Un salvagente della biodiversità

SVALBARD GLOBAL SEED VAULT

Arcipelago Svalbard, Norvegia.
Le uniche terre polari dell’Europa occidentale, vicine all’80° parallelo, offrono uno scenario unico: aguzze montagne nere macchiate di neve che sbucano tra banchi di nebbia, terreni liberi alternati da altri ricoperti di ghiaccio, spettacolari fori che si aprono sulla superficie gelata, prodotti dalla fusione di acqua e che scendono in profondità nelle viscere dei ghiacciai per molte decine di metri e per sbucare chissà dove.image(7) Qui, dove d’estate il sole non tramonta mai e dove l’inverno dura cinque mesi senza un briciolo di sole, i ghiacciai ricoprono il 60% della superficie, giungendo fino all’oceano artico; spesso si staccano enormi blocchi e non è raro imbattersi negli ice floes, grandi lastroni alla deriva sui quali si possono scorgere orsi bianchi e foche.
Queste meravigliose isole sono state scoperte nel ‘500 da William Barents, che rimase stupefatto dalla gran quantità di balene che avvistò; da ciò presero il via le gesta dei balenieri olandesi, seguiti poi dai trappers, ovvero cacciatori, prima russi alla ricerca di orsi polari, poi inglesi, svedesi e norvegesi interessati a renne, foche, uccelli e trichechi. A fine ‘800 l’estrazione su vasta scala di carbone divenne conveniente, così, ai primi del ‘900, l’americano John Munroe Longyear fondò la prima società, l’Artic Coal Company, che si identificò con il centro abitato che sorse per dare alloggio ai minatori, ovvero Longyearbyen, dal nome del suo fondatore, oggi capoluogo delle isole.
svalbard.globalLe Svalbard rispondono alle leggi norvegesi, ma secondo particolari condizioni stabilite da un trattato, che diede così la possibilità ad altre nazioni di poter esercitare dei diritti sui territori; ad esempio la Russia, con le sue enclaves come Barentsburg e Pyramiden, dove l’autosufficienza è ben perseguita. È in questa cornice polare, sull’isola di Spitsbergen, che si trova un bunker immerso nel ghiaccio, formato da un tunnel sotterraneo che si estende per 130 metri all’interno di una montagna e da tre grotte enormi a 130 metri sul livello del mare, e riparato in caso di scioglimento dei ghiacci o di guasti all’impianto energetico. Creato nel 2008, ciò che contiene non è fantascienza, ma realtà… 400 milioni di semi provenienti da quasi tutti i Paesi del mondo, un salvagente della biodiversità, composto da oltre 860mila varietà di semi, 500 esemplari per ognuna, conservate a 18 gradi sotto zero in un ambiente secco. Svalbard Global Seed
Il deposito, che si chiama Svalbard Global Seed Vault, ha già avuto la prima richiesta di prelievo da parte del Centro internazionale per la Ricerca agricola in aree asciutte (Icarda) di Aleppo, in Siria. Dopo l’inizio della guerra la struttura è stata occupata da gruppi armati, così sono stati costruiti nuovi depositi in Marocco e in Libano, dove saranno inviati i semi richiesti che, una volta copiati e riprodotti, verranno rispediti nuovamente in Norvegia. Icarda ha chiesto la restituzione di 130 dei 325 esemplari depositati, per un totale di 116mila semi, tra cui alcune specie di grano e orzo che crescono anche in zone aride. Ecco dunque lo scopo del deposito: salvaguardare e proteggere la biodiversità, essere pronti in caso di emergenze per poter ridare la vita alla natura, senza la quale il nostro pianeta non esisterebbe.

Laureata in interpretariato e comunicazione, ha frequentato corsi di recitazione e doppiaggio. E' appassionata di viaggi, libri e cucina.