Con il suo calore la Moxa viene usata nella medicina cinese per numerose patologie.
L’Artemisia è una pianta conosciuta sia per le qualità alimentari che per quelle medicinali. Appartiene alla famiglia delle Composite o Asteracee di cui fanno parte numerose specie, alcune rare, altre comuni diffuse in Asia, Africa, Nord America ed Europa.

Fanno parte di queste famiglie di Artemisia il dragoncello, che viene impiegato in cucina, il genepy e l’assenzio, che in quanto ricchi di sostanze amare digestive favoriscono la formazione dei succhi gastrici e della bile e vengono pertanto impiegati per distillati e digestivi.
La tisana di Artemisia è ottima per gli stati di stanchezza e inappetenza, ha un effetto riscaldante e antispasmodico, insieme ad altre sostanze viene impiegata come anti parassitario. È probabile che il suo nome derivi da Artemide, dea protettrice delle piante medicinali che giovano alla donna.
Un calore che guarisce

In Occidente è conosciuta con la parola Moxa (moekusa, ovvero erba che brucia), che fa parte del dialetto dell’isola di Okinawa. Dei monaci buddhisti giapponesi portarono la Moxa in Occidente verso il 1940 per curare le persone.
Il nome cinese è Cau, 灸, composto da 久 (anche questo si pronuncia Cau), che significa “tempo molto lungo”o “malattia cronica che dopo molto tempo non è ancora guarita”.
La parte inferiore del carattere cinese è 火 ( Huo che significa fuoco). Dunque Cau significa “usare il fuoco per lungo tempo”. Possiamo dire che il fuoco nella pratica Cau deve andare dentro, quindi l’erba brucia all’esterno e produce il calore forte che penetra all’interno e va in profondità.
La Medicina Tradizionale Cinese la usa nella cura contro le sindromi da freddo, umidità e per tonificare il Qi, l’energia che scorre nei meridiani energetici.
L’erba che sostiene e rivitalizza i viaggiatori

L’artemisia ha la particolarità, rispetto ad altre erbe, di bruciare lentamente e questo permette di scaldare l’agopunto o la zona del corpo che si intende trattare. In antichità era molto usata dai viaggiatori per irrobustirsi, sostenersi e mantenere una costante vitalità e resistenza durante gli interminabili viaggi a piedi attraverso la Cina.
Le foglie di Artemisia vengono essiccate e avvolte in sigari, oppure vengono lavorate in modo da renderle come una lana. Ci sono due modi di essiccazione: uno al sole e l’altro all’ombra. Al sole è più rapido, ma si perdono molte sostanze, mentre l’esposizione all’ombra è più lunga, ma è la migliore. La preparazione industriale usa i forni, pertanto anche in questo caso molte sostanze si perdono; bisogna considerare che è una tecnica molto usata, non solo in tutta la Cina, ma anche nel resto del mondo, dunque i metodi artigianali non riescono a sopperire alla richiesta.
La pratica della Moxa apparentemente sembra facile, e per certi versi lo è, tuttavia al di là dell’azione da eseguire, è necessario avere conoscenze legate alla Medicina Cinese.
La Moxa ha un odore forte che non tutti gradiscono; fa fumo e quando è troppo bisogna fare in modo di dissolverlo, perché impregna capelli e vestiti. Inoltre sporca, crea della cenere che deve essere smaltita durante l’applicazione affinché non cada sulla persona ustionandola. Personalmente uso un contenitore di latta con sale grosso all’interno per sbrasare la cenere dal sigaro e ho un poggia Moxa di acciaio per non bruciare la superficie del tavolo.
Un metodo da “conquistatore”, potente e intrusivo

