L’ordine del Tempo

di Sergio Ragaini. Il libro di Carlo Rovelli è un viaggio lungo il tempo, che regala però anche momenti di pensiero filosofico e poetico

Carlo Rovelli
Carlo Rovelli lavora nell’ambito della gravità quantistica.

Un viaggio. Forse un volo. Un volo lungo un attimo, oppure una vita intera. Oppure lungo tutto l’Universo. Sì, perché il libro del fisico Carlo Rovelli è un viaggio, un percorso. Lungo il tempo, ma anche dentro ognuno di noi, alla scoperta di quel “tempo interiore” che è parte della nostra esistenza. Un viaggio che affascina, che non lascia un attimo di respiro. Che si leggerebbe tutto d’un fiato, se non fosse che la lunghezza, non così grande, ma nemmeno minima, forse non lo permetterebbe.
Tuttavia, è un libro che è bello leggere anche pensando, riflettendo. Anche fermandosi, per qualche momento, magari, come ho fatto io, in mezzo alla natura, che di per sé enfatizza lo “scorrere del tempo”, facendo una pausa, magari lasciandosi cullare dalle sensazioni della natura, per scoprire che, anche in essa, giace il tempo, quel “Tempo” che per noi è qualcosa scritto, come nella parola precedente, con la T maiuscola, ma che, invece, è solo un battito di ciglia, un soffio, un bagliore nell’infinito.
In quel bagliore, in quell’attimo, avviene però la nostra esistenza. In quell’istante, che noi possiamo dilatare a piacere, avviene tutto quello che noi viviamo: amori, tristezze, gioie, dolori, sorrisi, pianti. Proprio tutto.

Un libro scientifico capace di emozionare
cover RovelliIl libro di Rovelli è in grado di farci viaggiare in tutto questo, anche nelle emozioni. Una sua caratteristica, infatti, è che il suo linguaggio non è freddo, solo enunciativo. Enunciativo lo è, indubbiamente, ed in alcuni momenti espone anche concetti tecnici. Ma lo fa sempre con quel filo dell’emozione sullo sfondo, che apre orizzonti, spalanca mondi. Che fa sì che la lettura non termini, e che la pausa sia una pausa di riflessione, per aprirsi ad altri mondi, ad altre sensazioni.
Un libro che, sicuramente, permette di cambiare la nostra visione delle cose. In particolare di coloro che sono lontani dal mondo scientifico, e per i quali le cose sono solo quelle che appaiono nella loro percezione sensoriale. Una percezione che, tuttavia, non viene esclusa da Carlo Rovelli: anzi, spesso è proprio dal “sentire” (a tutti i livelli) che vengono le cose più belle. Quel sentire che ci permette di anticipare il futuro, di percepire che qualcosa deve avvenire prima ancora che ce ne siano, anche visivamente, i presupposti. Quel sentire che, in qualche maniera, ci indica la strada da seguire, prima ancora che questa si prospetti davanti a noi.

Sentire il flusso del tempo
Forse, quindi, è proprio questo sentire che ci dona il flusso del tempo.
Il libro non esclude tutto questo e lascia spazio alle sensazioni, alle emozioni. Forse, il suo sforzo, è proprio quello di unire il mondo delle emozioni e quello dei calcoli, delle equazioni. Quelle equazioni che, ad alcuni possono apparire fredde, ma che possono, e come matematico lo posso confermare, contenere tantissima poesia. Quella stessa poesia che deriva dal capire come l’universo funziona. E cosa noi, in questo universo, siamo.
orologioUn libro che riduce al minimo il tecnicismo, che nella fisica diviene quasi indispensabile. Rovelli chiede addirittura scusa, nella prima parte del libro, per avere introdotto la formula dell’entropia crescente. L’unica formula del libro, come lui stesso ricorderà. Tuttavia, è una formula indispensabile, per comprendere tutto il resto, per capire come funziona il mondo. E che è, in fondo, proprio l’entropia, quel concetto che indica il grado di ordine o disordine molecolare di un sistema, a muovere il mondo stesso. Quell’entropia che, in qualche modo, porta dal passato al futuro. E che sancisce quando “indietro non si può tornare”, quando una cosa è davvero irreversibile.

