L’estate, una stagione preziosa

Un'occasione per rallentare e prendere contatto con il nostro mondo interiore

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Ci liberiamo degli abiti e delle sovrastrutture, rivelando la nostra identità. 

Questa è la stagione della luce. Le giornate si allungano, il sole riscalda la pelle, i ritmi rallentano e, almeno per qualche settimana, ci concediamo il tempo di respirare in modo diverso. È il periodo dell’anno che associamo al riposo, alla libertà e alla possibilità di “staccare”.

Una maggiore trasparenza interiore
beach foto diEppure, nel mio lavoro di ricerca sull’essere umano, ho osservato un fenomeno ricorrente: quando il ritmo esterno rallenta, oltre al bisogno di riposo emerge anche una maggiore trasparenza interiore. Come se, diminuendo il rumore della quotidianità, diventasse più leggibile ciò che siamo davvero.

Molti associano questo periodo dell’anno alle vacanze, al riposo e al divertimento. In questo senso l’estate può offrire qualcosa di ancora più prezioso: l’opportunità di incontrare sé stessi.
Durante il resto dell’anno siamo spesso immersi in una corsa continua: impegni, responsabilità, scadenze e abitudini occupano gran parte della nostra attenzione. Viviamo in modalità automatica, concentrati su ciò che dobbiamo fare più che su ciò che stiamo vivendo. Assenti a noi stessi.

Poi arriva l’estate. E quando rallentiamo, accade qualcosa di sorprendente: cominciamo a sentire. Sentiamo la stanchezza che avevamo ignorato, le emozioni rimaste in sospeso, i desideri che non trovavano spazio, ma anche le intuizioni e le risorse interiori che aspettavano soltanto di essere ascoltate.
La luce estiva illumina sia il mondo esterno che il nostro paesaggio interiore.

Il rallentamento come spazio di consapevolezza
foto da pexelsQuesto accade perché viviamo gran parte dell’anno in una condizione di accelerazione costante. La mente è orientata al fare, al gestire, al risolvere.
Ma oltre all’azione ogni essere umano è anche percezione, ascolto, presenza. Quando rallentiamo, accade qualcosa di semplice e allo stesso tempo profondo: torniamo a percepirci. Emergono sensazioni che erano rimaste sullo sfondo, emozioni non ascoltate, intuizioni sottili che durante l’anno non trovano spazio.

È curioso perché il benessere, in questa prospettiva, invece di essere qualcosa da ”r-aggiungere”, ovvero da rincorrere e aggiungere, se mi permettete la licenza poetica, è qualcosa che emerge spontaneamente quando smettiamo di sovraccaricare il sistema mente-corpo. Come se fosse sempre stato lì, al centro di noi stessi, solo oscurato e soffocato da tante sovrastrutture.

A questo proposito, osservando la Natura possiamo cogliere un insegnamento prezioso: in estate ogni cosa raggiunge la sua massima espressione. Gli alberi mostrano i loro frutti, i campi la loro abbondanza, i colori la loro intensità. Nulla viene aggiunto. Semplicemente ciò che era già presente diventa visibile.

Spogliarsi dai condizionamenti e dalle paure

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Foto di Anlevy da Pixabay

Anche per l’essere umano funziona così. Spesso pensiamo che il benessere consista nel diventare qualcuno di diverso: più sicuri, più forti, più sereni, più realizzati. In realtà, il percorso di crescita personale consiste nel togliere ciò che ci allontana dalla nostra essenza invece che nell’aggiungere. Spogliarsi insieme agli abiti delle paure, condizionamenti, aspettative esterne, ruoli che abbiamo indossato per adattarci agli altri e che, col tempo, abbiamo finito per confondere con la nostra vera identità.

L’estate può diventare allora una straordinaria occasione di consapevolezza. Un momento per farci domande importanti. “Chi sono diventato?” “Sto vivendo in armonia con ciò che sento veramente?” “Quale parte di me desidera emergere e trovare finalmente espressione?”

L’estate ci rivela

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Foto di AdinaVoicu da Pixabay.

Una delle osservazioni che, come ricercatrice, mi accompagna da anni è che i processi di trasformazione autentica raramente introducono qualcosa di completamente nuovo. Piuttosto rendono visibile ciò che era già presente in forma potenziale.

Anche questo la Natura in estate lo mostra con chiarezza: i frutti vengono resi maturi dalla luce. Allo stesso modo, anche nell’essere umano, i periodi di maggiore esposizione alla consapevolezza di fatto rivelano l’identità, anche se può apparire come trasformazione dell’identità stessa. Il famoso: “Sono cambiato”. E se invece fossi sempre stato?

Per questo il rallentamento è più di una mera pausa marginale, ma un vero e proprio spazio di rivelazione.

L’abbronzatura dell’anima

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Foto di jplenio da Pixabay

Quando esponiamo la pelle al sole, il corpo registra un cambiamento progressivo. È un adattamento visibile, fisico, misurabile.

Nella mia osservazione dei processi interiori, ho iniziato a utilizzare una metafora simile: quella dell’“abbronzatura dell’anima”. Ogni volta che una persona entra in contatto con sé stessa in modo autentico, qualcosa si modifica in profondità. Si sviluppano una maggiore coerenza interiore, una chiarezza più stabile nelle scelte. Una capacità più immediata di riconoscere ciò che è allineato e ciò che non lo è.

Questa “abbronzatura” dell’anima dipende dall’esposizione alla verità interiore. E per questo richiede coraggio. Il coraggio di fermarsi. Il coraggio di ascoltarsi. Il coraggio di guardarsi dentro senza maschere.

