Nasce a Bologna la Ghost House di Fiorenza Renda, un’agenzia che vende case “abitate” .
Tradizionalmente quasi tutti i castelli che si rispettano sono popolati da uno o più fantasmi, che spaventano i turisti – o peggio, i nuovi abitanti – con inquietanti fenomeni o suoni sinistri. Il cinema ha attinto largamente a questa tematica: un film vecchissimo ma divertente è stato Fantasmi a Roma, di Pietrangeli, con Gassman, Buazzelli, Mastroianni, Sandra Milo. Poi ricordo Poltergeist, prodotto da Steven Spielberg, o ancora The others o Il sesto senso. E se qualcuno è terrorizzato dai luoghi infestati, altri ne sono attratti. A New York, già una trentina di anni fa, un’agenzia immobiliare si è specializzata nel vendere a carissimo prezzo le case “abitate”.

Non ci crederete, ma questa iniziativa è nata anche in Italia, grazie a Fiorenza Renda, un’intraprendente imprenditrice che, dopo anni di esperienza nel campo immobiliare, ha fondato la Ghost House, un’agenzia specializzata appunto nel vendere case che hanno alle spalle storie paranormali.
Più volte mi sono occupata, prima a Gioia e poi su Karmanews, di castelli con ospiti scomodi, talmente frequenti che parallelamente sono nate in tutta Italia associazioni di Ghostbuster per “pulire” gli ambienti.
Da sempre legata al mistero
Incontro Fiorenza Renda per farmi raccontare la sua esperienza. Prima di tutto le chiedo com’è nata questa idea.
«Aver ideato la Ghost House è colpa tua, Manuela, perché per 30 anni ho seguito le tue inchieste su Gioia.
Ma sono sempre stata interessata al mistero, ho sempre creduto alla sopravvivenza e ho letto tanti libri sull’esoterismo e il paranormale.Bologna.
Il primo fenomeno l’ho avuto a 7 anni, quando morì mio nonno materno, una delle persone più importanti della mia vita. Nei giorni successivi al suo trapasso, in casa sua, esattamente all’orario in cui si alzava per farsi il caffè, noi tutti, comprese persone estranee, sentivamo sia il rumore delle sue pantofole in corridoio che l’aroma del caffè. E da lì ho incominciato a desiderare che ci fosse qualcosa dopo, perché è stato talmente doloroso perderlo… forse è partita da questa perdita la mia passione per queste tematiche.
Comunista… redento nell’aldilà

In seguito ho avuto altri episodi. A 20 anni, il giorno in cui dovevo iscrivermi all’Università, morì il padre del mio primo fidanzato. Quella notte sognai quest’uomo, che era ancora giovane, che mi diceva: “Fiorenza sono morto, sto benissimo, però chiama casa”. Era un sogno talmente reale che mi svegliai e svegliai anche i miei. Quando uscimmo per andare a telefonare al mio ragazzo dalla cabina telefonica più vicina (non avevamo ancora il telefono in casa) lui arrivò per confermarmi che il padre era morto improvvisamente proprio all’ora che io l’avevo sognato.
A Bologna viveva Stefano Tassinari, uno scrittore di grande cultura, comunista di vecchio stampo, ateo, materialista. Quando nel 2012 morì, sognai di salire su un autobus in una giornata di sole meravigliosa, ma mi accorsi di non avere il biglietto e quindi con imbarazzo andai verso il controllore per spiegarglielo. Lo guardo e mi accorgo che lui è Tassinari. “Che ci fai qua, che sei morto?”, gli chiedo.
“Guarda Fiorenza, questa è tutta scenografia, però ti dovevo assolutamente dire una cosa. Avevo torto, perché non è vero che Dio non esiste, ma avevo anche ragione, perché noi siamo Dio. Un’altra cosa: da questa parte non c’è nessun giudizio”. Un concetto che ho ritrovato successivamente in vari testi.»
LA CASA DI FRANCESCA ALINOVI


