Una ragazza guarisce da una scoliosi invalidante riscoprendo in sé l’amore dei genitori.

Nella mia lunga esperienza nel campo della guarigione spirituale a volte si sono verificati episodi che hanno lasciato tutti senza parole, incluso il sottoscritto.
Elena – nome di fantasia – arrivò in condizioni abbastanza precarie: un’età di tredici anni con tanta vitalità repressa e voglia di esplodere ma senza possibilità di farlo. La scoliosi che le occupava l’intera schiena era molto evidente anche ai più profani in quanto le spalle erano fortemente disassate rispetto al bacino di parecchi centimetri, al punto da rischiare di perdere l’equilibrio ad ogni passo e di cadere alla sua sinistra procedendo con una postura goffa e straziante.
La madre la seguiva con ansia ed estrema preoccupazione, sorreggendola anche fisicamente al suo incedere tremolante. La prognosi era nebulosa: alcuni medici erano dell’idea di sottoporla ad intervento chirurgico, ma senza avere una chiara direttiva su cosa fare esattamente e l’intervento stesso presentava parecchi rischi.
Era una ragazza dal futuro incerto e come darle torto? Persino a livello fisico la sola sua presenza creava disagio e disarmonia in tutti tanto notevole era la scoliosi.
Quale spiegazione psicologica può avere la scoliosi?
Era la prima volta che mi cimentavo con un sintomo alla schiena di tale portata ed avevo bisogno di trovare una spiegazione interiore che giustificasse il sintomo e che fosse riconosciuta, accettata e condivisa da Elena.
L’evidente scoliosi mostrava uno squilibrio di postura verso la sua parte sinistra, l’energia femminile che include anche la relazione con la mamma: infatti poteva cadere ad ogni passo, come rappresentasse il desiderio di lasciarsi metaforicamente abbracciare dalla madre.
Per contro c’era un alleggerimento dall’altra parte, quella di energia maschile che poteva includere anche la relazione col padre. Insomma uno squilibrio tutto verso la mamma a scapito del papà, esattamente come il suo corpo mostrava. Decisi di seguire questa evidenza chiedendole cosa percepiva riguardo la relazione con i due genitori. Mi confermò la lettura energetica: si sentiva a disagio ed insicura poiché avvertiva l’amore proveniente solo dalla madre e, per contro, tante emozioni verso un padre percepito come poco presente nella sua vita.
Iniziai con dei passaggi energetici per farle sentire l’amore del padre, sentimento molto presente seppur espresso con modalità che Elena non era in grado di riconoscere. Era pronta e desiderosa di aprirsi verso suo padre e dopo pochi minuti di lavoro mi fermò: era seduta e mi disse che sentiva che la schiena si stava raddrizzando da sola.
Non potevo valutare l’entità dell’accadimento poiché Elena era vestita e seduta in poltrona, ma decisi, nonostante l’assurdità apparente della sua affermazione, che dovevo crederle ed insistere nel procedere in quella direzione.
Nei minuti successivi pianse intensamente sentendosi amata, finalmente, da entrambi i genitori, avvertendo il peso che prima gravava sulle spalle sciogliersi definitivamente.
Con molta delicatezza terminammo la sessione di riequilibrio energetico. Ora avevo la sensazione di trovarmi di fronte ad una persona profondamente diversa da quella arrivata un’ora prima, come fosse cresciuta emozionalmente di parecchi anni in un colpo solo: da crisalide a farfalla nel breve volgere di un nulla. I suoi occhi erano scintillanti, il viso rilassato e splendente come se la scoliosi fosse scomparsa dalla sua coscienza.
Quando l’amore fa miracoli

Arrivò il momento di alzarsi in piedi e poter valutare, almeno otticamente, i miglioramenti avvenuti. In effetti il cambiamento era notevole, quasi miracoloso: le spalle non erano totalmente allineate col bacino, ma quasi. Ero pervaso da una profonda gioia per Elena misto ad euforia ed anche incredulità: tuttavia il mio ruolo imponeva di restare tranquillo mostrando come la guarigione spirituale possa evidenziarsi anche nei casi difficili e che nulla sia impossibile.
Ancora più intenso fu l’incontro con la madre che l’aspettava fuori dallo studio: appena la vide camminare scoppiò in un pianto intenso, emozione che coinvolse anche un mio collaboratore che in quel momento era presente. La differenza tra il prima ed il dopo era abissale, al limite del credibile e ottenuto senza toccare il fisico né assumere alcunchè.
Questa esperienza ha suggerito ed evidenziato tanti aspetti: ancora una volta la stretta relazione tra la coscienza ed il corpo fisico, quest’ultimo semplicemente come uno specchio riflette ed evidenzia i disagi o le gioie avvertite.
Ma anche l’estrema velocità di cambiamento che si può manifestare quando le persone sono pronte ad aprirsi all’amore. Infine una evidenza del grande potere che ciascuno di noi possiede e di cui ne ha timore: Elena ci ha mostrato come sia possibile cancellare dal nostro vocabolario la parola impossibile: è proprio in quel momento che i miracoli possono accadere!
La foto in copertina è di Artie_Navarre da Pixabay







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