Un messaggio che ci offre una chiave positiva per leggere i nostri errori e le nostre sofferenze.
La sofferenza umana non è mai sterile e, quando l’uomo comprende i suoi errori, il suo cammino incomincia: si aprono delle possibilità molto importanti, perché ogni errore ha in sé il suo opposto e ogni presa di coscienza ti porta avanti di un passo, e non è certo sprecata. Perciò si può camminare nella luce e si può procedere anche nell’ombra. Il procedere non è molto diverso, solo che l’ombra porta dolore, mentre la luce porta gioia, ma la coscienza si avvale sempre dell’esperienza e non si ferma di fronte a degli ostacoli, come possono essere gli errori o gli avvertimenti del cuore, come si suol dire.

Il Signore illumina tutti, splende su tutti il sole e nessuno è dimenticato. Perciò rifletto su questo momento così bello, in cui un essere, dopo il trapasso, si pente e comprende di aver sbagliato, ma non è un errore, è qualcosa che si dipanerà e sarà per l’essere un inizio di riflessione e a ogni “errore” corrisponderà un buon proposito. Quella mano che minacciava avrà sempre più desiderio di stringere la mano e tutto ciò che abbiamo fatto in direzione opposta ci condurrà verso la giusta via, perché Dio non lascia mai nessuno errare oltre misura. Quanto è importante soffrire per i propri errori! Quanta energia c’è nel soffrire! All’inizio c’è un momento di confusione e di stordimento, ma poi si apre uno spiraglio e la luce si farà più chiara e così pure la mente.
Nessuno è cattivo: solo la mancanza di coscienza rende incapaci di fare scelte sensate nella vita e spesso si danneggiano gli altri, ma, come sappiamo, anche loro hanno la necessità di avere questi “urti”, che in realtà sono soltanto delle piccole spinte. L’uomo reagisce all’urto e sa come trasformare questo urto in una spinta di incoraggiamento, come reagire, quando si è provocati, se essere capaci di perdonare oppure non essere ancora in grado. Questa è un’importante esperienza, perché l’urto ti sveglia e ti dice: «Cosa fai di fronte a questa provocazione? Sei capace di guardare quella persona con amore o ancora non la riesci a comprendere, dato che erra?». Perciò quanta esperienza c’è in questo urto della vita!
Io dico questo, perché molti urti hanno caratterizzato la mia esistenza e, quando sei urtato dalla vita, è come se qualcuno ti scuotesse e ti inducesse a fare delle scelte. Così io ho sentito molte volte la difficoltà di reagire a situazioni che d’impulso mi avrebbero costretto a contraccambiare l’astio con l’astio, ma piano piano ho capito che questo non era che un invito all’amore. Dunque chi riceve questi urti sappia che lo stanno aiutando. Non considerateli delle percosse, ma carezze, che hanno avuto, diciamo, una pressione più forte.
Dio ti parla anche attraverso questo e saper perdonare e amare è un punto molto importante per la tua esperienza. Del resto è facile rispondere con amore all’amore, più difficile, quando c’è qualcuno che ti osteggia e ti rende difficile la vita, ma non abbastanza per suscitare astio nel tuo cuore. È questa una bella esperienza, perché si misura lì la tua capacità di comprensione. Ecco, la mia riflessione è molto semplice ed è qualcosa che dice: «Non temere mai. Se una persona anche ti si mostra ostile, è perché il tuo amore viene sollecitato a crescere. Leggi così questi momenti e vedrai che trarrai il massimo dell’insegnamento».
D’altro canto l’uomo è soggetto ad urti, dal momento che la materia costantemente lo mette alla prova con le sue fatiche, le sue ansie, le sue imprevedibilità, come si suol dire. Quindi l’uomo è costretto sempre a far fronte a una situazione ed è lì che c’è il punto più importante dell’esperienza, quello di scegliere la reazione e valutare la situazione, come se fosse ogni volta un nuovo punto di approdo per poter andare oltre. Vi auguro di avere sempre questa capacità di ammortizzare gli urti e di trasformarli in amore.
Un Fratello







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