Rispetto ad altre tecniche di Medicina Cinese, è molto usata nelle campagne dai contadini, i quali sanno che tonifica e rinforza gli apparati perché è una “forza d’attacco”, un metodo che aiuta l’organismo a guarire da sé. Si può dire che questa tecnica è un metodo da “conquistatore”, cioè potente e intrusivo.
La Moxa attacca come una bomba la cui deflagrazione e gli effetti si propagano in tutte le direzioni. La Moxa è stata usata prima che si scoprissero i meridiani energetici, si applicava nei punti e nelle zone dolenti.
Ha diverse modalità di applicazione a seconda delle necessità:il sigaro di Moxa può essere avvicinato al punto da trattare (detto sole fermo), ma senza toccarl dato che può essere ustionente, oppure usato a becco d’uccello (allontanandosi e avvicinandosi dal punto velocemente). Ci sono anche coni di Moxa da porre sulla pelle con uno strato protettivo, o su aghi di agopuntura; E ancora: Moxa adesiva, piccole moxe già pronte con base isolante; lana di Moxa su fette di zenzero o aglio (per dolori muscolo-articolari).
Per cosa si utilizza: pro e contro

I principali utilizzi sono per disturbi ginecologici di varia natura e soprattutto – anche negli ospedali occidentali – per il rivolgimento del feto podalico, applicando il calore del sigaro (dalla 32°settimana in poi) sul punto BL67 chiamato Zhiyin (Estremo Yin), che si trova all’angolo esterno dell’unghia del 5° dito del piede, sul meridiano della Vescica Urinaria; per dolori articolari e muscolari, in quanto rimuove l’umidità e il freddo; per disturbi digestivi come gonfiore e diarrea; per problemi energetici o immunitari come stanchezza cronica e freddolosità; per disturbi respiratori come asma, raffreddore cronico e bronchite; per trattare le emorroidi; per trattare le cronicità.
È sconsigliata nei casi di febbre, infezioni, ipertensione grave, gravidanza avanzata (eccetto uso mirato come già detto), in zone già infiammate, su lesioni o pelle sensibile.
Esistono dei sigari fatti con Artemisia trattata con un processo di carbonizzazione che riduce al minimo l’emissione di fumo, chiamata Moxa senza fumo. Questo sistema consente agli operatori di poterla praticare in locali dove non ci sono le ventole per disperdere il fumo, oppure in casa. Ricevere la Moxa è piacevole, il calore su una zona specifica regala rilassamento e brividi soprattutto lungo tutta la zona dorsale; aiuta a distendere e rilassa per poi di ricevere il massaggio. Anche sul ventre è gradevole e benefica gli organi interni, soprattutto gli intestini.
Una prestazione accettata dal Servizio Sanitario Nazionale cinese

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In uno dei miei tanti tirocini in Cina, all’ospedale di Nanchino, ho avuto il piacere di praticare nel reparto Moxa. Un enorme padiglione solo di trattamenti con applicazioni di Moxa di ogni tipo per le varie disarmonie. Il fumo era così intenso che non vedevo la persona vicino a me e gli occhi mi lacrimavano. Però bastava azionare le ventole per disperdere il fumo in pochissimo tempo.
In Cina nel periodo estivo, le persone che soffrono di disarmonie invernali da freddo, come dolori osteo articolari, frequenti raffreddori, bronchiti, ricevono dietro prescrizione medica trattamenti specifici di Moxa, per affrontare al meglio l’inverno. Il Servizio Sanitario Nazionale cinese, considera tutti i trattamenti di Medicina Cinese, Moxa inclusa, parte delle prestazioni sanitarie essenziali come prevenzione e cura e assistenza per tutti i cittadini.
Come ripulire gli ambienti da energie pesanti
I bastoncini di Artemisia tipo incenso vengono usati in Cina anche perché il fumo in piccole quantità, giova agli occhi. Inoltre aiutano a pulire gli ambienti da energie “pesanti” e tenere lontano certe influenze negative che possono turbare la tranquillità di chi vive in quel luogo. Ovviamente si può rinforzare il risultato con pratiche meditative, pulizie con la luce o preghiere.
I contadini cinesi la usavano anche per tenere lontane le mosche, insetti fastidiosi e tranquillizzare il bestiame.
Per i non addetti ai lavori consiglio però molta cautela nella pratica di questa tecnica per evitare episodi sgradevoli come scottature e incendi; lo stesso vale per quanto riguarda la scelta di operatori del settore, meglio affidarsi a chi ha fatto esperienza e conosce la Medicina Cinese.
Per saperne di più:
W.Ming c.y.Conte A. “Forza, amore, vitalità dal calore e dal profumo dell’Artemisia”. Ed. Mediterranee.







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