Guardare la realtà con occhi nuovi
Il concetto di entropia è affrontato in maniera molto dettagliata nel libro. Ne vengono forniti degli aspetti, sovente, insoliti, diversi da come ce li immaginiamo. E anche da come se li immagina un addetto ai lavori, per cui, comunque, questo concetto non avrà mai detto abbastanza. Tutto ciò è molto bello: un concetto del quale si crede sia stato detto tutto può rivelarci, in ogni momento cose diverse, nuovi aspetti del mondo stesso, e farci apparire la realtà sotto una prospettiva, sotto un’angolazione, completamente diversa, nuova.
occhi e1501237754468C’è chi diceva che è importante guardare la realtà con occhi nuovi, e questa diventa nuova: sicuramente il libro di Carlo Rovelli aiuta in questo; aiuta a guardare la realtà in cui viviamo con uno sguardo completamente diverso, rinnovato. Uno sguardo che cambia la prospettiva delle cose stesse, e che, per sua stessa natura, le rende differenti, nel loro fluire, ma anche nel loro fermarsi.
Forse per farci capire che non esiste il fermarsi, e che quel tempo, che noi spesso temiamo, è soltanto un fattore che esprime movimento, spostamento. Un nome per indicare degli eventi che si concatenano, e che determinano che qualcosa è mutato. Forse, quindi, quello che chiamiamo tempo è solo la misura del cambiamento, di quello che, attorno a noi, è diverso da quello che era in precedenza. Per scoprire che, in fondo, quello che noi siamo è solo una sequenza di avvenimenti, di processi, di interazioni. Interazioni che noi chiamiamo divenire, ma che, in realtà, solo soltanto interazioni.

Dove va il tempo quando scompare?
Forse, uno degli aspetti più innovativi, per alcuni rivoluzionari, di questo libro, è proprio mostrare che il tempo, in fondo, è solo fatto di relazioni. Viene citata, infatti, l’equazione di Wheeler-DeWitt, dal nome dei fisici che l’hanno formulata, John Wheeler e Bryce DeWitt, dove il tempo scompare, e dove si descrivono non più le cose come evolvono nel tempo, ma come evolvono “le une rispetto alle altre”, per dirla con le parole di Rovelli. E questo fa, in un certo senso, sparire il tempo, lo cancella. O, meglio, lo riporta alla sua parzialità, alla sua condizione di “ordine parziale”. Per cui, questo tempo è ordinabile solo in maniera locale, dal punto di vista di un osservatore. Ma non di sicuro in maniera globale.
L’autore, infatti, farà notare come esistano eventi che “né precedono né seguono altri eventi”. Ponendo un modello di ordine non più a linee, ma a coni, che si sviluppano in entrambe le direzioni, e dove al centro ci siamo noi, gli osservatori. All’interno di questi coni possiamo stabilire un ordine delle cose, ma al di fuori di questi, per noi, le cose contenute non precedono né seguono gli eventi che nei coni sono rappresentati. Sino ad affermare che quello che per una persona può essere passato per un’altra può essere futuro e viceversa.

salvador dali orologio molle al momento della prima esplosione soft watch at moment of first explosion ca 1954
Salvator Dalì. “Orologio molle al tempo della prima esplosione”,

Un tempo che nel libro viene “rimescolato” secondo una logica ben precisa, come precisa è la logica di un Fisico. Una prima parte in cui il tempo viene “cancellato”, “smontato”. In cui ci si prepara a fare crollare le certezze che abbiamo sul tempo. In fondo, l’evoluzione è anche creata dal dubbio, e solo “mettendo in dubbio” esiste evoluzione. In fondo, lo stesso autore trasformerà la nota frase di Cartesio “Cogito ergo sum”, in ”Dubito ergo cogito”. Il dubbio è quello che caratterizza l’essere pensante, e quello che permette di andare avanti. Verosimilmente, solo lo sciocco ha esclusivamente certezze; l’intelligente sa dubitare, perché solo dal dubbio nasce la vera evoluzione.
La capacità è proprio quella, tramite il dubbio, di mettere in discussione le cose, per poi ricostruirne di nuove. Dopo avere demolito le certezze sul tempo, inizia la ricostruzione. Una ricostruzione che, però, ci lascia anche “tempo”, nella seconda parte, per cullarci nell’atemporalità. Quell’atemporalità che, qui, appare come profonda bellezza, come emozione, come qualcosa che porta avanti, porta verso il divenire. Cullarsi in un mondo senza tempo vuol dire anche scoprire cosa il tempo è davvero, e come questo sia determinato, come afferma Rovelli, dalla “sfocatura” della nostra percezione della realtà. Quella sfocatura che ci fa perdere alcuni particolari. Arrivando poi ad affermare che, proprio per questo, “”il tempo è ignoranza”.