Quando il corpo racconta chi siamo

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Foto di Deep Khicher da Pixabay)

Nel corso dei miei studi e delle mie ricerche sulla Morfofisiognomica ho osservato un aspetto affascinante: il corpo oltre ad essere il veicolo attraverso cui viviamo l’esperienza umana,  rappresenta anche una straordinaria mappa della nostra identità.

Ogni persona possiede caratteristiche fisiche, espressive e comportamentali che raccontano una storia unica fatta di talenti, predisposizioni, modalità di percepire il mondo e potenzialità ancora inespresse. Spesso trascorriamo la vita cercando risposte lontano da noi, senza accorgerci che il nostro stesso corpo comunica continuamente informazioni preziose su chi siamo.

L’estate, in questo senso, diventa anche un invito simbolico: osservare con altri occhi, andare al di là delle apparenze, smetterla di valutare esclusivamente sulla base di canoni estetici e iniziare a anche a guardare ciò che il nostro corpo esprime, in termini di autenticità.

È la stagione in cui ci mostriamo di più, in cui alleggeriamo gli strati che ci coprono e torniamo a un rapporto più diretto con il nostro corpo e con la natura. Ma insieme agli abiti possiamo alleggerire anche le maschere interiori. Possiamo osservare noi stessi con occhi nuovi e domandarci se stiamo esprimendo davvero il nostro potenziale oppure se stiamo vivendo secondo aspettative che non ci appartengono.

La Morfofisiognomica ci ricorda che l’identità autentica è qualcosa da riconoscere, comprendere e valorizzare. Proprio come un seme contiene già l’essenza dell’albero che diventerà, ciascuno di noi porta dentro di sé una struttura unica che chiede soltanto di essere espressa pienamente.

Il vero benessere nasce quando rallentiamo

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Foto di photostockeditor da Pixabay.

Viviamo in una società che associa il valore personale alla produttività. Fare di più, ottenere di più, correre più velocemente, accumulare. Ma il benessere autentico segue una logica diversa, distante dall’accumulo: nasce dalla presenza. Quando rallentiamo, il rumore mentale diminuisce e possiamo finalmente percepire ciò che accade dentro di noi.

Il respiro diventa più profondo, la mente più lucida, l’intuizione più chiara. In quello spazio di silenzio emergono spesso risposte che stavamo cercando all’esterno. Perché molte delle risorse che desideriamo sviluppare devono essere riconosciute, sono già presenti dentro di noi e aspettano soltanto di essere viste.

Quindi quando rallentiamo, il sistema interno cambia qualità. E in quello spazio, emergono informazioni che finalmente possiamo ascoltare perché il rumore e il chiacchiericcio che normalmente coprono la nostra voce interiore si dissolvono. Finalmente nel silenzio possiamo sentirci, ma attraverso l’ascolto, è spesso in questi momenti che una persona inizia a riconoscere aspetti di sé che erano sempre stati presenti, ma non ancora visti. Il rallentamento, quindi, porta un cambiamento di livello di consapevolezza.

Un esercizio per l’estate interiore

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Foto da pexels

Ti invito a sperimentare una semplice pratica nei prossimi giorni.
Siediti in un luogo tranquillo, possibilmente in un momento in cui non sei esposto a distrazioni.

Chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro.
Immagina che ad ogni inspirazione entri luce.
Ad ogni espirazione si sciolgano tensioni e pensieri superflui.
Poi immagina una luce calda al centro del petto. Osservala senza forzarla. E poni interiormente questa domanda: “Cosa di me si sta rivelando in questo periodo della mia vita?”
Lascia che la risposta emerga spontaneamente sotto forma di sensazione, immagine o intuizione, senza fretta. Al termine, annota ciò che hai percepito.

La stagione della luce

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Foto di StockSnap da Pixabay

Forse il significato più profondo dell’estate al di là del riposo in sé rappresenta anche la possibilità di diventare più trasparenti a noi stessi. Se la luce rende visibile senza aggiungere nulla, allo stesso modo la consapevolezza permette alla nostra identità autentica di emergere, senza costruirne una nuova.

Nella mia esperienza di ricerca, è proprio in questo spazio di rivelazione che nasce il benessere più stabile: quando ciò che siamo dentro smette di essere nascosto e diventa finalmente riconoscibile.
L’estate ci invita a togliere il superfluo. La consapevolezza ci invita a riconoscere la nostra essenza.
E la Morfofisiognomica ci ricorda che questa essenza lascia tracce visibili nella nostra unicità, perché ciò che siamo dentro trova sempre il modo di manifestarsi anche fuori.

Vi auguro la più bella estate, indipendentemente dalle destinazioni e da quello che viviamo fuori di noi: quella in cui iniziamo a vederci con maggiore chiarezza!

Letture per un’estate di consapevolezza
L’estate può essere il momento perfetto non solo per riposare il corpo, ma anche per nutrire la mente e l’anima con letture capaci di aprire nuove prospettive su noi stessi e sul nostro modo di abitare il mondo.

Morfofisiognomica – di Ester Patricia Ceresa – Edizione tascabile 
Carl Gustav Jung “L’uomo e i suoi simboli”
Henry David Thoreau “Walden ovvero Vita nei boschi”

 

Academy Master Trainer in Ipnosi e Coaching, si occupa di sviluppo del potenziale umano e QuantumNeuroTraining. Docente e relatore internazionale in Ipnosi, Psicologia Quantistica, Enneagramma, CNV e PNL3, ha elaborato la nuova Morfofisiognomica, una metodologia innovativa nel campo delle discipline sul Linguaggio del Corpo mirata al benessere psicofisico. Autrice del “Manuale di Morfofisiognomica - Corpo e volto rivelano i tratti del temperamento, del carattere e della personalità" (CISU ed.). Presidente di I.P.C.A (International Professional Coaching Association), organismo promotore di iniziative e congressi internazionali nel campo del Coaching e dell’Ipnosi.