Chiusa la base HAARP in Alaska. E le altre?

Chiusa la base HAARP in Alaska. E le altre?

Un anno fa è iniziata "per motivi economici" l'operazione di smantellamento, che si concluderà entro l'estate prossima, di una sede Haarp (High Frequency Active Auroral Research ProgramOLYMPUS DIGITAL CAMERA), l'installazione civile e militare situata in Alaska in una base della United States Air Force, preposta alla ricerca della ionosfera e delle comunicazioni radio per uso militare e formata da una schiera di antenne (digisonde).
David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria, rispondendo alle domande della senatrice Lisa Murkowski, ha testualmente affermato: “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui Haarp è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato”. Completato? Ciò significa che non è vero che venga smantellato pe motivi economici, na perché hanno raggiunto il risultato voluto, il conrtollo del clima. Infatti per alcune fonti, accusate peraltro di complottismo sulla scia di David Icke, l'Haarp serviva non solo per il controllo climatico, ma anche per provocare terremoti e perfino per manipolare le menti.
Inoltre l'Alaska non è l'unica sede Haarp: ce ne sono altre, come in Norvegia e a Porto Rico. Ci ha scritto a questo proposito Ivana Mannino, di Roma, che da anni segue per passione le problematiche climatiche, legate soprattutto alle scie chimiche (ha anche organizzato la manifestazione nazionale "No scie"). "Sparse per il mondo" afferma "ci sono numerose installazioni simili, capaci non solo di creare problemi ambientali ma di destabilizzare politicamente intere nazioni".

 Come nasce il progetto HAARP
Scrive per noi Mannino: "Questo progetto venne avviato nel 1990 dall'Air Force Research Laboratory e dall'Office of Naval Research, sostenuto economicamente in maniera congiunta da aviazione, marina e Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata del Dipartimento della Difesa (DARPA) statunitensi. La costruzione della stazione di ricerca venne programmata in quattro distinte fasi: DP (Sviluppo del Prototipo), FDP (Full DP), LIRI (Limited IRI) e FIRI (Full IRI).
Nel 1993 fu avviata la prima fase (DP), che consisteva nel costruire il prototipo del trasmettitore ad alta frequenza costituito da diciotto antenne, con una potenza di 360 kW.
Nel 1994 partì la seconda fase, la FDP, e il numero di antenne installate raggiunse un totale di quarantotto elementi su un'area di due ettari. Nel 1996 fu testato il funzionamento e valutato l'efficacia del sistema e vennero anche rinnovati i finanziamenti. Nel 1999 la strumentazione venne aggiornata e la potenza dei trasmettitori portata da 360 kW a 960 kW.
billederhaarp-hole-in-sky21Tra il 2003 e il 2004 l'impianto fu potenziato con una strumentazione di ricerca ionosferica denominata IRI (Ionospheric Research Instrument); questa era costituita da una varietà di apparecchiature diagnostiche per condurre ricerche e per valutare i processi fisici che potevano essere avviati e controllati nella ionosfera e nello spazio tramite interazioni con onde radio ad alta potenza; trasmettitori in grado di inviare segnali radio ad alta potenza all'interno di un range di frequenza compreso tra i 2.8 MHze i 10 MHz. Le onde radio trasmesse potevano occupare un volume conico approssimativamente di 55 Km di diametro e 550 Km di altitudine, raggiungendo i 3.6 MW di potenza.
Nel 2003 siamo alla terza fase del progetto (LIRI): furono aggiunti centotrentadue elementi bipolari IRI su un supporto costituito da un'apparecchiatura di protezione costituita da pali refrigerati passivamente e da uno schermo a terra in rete metallica. Il sistema HAARP era composto da 15X12 file di antenne su un'area di 12 ettari.
Nel 2004 iniziò l'ultima fase della costruzione, la FIRI, nella quale tutte le antenne vennero potenziate con elementi bipolari IRI. Rimosso il vecchio supporto, venne installato quello nuovo sotto tutte le 180 antenne. Inoltre, furono costruite altre ventidue cabine di trasmissione per le nuove 132 antenne e quattro nuovi generatori diesel. Il generatore di potenza che alimentava l'intero sistema HAARP possedeva circa 12.5 MW di potenza.
La fase FIRI si concluse all'inizio del 2007 e in marzo furono iniziati i test per verificarne il funzionamento. Fonti ufficiali dichiararono la totale innocuità dell’impianto e addirittura che la potenza delle onde elettromagnetiche di HAARP non avrebbero potuto cuocere neanche un uovo.