«Ma come ti sei avvicinate alle case infestate?»
«Per una serie di casualità mi capitò da vendere l’appartamento legato al delitto di Francesca Alinovi, critica d’arte e docente al Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo), avvenuto nella sua casa a Bologna il 12 giugno 1983. Il delitto, che suscitò grande clamore mediatico, fu attribuito a un giovane pittore con cui la donna aveva avuto una relazione, che si è sempre dichiarato innocente, scarcerato nel 2005 dopo aver scontato la pena.
All’epoca era un piccolo appartamento in via del Riccio, poi rivenduto dalla persona che l’ha comprato da me e accorpato a un appartamento più grande. Il proprietario non mi aveva detto a chi apparteneva per paura di non riuscire a venderlo o di non recuperare il suo valore.
Tuttavia lo scoprii a proposta già accettata da un avvocato che lo stava comprando per il figlio. Volevo avvisarlo, ma lui lo aveva già scoperto: “Ma non è una figata?”, mi disse, facendomi pensare per la prima volta che poteva esserci un mercato per questo tipo di abitazioni.
Quando i defunti contestano gli eredi
Successivamente due fratelli mi proposero di vendere un appartamento bellissimo in centro a Bologna ereditato da una coppia di zii senza figli. Era spettacolare, rimasto intatto, come negli anni ’30. Uno dei due mi disse che cercava una casa da comprare, stranamente molto simile a quella che voleva vendere. Poco dopo mi chiamò proponendomi di incontrarci e io andai con le chiavi dell’appartamento in borsa, convinta che volesse rinunciare alla vendita. Invece mi spiegò che la casa era infestata, con fenomeni di poltergeist che secondo loro erano provocati dai due zii che per qualche motivo non erano d’accordo con i due eredi.
Non voleva dirmelo, poi aveva pensato che se io per un caso fossi stata cardiopatica potevo anche spaventarmi e star male. Mi disse che quando lo zio era morto continuava a manifestarsi con la moglie, continuando a parlarle anche la notte; e lei non ne poteva più.
I nipoti non le avevano creduto, pensando che fosse andata un po’ fuori di testa. Ma dopo che se ne era andata anche lei, erano andati a fare l’inventario della casa ed erano dovuti scappare disperati, dato che c’erano credenze che si aprivano da sole, piatti che volavano, grandi orbs in giro per la casa.
La fortuna fu che Rai fiction mi chiese una casa per girare “Il Commissario De Luca”, una serie tv ambientata negli anni ’30 con Alessandro Preziosi. E io affittai proprio quell’appartamento, dove la troupe fece un tale casino che i poltergeist cessarono. Poi la casa venne affittata da una signora che la ristrutturò e i problemi non si presentarono più.
Da queste esperienze, dopo aver lavorato per 3 anni con Sotheby’s, mi è arrivata l’idea di aprire un’agenzia immobiliare che si occupasse esclusivamente di case infestate, con una storia particolare che, fuori da un certo circuito, avrebbero solo potuto essere depauperate e rifiutate. Creando un circuito specifico, arriveranno più clienti interessati a queste proposte.
UN CASTELLO MOLTO FREQUENTATO
Quando ha sentito di Ghost House, si è presentata da me una coppia che mi ha chiesto di mettere in vendita il loro castello di Fiagnano, un immobile molto interessante in piccola parte abitabile. che si trova nel Comune di Casalfiumanese (Bologna).

Nei secoli è stato soprattutto un castello di controllo del territorio, su cui la proprietà ha raccolto moltissime informazioni storiche, che risalgono addirittura al Medio Evo.
A parte una piccola parte portata al grezzo, il castello ha intorno quattro torri tonde longobarde, oggi completamente rovinate diventate dei ruderi.
Attualmente i proprietari coltivano e commerciano lo zafferano sardo. Inoltre hanno dei boschi pieni di tartufi bianchi e neri.
In questo castello nacque il 9 febbraio 1060 Lamberto Scannabecchi, che poi diventò papa Onorio II (foto a ds). Si tramanda che da bambino vivesse nel castello dove lavorava il padre. Un giorno, sentendo le campane suonare a morto, chiese che cosa significavano e il padre gli rispose che era morto un Papa.

