Nessuno di noi è a sé stante, ma facciamo parte di un sistema che ci forgia e ci condiziona.
Nella puntata precedente, Amore e costellazioni familiari, abbiamo indagato sui vari aspetti della relazione:

L’attrazione tra uomo e donna è spesso irresistibile, ma inizialmente essi si vedono ancora come due individui, si tratta solo di “io e te”. Tuttavia, dietro all’uomo ci sono anche suo padre e sua madre, i nonni, i fratelli e le sorelle, tutto quello che è accaduto nella sua famiglia.
Famiglia AI Si tratta quindi di un intero sistema, che è in attesa di quella donna. La stessa cosa vale ovviamente per la donna, dietro cui c’è un sistema analogo che attende quell’uomo, perché entrambi questi sistemi sono in attesa di portare a compimento qualcosa che è rimasto irrisolto nel passato.
Il sistema di ognuno dei due componenti la coppia non guarda solo all’altro o all’altra, ma al sistema dell’altro o dell’altra, con il fine di generare un nuovo destino comune per risolvere quello che era rimasto in sospeso. Tutto ciò ci fa comprendere che il rapporto tipo “due cuori, una capanna”, come spesso viene inteso, è solo un ideale.
Se un membro di una o entrambe le famiglie è stato escluso (per esempio un partner precedente, un bambino abortito o abbandonato o dato in adozione, oppure qualche persona di cui ci si vergogna) egli sarà presente all’interno del nuovo rapporto appena nato e in quella famiglia. Solo accogliendo il membro escluso nella propria famiglia l’uomo e la donna saranno liberi di vivere completamente il loro rapporto.
“Ti amo”… e poi?

L’amore non è quindi qualcosa di personale. Il singolo individuo è troppo piccolo per pronunciare la frase “ti amo”. Dietro a ciascuno degli innamorati ci sono i genitori, gli antenati e i loro destini. Dietro a quel “ti amo” c’è qualcosa che arriva da lontano. Gli innamorati, dopo essersi conosciuti, sono pervasi da un senso di felicità profonda, non assaporata prima, e da un bisogno dell’altro che percepiscono come amore. Se lui dice a lei “ti amo” e anche lei gli risponde “ti amo”, sono pronti per formare una coppia.
Questo è però solo l’inizio. L’esito futuro dipende da molti fattori e dalla risposta a queste domande: “Metto qualche cosa in questo amore oppure mi aspetto qualcosa?”; “Sono maturo e pronto a dare e ricevere?”. L’innamoramento ci fa incontrare, ma poi ci risveglieremo improvvisamente per vedere l’altro come è in realtà: solo a questo punto inizia l’amore vero tra un uomo e una donna. Hellinger definisce questa fase “amore al secondo sguardo”.
All’inizio, i componenti la coppia non sanno se il loro amore è sufficiente a unirli per sempre, non conoscono i lati oscuri delle loro origini, il loro destino e quello che li attende. Così pure non sanno se il loro amore potrà sopravvivere quando, e se, verrà alla luce ciò che fino a quel momento era rimasto nascosto.
Alla frase “ti amo” manca quindi qualcosa che prepari la coppia al compito che l’aspetta e che le permetta di trovare la pienezza e la profondità necessarie a crescere oltre l’amore a prima vista: la frase “Ti amo e amo ciò che guida te e me” sembra più adatta in questo senso. Se pronunciano questa frase, l’uomo e la donna non si focalizzano più solo su se stessi e sulle loro esigenze, ma guardano anche a qualcosa che va oltre loro stessi. Anche se ancora non possono comprendere tutto quello che questa frase implica e quale sarà il loro destino individuale e come coppia, preparano e rendono possibile l’amore al secondo sguardo dopo quello a prima vista.
I tre cardini del rapporto di coppia

Esistono tre aspetti fondamentali su cui poggia il rapporto di coppia. L’aspetto più importante è il rapporto sessuale. Ad esso è orientato il rapporto ed è indispensabile per il rapporto stesso. L’amore e la vita si concentrano in esso, perché la vita può continuare solo attraverso il rapporto sessuale. Nell’amore che si manifesta nel rapporto sessuale agisce la forza più potente che esista, la forza vitale.
Hellinger sostiene chiaramente che si tratta di una forza grande, superiore a qualsiasi forza spirituale, una forza che proviene da Dio e in cui il Divino si manifesta portandoci in armonia con l’essenziale dell’Universo. L’impulso attraverso cui si manifesta agisce al di là di noi stessi, ci prende al proprio servizio e ci fa crescere. L’atto sessuale, inoltre, crea un legame profondo che non consente più lo scioglimento della coppia.
Poiché le sue conseguenze sono molto profonde, non dovrebbe essere sottovalutato o considerato con leggerezza. Ne sono testimonianza il profondo dolore e il senso di colpa e di tradimento che colpisce una coppia in caso di separazione: quest’ultima non è realmente possibile se tale legame non viene percepito e accettato. Le ripercussioni si hanno anche sui rapporti successivi. Le costellazioni familiari hanno evidenziato che un figlio nato da un rapporto successivo rappresenta il partner precedente di cui prova gli stessi sentimenti che manifesta poi ai suoi genitori.