Onde radio sulla Luna
Tuttavia questa notizia che non è poi così in sintonia con altre dichiarazioni fatte: “H.A.A.R.P. colpisce la luna con onde radio”. Gli scienziati rilevarono un'eco di onde radar provenienti dalla Luna.HAARP-Reflects-Lowest-Radar-Frequency-on-the-Moon-039-s-Surface-2
Ecco i fatti. Un gruppo di scienziati del Naval Research Laboratory di Kirtland (New Mexico) e dell'Università del New Mexico hanno rilevato un'eco radar a bassissima frequenza proveniente dalla Luna tramite una speciale strumentazione. Nell'ambito dell'esperimento. H.A.A.R.P., gestito da aviazione e marina statunitensi, ha diretto onde radio molto potenti verso la Luna. Il segnale riverberato, indebolito a causa della distanza, è stato rilevato dalle antenne nel New Mexico. Il Dottor Paul Rodriguez (NRL), che ha concepito l'esperimento, ha dichiarato: “L'analisi dell'eco fornisce informazioni sulle proprietà del sottosuolo lunare, poiché le onde a bassa frequenza si propagano in profondità sotto la superficie della luna. E' simile ad un sonar, con la differenza che noi usiamo onde elettromagnetiche e non sonore. L'esperimento ci consente pure di studiare l'interazione dell'eco con la ionosfera lungo il suo percorso di ritorno”. Durante l'esperimento, compiuto il 28 e 29 ottobre 2007, i segnali sono stati di 7,4075 e di 9,4075 MHZ. Entrambi i segnali sono stati registrati con antenne costruite per il LWA, un radio interferometro installato a Socorro (New Mexico) per lo studio della fisica e dell'astrofisica dello spazio.
osserva: “Uno degli scopi conseguiti con successo", ha sottolineato il Dottor Namir Kassim "è stato dimostrare che LWA può funzionare con impianti come H.A.A.R.P.”.
Questo è stato usato alla massima potenza, circa 3.6 MW. Sono stati trasmessi impulsi per un lasso di tempo di due ore per due giorni. L'eco è giunto con 2,4 secondi di ritardo ed è stato immediatamente riconosciuto, consentendo agli scienziati di distinguere il segnale proveniente dal satellite da quello irradiato da H.A.A.R.P.
Poi, improvvisamente, nel maggio 2013 il Progetto Haarp va in pensione. A riportare la notizia un sito Arll.org che ha intervistato il direttore del progetto; ma ora tale sito internet non è più raggiungibile. Motivazione? Troppe spese!
E' più probabile invece che HAARP sia ancora militarmente attivo e sia stata chiusa soltanto la ricerca civile.

Anche l'Italia coinvolta?
Anche l'Italia ospita in Sicilia una base americana a Niscemi (Caltanissetta), con le stesse funzioni di Haarp, ma con un altro nome, MUOS, ovvero Mobile User Objective System, un nuovo sistema di comunicazione satellitare globale del dipartimento della Difesa Usa, che sarà pienamente operativo nel 2017. Si tratta di un sofisticato complesso costituito da cinque satelliti e quattro stazioni terrestri (Chesapeake in Virginia, Wahiawa alle Hawaii, Geraldton in Australia, e Niscemi in Italia). muos-mondoI primi tre siti sono già operativi, quello siciliano è in fase di completamento, con i lavori eseguiti presso la Naval Radio Trasmitter Facility, a 60 chilometri circa dalla base aeronavale Usa di Sigonella. La base siciliana copre l’area che va dall’Oceano Atlantico agli Oceani Indiani, consente una copertura ad alta e bassa frequenza per unità Nato marine terrestri e aeree, e pertanto, dal punto di vista degli americani, è un progetto di «fondamentale importanza», come ha riconosciuto Barack Obama, nell’ambito dello sviluppo congiunto Italia-Usa.
Si avverte il timore che il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa possa essere in qualche modo legato all’HAARP. Diversi studiosi in tutto il mondo - tra cui alcuni sostenitori dell’ipotesi di utilizzo delle antenne MUOS per fini non dichiarati di modificazione ambientale - hanno più volte denunciato come queste tecnologie possano servire “a causare terremoti o altri fenomeni come siccità, uragani, inondazioni, ecc., sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera”.
“Manipolando le proprietà elettriche dell’atmosfera si è in grado di porre sotto controllo forze immani. Facendovi ricorso quale arma militare, le conseguenze potrebbero essere devastanti per il nemico. E’ possibile convogliare in una zona prestabilita energia milioni di volte più intensa di quella che sarebbe possibile inviare con qualsiasi altro trasmettitore tradizionale. L’energia può anche essere indirizzata verso un obiettivo mobile, per cui si potrebbe applicare anche contro i missili del nemico”.
Quindi lo stato americano e quello italiano stanno violando la Convenzione di Ginevra sulla proibizione dell’uso militare o di altra ostile natura di tecniche di modificazioni ambientali. Il MUOS non solo può creare danni ambientali, ma è anche pericoloso per la salute. E naturalmente a Niscemi stanno tentando di soffocare la voce di chi tenta di ribellarsi".