E lui disse: “Anch’io diventerò Papa un giorno”. E il padre gli rispose scherzando. “Sì, succederà, se battendo questo bastone per terra dovesse nascere una rosa”. Batté il bastone e in quel punto è nato un roseto, dapprima di rose rosse e improvvisamente, senza nessun innesto, anche di rose bianche.
Lui ha consacrato la Regola Templare a Troyes e da Papa fece bolle importanti, facendo annessioni alla chiesa di Imola. Poi diede l’indulgenza plenaria a chi si reca alla pieve di Fiagnano il giorno dell’Annunciazione e anche 8 giorni dopo. E secondo fonti non ufficiali, c’è stata qui anche una Commanderia Templare».
«Di ufficiale non c’è niente, ma alcuni esperti studiosi del templarismo che son venuti a visitare il castello mi hanno notare delle voliere antropomorfe di piccioni, simbolo di una Commanderia templare», precisa Bruno Taglione, il propretario del castello, che l’ha ricevuto 5 anni fa in eredità insieme alla moglie Carmen. «È un immobile di grande pregio, ma completamente da restaurare».

La parte oggi abitabile è quella che una volta era la chiesa della Perdonanza, dove sappiamo che si è creato l’Ordine di san Giovanni e l’ordine dei Carmelitani, legata ai Templari: secondo antichi documenti, qui sarebbe avvenuta la sepoltura di un maestro templare.
«Questo luogo è un portale, è come se ci fosse un genius loci che lo protegge», continua Taglione. «È un immobile di grande pregio, ma occorrerebbe un grande investimento per riportarlo allo splendore originario. Da qui potevamo vedere 42 fortezze in lontananza».
«Ma oltre ai fattori storici», sottolinea la moglie Carmen«qui sono anche accaduti molti episodi misteriosi».
«Sì, c’è anche un interessante aspetto paranormale, legato al Papa e ai Templari», conferma Bruno.

«In quegli anni i Templari, che non avevano ancora accumulato ricchezze, avevano delle regole precise, legato al cibo e all’abbigliamento, che comportava un velo bianco rettangolare davanti alla faccia. Bene, abbiamo scattato una strana foto nel bosco, che sembrerebbe aver captato in una dimensione parallela proprio una persona col cappuccio e il velo bianco.
C’è un altro fenomeno molto strano che ci lega a Papa Onorio. Qui c’è sempre stato un roseto di rose rosse. Il 25 marzo, il giorno dell’Annunciazione e quindi dell’Indulgenza, sullo stesso ramo insieme alle rose rosse sono fiorite anche rose canine bianche non innestate, un fenomeno botanico molto raro. E il bianco e il rosso sono i colori templari.
Ma abbiamo avuto anche diversi apporti, frammenti di cocci di vasi, per terra o caduti dal cielo e perfino un pendolo. Potremmo aggiungere anche apparizioni, voci misteriose… Però sempre presenze amiche, per niente inquietanti, anzi, come se fossero qui per proteggere il castelllo».
Il progetto Ghost House
Il progetto Ghost House è
nato formalmente alla fine di settembre ’24, quindi devo vagliare le proposte che mi sono arrivate, non voglio prestare il fianco a chi mi racconta storie paranormali solo per vendere.
Bologna nasce su vestigia etrusche, come tutto il quartiere xxx, ci sono molte necropoli e anche memorie templari. Alcuni miei vicini hanno comprato una casetta e scavando hanno trovato una ventina di salme etrusche, che poi dovettero gestire con la Sovraintendenza.
Un’altra storia carina riguarda una casetta degli anni ’40 completamente da ristrutturare. Un mio cliente era piuttosto irritato perché perdeva sempre tutto, come la chiave di un armadio dove non c’era niente di valore. Entrando nel cortile della casa che gli avevo proposto trovò una chiave: “Ma questa è la chiave del mio armadio!”. Una coincidenza, un apporto, un segno? E poiché apriva il suo mobile la ritenne un’indicazione che doveva comprare quella casa».
Le auguriamo dunque che i fantasmi, quelli buoni, l’aiutino nella sua impresa…







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