Questo conferma che i rapporti precedenti continuano ad agire anche quando sono apparentemente terminati. Si è osservato anche che nei rapporti di coppia successivi ognuno dei partner non è di solito in grado di accogliere il nuovo compagno o la nuova compagna nello stesso modo completo con cui aveva accolto il precedente. La soluzione di questo problema avviene quando si continuano a rispettare e amare i partner precedenti, cosa che, purtroppo, non è sempre possibile, causando situazioni pesanti e dolorose.
Il secondo aspetto è quello dell’amore del cuore. L’amore sessuale agisce meglio se origina dall’amore del cuore e ne rappresenta il completamento. Tuttavia, questi due tipi di amore possono esistere individualmente e indipendentemente l’uno dall’altro.
Il terzo aspetto è la vita in comune: anche questa può esistere anche senza la sessualità e, a volte, anche senza amore, perché accade che alcune coppie restino insieme anche quando non provano più amore profondo.
Esiste il pensiero, diffuso in molti, che sia sufficiente amare abbastanza perché tutto sia in ordine. Molti genitori pensano che sia sufficiente amare abbastanza i propri figli perché questi crescano come loro desiderano. Tuttavia, spesso restano delusi poiché, evidentemente, questo amore da solo non è sufficiente.
Gli ordini dell’amore e le costellazioni familiari

L’amore deve sottostare a un ordine che gli viene imposto per poter essere efficace, proprio come un albero cresce in base a un ordine interiore che lo guida e che non può essere modificato. L’amore e i rapporti interpersonali hanno maggiore probabilità di prosperare se siamo a conoscenza di questi ordini prestabiliti, che abbiamo visto essere definiti da Hellinger gli “Ordini dell’Amore”.
Per esempio, il primo ordine dell’amore in un rapporto di coppia è la assoluta parità fra l’uomo e la donna, pur nel rispetto delle reciproche diversità. Il secondo ordine dell’amore riguarda invece l’equilibrio tra dare e ricevere. Questo significa che se uno dei due da più dell’altro, il rapporto risulta disturbato e necessiterà di un riequilibrio. In un rapporto sano, ognuno da all’altro un poco di più di quanto ha ricevuto, aumentando così la possibilità di scambio e la felicità comune.
Questo bisogno di compensazione agisce anche in senso negativo. Se uno dei partner fa un torto all’altro, quest’ultimo sente l’esigenza di fare la stessa cosa come un bisogno irresistibile. In questo caso, l’aver subito un torto da la sensazione di avere dei diritti particolari e porta a fare all’altro un danno non uguale a quello ricevuto, ma un po’ superiore.
Applicare la “vendetta amorevole”

Purtroppo, in questo modo lo scambio di male aumenta in modo esponenziale nella coppia, come pure la generale infelicità. Hellinger sostiene che esiste tuttavia una soluzione: la cosiddetta “vendetta amorevole”. Questo significa la possibilità di ritornare del male all’altro, ma, questa volta, in una quantità leggermente inferiore. Lentamente la compensazione nel male cessa ed entrambi i partner possono ricominciare a dare e a prendere nel campo del bene.
La conoscenza e l’applicazione degli Ordini dell’Amore consentono di risolvere molti problemi nell’ambito di una famiglia Questi Ordini agiscono anche all’interno dei lignaggi familiari, e l’ignorarli può produrre serie conseguenze. Per esempio, se una donna ritiene di essere migliore della propria madre, non potrà rispettare gli uomini, non riuscirà a capirli e si comporterà come qualcuno che non ne ha bisogno. Infatti, se crede di essere migliore di sua madre penserà, in modo subconscio, di essere una moglie migliore per suo padre. Questo significa che “sente” di avere già un suo uomo e che non ne ha bisogno di un altro.
Per diventare pienamene donna e rispettare il suo uomo dovrà porsi nella corretta posizione nei confronti di sua madre, essendo lei la piccola di fronte a sua madre. Tutto questo vale ovviamente anche per gli uomini: anche loro dovranno porsi nella posizione corretta di fronte al padre, essendo piccoli di fronte a lui. In conclusione, l’uomo impara a rispettare le donne dal padre, mentre la donna impara a rispettare gli uomini dalla madre.
L’aiuto degli antenati e della Forza che ci guida

Oltre a rivelare ciò che è nascosto o sommerso, le costellazioni danno anche indicazioni riguardo alla soluzione dei problemi, portando l’interessato sulla strada per liberarsi da un irretimento.
Tuttavia, proprio come l’amore a prima vista non può continuare se non è seguito dall’amore al secondo sguardo, così anche nelle costellazioni è possibile la risoluzione dell’irretimento solo se l’interessato si mette in contatto con qualcosa di più grande, lasciando dietro di sé il passato per aprirsi a ciò che è totalmente nuovo (e che potrebbe fare paura…).
Il sapere culturale e la razionalità non sono di grande aiuto in questo campo. È invece necessaria una particolare forza che deriva, da una parte, da un corretto legame con i genitori e gli antenati e, dall’altra, dall’aprirsi a qualcosa di più grande per entrare in sintonia con ciò che ci guida. Questa Forza può portarci a volte oltre le barriere imposte dall’irretimento per renderci liberi di accogliere con felicità l’amore nella sua pienezza e totalità.
Altre volte, tuttavia, questo non è al momento possibile. Se ci accorgiamo della impossibilità, per noi o per i nostri compagni, di non poter superare un limite (ossia di non poterci liberare da un irretimento) è importante arrivare a riconoscere questo limite senza ostinarsi a voler cambiare le cose a tutti i costi. In un rapporto di coppia questo può voler significare una vera e propria “morte” del rapporto, ma possiamo comunque accettare con amore questa morte dicendoci reciprocamente: “Ti amo e amo me stesso insieme alla Forza più grande che ci guida”.
(2a puntata- Fine)







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