La ricostruzione del tempo

clessidraNell’ultima parte inizia quella che può essere definita la ricostruzione del tempo. Demolita la vecchia concezione di tempo, gustata l’ebbrezza dell’atemporalità, ecco che un nuovo tempo, pian piano, prende forma. Un tempo diverso da quello a cui eravamo abituati. Ma comunque un tempo che, nella sua essenza, può essere meraviglioso. Un tempo che lascia spazio anche alla soggettività.
Nel libro viene anche indagata la mente dell’uomo, la sua percezione della realtà. E anche l’aspetto, per alcuni misterioso, della percezione di eventi separati e ricordati nella nostra mente. Come l’ascolto di una melodia, dove le singole note vengono collegate grazie alla nostra capacità di ricordare le note appena suonate. In fondo, il tempo è anche ricordo, e grazie alla memoria, forse, possiamo dire che “siamo”. L’autore pare confermare tutto ciò.
Quel tempo che ci conduce verso la nostra stessa fine. In fondo, se noi stessi siamo eventi, siamo processi, nessun evento è permanente. L’impermanenza, tra l’altro, è uno dei principali “sigilli” del Dharma Buddhista. Una fine che l’autore non vede in maniera terribile, oscura, ma che chiama, gentilmente, “la sorella del sonno”. Quel sonno che, in qualche modo, può offrire ristoro alle “procelle”, alle “tempeste” della vita stessa. E, citando le parole dell’autore, “possiamo chiudere gli occhi, riposare. E tutto questo mi pare dolce e bello”.

La conoscenza come libertà
libroLa bellezza di questo libro è anche il percepire la conoscenza dell’autore anche del cosiddetto Mondo Umanistico. Diversi gli autori citati, da Orazio (ogni capitolo inizia con dei versi dalle Odi di questo autore) a Sant’Agostino. In questo si dimostra che non esiste separazione tra aree della conoscenza. In fondo, queste separazioni, le abbiamo create noi stessi. Esiste solo la conoscenza, che aiuta l’uomo ad essere migliore, e a liberarsi da quell’ignoranza che impedisce di vedere le cose per quelle che sono.
Quella conoscenza che, da sola, sancisce il più grande atto di libertà dell’uomo. Che ci permette di non cadere in trappole, create spesso dalle nostre stesse percezioni erronee e limitate. La conoscenza, in questo caso soprattutto scientifico matematica, ci permette di andare oltre, di superare quelle errate percezioni, mostrandoci le cose nella loro vera essenza.
Il libro di Carlo Rovelli riesce a fare tutto questo, in maniera semplice e fruibile. Laddove il linguaggio si complica un pochino, nei capitoli 9 e 10, l’autore invita coloro che dovessero trovare questa parte un po’ “ostica” a passare avanti, dove, citando le sue parole “torneremo ad occuparci di cose più umane”.
Tuttavia, anche qui il discorso non è così difficile. Anche se lo dico da matematico, quindi da “addetto ai lavori”. Credo, però, che con un po’ di attenzione, anche questa parte possa risultare accessibile ai più. E rivelarci, sicuramente, cose molto interessanti, anche per il quadro globale del discorso.
Un libro sicuramente da leggere, da gustare. Una scoperta che è bello compiere, e che non ci lascerà, alla fine, come prima. In fondo, il “tempo” è cambiamento e questo libro lo dimostra pienamente!

Titolo: “L’ordine del tempo”
Autore:
Carlo Rovelli
Editore:
Adelphi
Prezzo:
9,99 €

 

Nato a Milano. Laureato in Matematica, ha sempre visto la matematica e la fisica come una sorta di “sesto senso”, che ci fa intuire nuovi mondi, anche dentro di noi. Cercando una visione unitaria dell'uomo e della cultura, si è occupato di diverse cose, spaziando dall'insegnamento al giornalismo. Ha collaborato con diverse riviste, occupandosi dei più disparati argomenti, dal cinema al turismo, alla spiritualità. Parte importante, per lui, è anche la musica, che pratica attivamente, e che per lui è anche un modo per andare al cuore dell'uomo.