Le notizie che ci giungono dal mondo non sono certo rassicuranti. Guerre, decapitazioni, violenze, minacce, miseria, inquinamento… e in questi giorni bombe d’acqua che hanno fatto esondare i fiumi, mettendo in ginocchio alcune città italiane (ma si potrebbe pensarci prima, e non dopo, a disastro avvenuto?). E adesso anche l’Ebola, che ha varcato i confini dell’Africa. E’ sconsolante però leggere che il vaccino (ZMapp della Mapp Biopharmaceutical) prodotto a San Diego, è stato usato per salvare la vita a due americani e ai pochi medici contagiati in Sierra Leone e in Liberia. Tuttavia il medicinale non si trova in commercio (da Venerdì di Repubblica del 10 ottobre) “data la bassa priorità di malattie come l’Ebola, rarissime in Occidente”. E quando si ammaleranno gli occidentali, salterà fuori in vaccino?
Sempre sullo stesso magazine, una bella inchiesta sulle bambine vendute in India per poche rupie (500 rupie, equivalenti a poco più di quattro euro) per lavorare: nel Tamil Nadu per raccogliere il cotone transgenico BT, prodotto dalla Monsanto (sulla cui attività, trovate un bell’articolo di Daniela Ghirardi). Ma nel mondo le bambine costrette a lavorare dai 5 ai 17 anni sono 68 milioni! Per non parlare delle spose bambine, dell’infanzia abusata, maltrattata, venduta…
Ma se una parte del mondo è corrotto, malato, violento, dominato da forze oscure, c’è un’altra parte che sta risvegliandosi, che lavora per un mondo migliore: anche se sono piccole isole, unendosi diventeranno un esercito, l’esercito della luce. Tutti i giornali e i magazine dedicano spazio a chi si reinventa la vita, il lavoro, a chi ce la fa, a chi cambia le proprie abitudini, le aspettative, le relazioni, per superare questo momento e migliorare la qualità della vita.
Si parla di una gioventù inerte, bloccata, senza futuro: eppure a Genova i ragazzi hanno dato prova di grande maturità e altruismo, si sono organizzati per spalare il fango, senza ricompensa, per altruismo, per spirito di servizio. Da qualche parte si reinventano i modelli sociali, come avviene nelle comunità e negli ecovillaggi (vedi l’articolo sulla Città della Luce: Un seme per cambiare il mondo).
Sì, come dice Gaber: “Si può” (https://www.youtube.com/watch?v=A1i_nmPN6SI), si può cambiare il mondo. Dobbiamo imparare ad abbattere vecchi schemi ed entrare in un’altra ottica, aprendo il cuore e dando un senso più alto alla nostra esistenza. Ma ognuno di noi è chiamato quotidianamente a fare delle scente: da che parte vogliamo stare? Vogliamo contribuire a una crescita personale e collettiva o rincorrere solo valori materiali, anche a costo di vendere la propria anima?
Nel numero di ottobre:
Daniela Gherardi: “Monsalto, un secolo di veleni”
Manuela Pompas: “La città della Luce: un seme per cambiare il mondo”
Renata Pompas: “Chagall: Il colore della felicità”
Daniel Lumera: Padre Anthony, l’ultimo discepolo di Gandhi”
Erica Poli: “Anatomia della guarigione”.
Maurizio Falcioni: “La meditazione Vipassana”.
Pierangelo Garzia: “Rivoluzione benessere”.
Cristina Penco: “Il sistema VegAnic”.
Marina: Cadenoni: “L’apparecchio che legge l’anima”.
Franco Bianchi: “Che cosa nasconde il mal di schiena?”.
Filippo Falzoni: “Sri Ramana Maharashi e la non dualità”.
Enrico Cheli: “Emozioni: il nutrimento della psiche”
Giorgio Cozzi: “Ben oltre i cinque sensi”.
Alberto Frabetti: “Quale rapporto hai con il denaro?”.
Sergio Ragaini: “Un modello da rivedere”.
Ubaldo Carloni: “Digiunare fa bene?”.






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