Porta d’oro
(1304-1306 Cappella degli Scrovegni di Padova) di Giotto, the last but not the least, perché è quello che ancora adesso mi commuove enormemente e non mi lascerebbe continuare oltre…I l bacio più antico della storia dell’arte

I protagonisti della storia, dopo vent’anni di matrimonio non avevano ancora figli. Un giorno Gioacchino decise di partire per Gerusalemme per porgere le sue offerte sull’altare di Dio e pregare per il figlio tanto desiderato. Il sacerdote lo riconobbe e lo scacciò indignato dal tempio, era infatti ritenuto scandaloso che un uomo infecondo, incapace di aumentare il popolo di Dio, presentasse la sua richiesta alla divinità che aveva posto su di lui il segno della maledizione.

Colpito dall’infamia, rifugiò presso i pastori del deserto. Qui gli apparve l’angelo del Signore per annunciargli che la sua sposa Anna avrebbe messo al mondo una bambina, Maria, la futura madre del Messia. Anche Anna ricevette la visita dell’angelo che portava la buona novella.

C'è bacio e bacio
“Il bacio di Gioacchino e Anna alla Porta d’oro”.

Giotto, racchiude in questo bacio tutta la grandezza e l’amore che possa essere espresso. Anna va incontro al suo amato incinta di Maria e lo abbraccia con una tenerezza e una dolcezza senza eguali nella storia della pittura mondiale mai eguagliata fino ad oggi.

Gioacchino stanco, ma felice finalmente di aver realizzato il sogno di una famiglia. (Notare come nel bacio di Hayez anche qui una losca figura dietro i due amanti vestita di nero)

Se con il suo bacio, Hayez ha rappresentato l’unione di due anime e Klimt la fusione di anima e corpo, Giotto supera entrambi. Oltre alle anime e a i corpi di Gioacchino e Anna, unisce anche le aureole creando un unione ultraterrena, il diventare tutt’uno con l’universo. L’apice del sentimento che un bacio può scaturire.

Ho ritenuto fare questa piccola riflessione sul bacio per tutti coloro che in questo momento così difficile  non hanno l’opportunità di porgere questo intimo gesto ai propri cari e anche a coloro che non hanno potuto incontrare.

Giorgio Di Salvo
Laureato il lettere. Regista e autore teatrale. Studioso di simbologia dell'arte, di testi sacri e letture esoteriche.