Di ansia e fobie soffrono 40 milioni di adulti nel mondo. Oggi chi è affetto da questi disturbi nervosi può sapere qualcosa di più sulla loro origine grazie a uno studio pubblicato di recente sulla rivista americana Nature, firmato da due gruppi indipendenti di ricercatori: uno, guidato da Bo Li, del Cold Spring Harbor Laboratory (Cshl) di New York e l’altro, diretto da Gregory Quirk, dell’università di Porto Rico.
Secondo gli studiosi, la paura – e di conseguenza le sue manifestazioni emotive che rischiano di paralizzare le persone in particolari situazioni e momenti della vita – è “codificata” all’interno dei circuiti neuronali in quanto memorizzata in una specifica regione del cervello, l’amigdala centrale, governata a sua volta da un gruppo di neuroni che formano il nucleo paraventricolare del talamo (Pvt). Si tratta, in quest’ultimo caso, di una regione del cervello estremamente sensibile alle sollecitazioni e che agisce come un sensore sia alla tensione fisica sia a quella psicologica. Le due aree sono legate tra loro da molecole già conosciute, le Bdnf (Brain-derived neurotrophic factor); la prima particella di questo tipo a essere scoperta, negli anni ‘50, è quel fattore di crescita neuronale (Ngf) che valse alla nostra Rita Levi Montalcini il premio Nobel nel 1986.
Dopo i recenti risultati delle ricerche, prossimo obiettivo degli scienziati sarà individuare un trattamento ad hoc contro tali disturbi.
Foto: ajeofj3/aboutmodafinil.com







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