Le difficoltà che ci fanno crescere

di Yamu Jay ai generated 9060268 1280 1

La vita a volte ci mette addosso dei pesi. Non sono cose, sono stati d’animo, a volte sono delle congetture, dei timori e delle paure, che non possiamo fare a meno di affrontare.

Quello che vorrei dirvi è che non nascono da noi per una nostra debolezza, ma sono parte della vita stessa, perciò hanno bisogno di essere considerate e non devono causare un senso di colpa o di inferiorità di fronte a quello che uno vorrebbe avere o essere, né produrre un senso di infelicità, perché appartengono alla materia, a quello che è giusto che sia affrontato.

Quindi non ha senso dire che non dovrebbero esserci. Noi non diciamo che non debbano esserci, ma che a voi è data la forza per superarle, e sono due cose molto diverse.

Ogni paura ha una funzione, un compito da scoprire

Claudio Duart Designer
Immagine di Claudio-Duart-Designer da Pixabay

Perciò, quando l’essere prova paura, ha poi gli elementi per poterla affrontare oppure no. Se non li ha, la paura svolge il suo compito fino in fondo; se invece li ha, la paura svolge parzialmente il suo compito, che è quello di rafforzare comunque chi si trova di fronte a una situazione che richiede fermezza e presenza. Perciò questi momenti hanno la loro necessità, non sono qualcosa che si frappone o che ritarda o che comunque contraddice. Questi momenti sono l’essere umano nella sua totalità.

Quante volte io ho dubitato! Quante volte mi sono sentito persino abbandonato e ho invocato la presenza del Signore! Non ero sempre sicuro del mio cammino o in una permanente condizione di gioia, ma ero qualcuno che invocava totalmente la presenza di Dio per non sentirsi abbandonato.

Eppure è questo che io voglio dirvi: se tu ti senti abbandonato, anche solo un po’, qual è il suggerimento che questo stato d’animo ti fa sentire? Invoca la presenza, rinnova in te la coscienza che Dio è in te e che ti guida. Non concentrarti sull’ombra, ma guarda verso la Luce. Guarda ciò che proietta l’ombra, se vuoi, ma non stare a guardare l’ombra.

Se hai una tristezza, se hai una malinconia, se hai un dubbio, rafforza con la coscienza quello che questo momento ti suggerisce, cioè di essere più presente, più consapevole, forse un po’ meno distratto, e grazie a questi stati d’animo la coscienza è costantemente spinta verso la Luce.

Perciò, grazie, se un momento mi sento triste; grazie, se un momento ho un dubbio che mi attraversa la mente, perché tutto ciò mi aiuta a rafforzare le mie certezze, tutto ciò mi spinge a rinnovare con più forza e con più vigore quella volontà di conoscere e di essere parte di quella Vita che mi muove, perché questo è la realtà.

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Immagine di PIRO4D a Pixabay

Quindi queste oscillazioni (chiamiamole così), questi momenti di ombra sono preziosi, non si frappongono come ostacoli, ma sono uno stimolo, perché tu possa ritrovare in modo più profondo e più duraturo il tuo intimo sentire. Così io ringraziavo il Padre, quando soffrivo, perché mi spingeva a una gioia più profonda.

Ringraziavo il Padre, quando mi sentivo abbandonato, perché lo cercavo come un bambino cerca la madre. Se soffrivo nel corpo, ringraziavo il Padre, perché potesse darmi la salute e godere di essa.

E quindi tutto ciò che non sembra essere a prima vista apprezzabile invece esiste e ha una funzione ed è spesso prezioso, proprio perché ci richiama con forza a quello che è il nostro vero essere. Perciò non sentirti rattristato dalla tua tristezza, ma beneficato da essa, perché la tua tristezza dice: «Fratello, io sono venuta per ricordarti che la gioia ti attende». È questa la vita, non altro.

uccelli Foto di Andre Rau
Foto di Andre_Rau da Pixabay

Così io vi ricordo che la malinconia e la paura, a volte anche motivata,  sono come degli uccelli che si sollevano e ti invitano a guardare il cielo.

Tu segui un po’ questi uccelli e poi li vedi sparire nel cielo e il cielo ti rassicura. Allora, se una nuvola passa nella tua mente, ricordati che il sole splende sempre e che l’amore vince su queste piccole titubanze. La vita ci insegna che le difficoltà non si oppongono, ma offrono la possibilità di salire verso una coscienza più profonda.

La materia si fa sentire per ricordarci quanto lo Spirito è grande. Capitano momenti quasi di ripiegamento su se stessi, che ci aiutano ad alzare il volto verso il cielo e a dire: «Grazie, Padre, perché anche attraverso questi momenti mi chiami al mio vero essere, che è gioia, luce e amore, desiderio di condividere con i fratelli».

E questo è il compito più bello che la tua mano può svolgere, tesa come un’offerta a chi esita a deporre la sua nella tua mano, ma tu stringila con forza e di’: «Sento Dio nel cuore e tu sei parte di questo, perché anche tu sei non soltanto una persona, ma quell’anima di Luce, che ha scelto l’esperienza della Terra, perché deve imparare ad amare».

nani a cuore Foto di ongerdesign
Foto di ongerdesign da Pixabay

E questo è il tuo vero compito. Non tutti capiranno, ma anche senza parole sarà il tuo sguardo e la tua presenza a far capire che l’amore è quello che conta più di tutto ed è quello il punto a cui mirare.

C’è chi lo capisce subito, ma non lo sente nel cuore, e chi lo sente nel cuore e non riesce a esprimerlo, e poi viene il momento in cui lo capisce, lo sente e lo esprime. E questo è la maturità dell’essere che è sulla Terra e che ha deciso di amare e di dare un senso alla propria vita. Perciò non ci sono ombre o, se ci sono, è perché invocano la Luce. Sentite come chiamano la Luce e unitevi al loro coro!

 Un Fratello

La firma di queste pagine è quella di un cerchio medianico, creatosi nel 2017 tramite comunicazioni del medium romano Demofilo Fidani (1914-1994) e della moglie Mila, inizialmente guida del medium che scrive su queste pagine e che chiede l’anonimato.