Il compito del medium è mettersi al servizio, per aiutare il prossimo nel cammino spirituale.
Un tema importante quando si parla di medianità riguarda l’etica dei medium. Per farlo cerchiamo il parere dei Maestri del Cerchio Firenze 77, guide che dal piano akashico hanno comunicato attraverso la medianità di Roberto Setti, medium fiorentino che, negli anni tra il 1946 e il 1984, con semplicità e umiltà si prestò a disposizione del mondo spirituale per un dialogo utile all’evoluzione interiore dell’umanità.

Le Guide ci spiegano cosa sia la medianità e che caratteristiche fisiche e psichiche deve possedere un medium. Gli individui che hanno una conformazione fisica e psichica atta a comunicare con entità disincarnate – e decidono liberamente di mettersi al servizio per essere un ponte tra le dimensioni – dovrebbero intraprendere un cammino spirituale personale di crescita, che possa far sì che la loro Coscienza evolva e si ampli per essere canali puliti e armoniosi.
Solo così la trasmissione di dettati medianici può essere il più aderente possibile alla verità assoluta e davvero aiuto e conforto a coloro che si avvicinano per cercare risposte al senso della vita che non sono riusciti a trovare fino a quel momento in altri contesti spirituali. È una grande responsabilità.
La medianità è proprio questa eccezionale possibilità che hanno alcuni individui di conferire involontariamente la facoltà di comunicare ad una o più entità con gli uomini. Il modo in cui si attua questa comunicazione dà il nome al tipo di medianità: tiptologica, scrivente (psicografia), parlante (psicofonia), ecc.
Dobbiamo riconoscere anche gli errori dello spiritismo

“Chi ha compreso veramente il messaggio spiritico sa che lo spiritismo non è inutile, come a volte alcuni affermano. Certo molti spiritisti hanno, quale credenziale, solo la loro grande fede, che però non è sufficiente a non farli cadere in certi errori. Fra i vari errori in cui si può facilmente cadere, quando non si è ben compreso il messaggio spiritico, ve ne sono alcuni in cui cadono solo proprio coloro che hanno una fede cieca.
Forse, più che di fede, si dovrebbe parlare di fanatismo, perché altro non può essere quando si crede a certe affermazioni che vengono fatte da presunte entità secondo le quali, per impressionare chi ascolta, non si ha scrupoli a fargli credere d’essere stato un grande personaggio e d’essere investito di una importante missione.
Il valore di una persona non è qualcosa di cui ci si possa fregiare, che si possa attribuire, che non faccia parte dell’intimo essere.
Che senso avrebbe sapere di essere stati, ad esempio, un grande filantropo, se attualmente non si avesse più quello slancio d’amore che rende filantropi? Non lo si sarebbe più e l’esserlo stato non cambierebbe la realtà del presente. Per la stessa ragione, perché dar credito ad una entità che dice d’essere un grande personaggio quando da ciò che dice non risulta essere nemmeno l’ombra di se stessa?
Inoltre, una sciocchezza, ancorché fosse detta da un grande personaggio, sciocchezza rimarrebbe. Perciò date valore, se lo merita, al messaggio e non al messaggero. Ma l’errore che rende palese la meschinità di chi lo commette è quello di prendere o far diventare le entità come motivo di rivalità fra gruppi di spiritisti, ognuno dei quali cerca di collocare quelle con le quali è in contatto al primo posto di una ideale graduatoria di importanza.
È un errore che ha del patetico, che è mosso dallo stesso desiderio dell’amante di vedere apprezzato il suo amato, ma che neppure in questo caso è scusabile. Certo, si deve dare valore al contenuto delle comunicazioni, lo si deve raffrontare, comparare, passare al vaglio della logica e del buon senso, vedere se rappresenta una visione generale che spieghi molti interrogativi esistenziali.
Come valutare i messaggi medianici
Spiegazione in cui si inseriscano armoniosamente i principi, i concetti più veri e perciò più validi e più belli della mistica, della filosofia e della scienza; dopo di che si può anche tenere in diversa considerazione i messaggi a seconda del contenuto di ciascuno; ma fra ciò e far diventare le comunicazioni spiritiche motivo di competizione, concorrenza, contrasto o addirittura opposizione e financo lotta, la distanza è incolmabile.

Spiritisti, vi prego, fate in modo di non dare un sì triste spettacolo. La responsabilità del medium, dei sensitivi, intermediari, medium che, più degli altri, sono soggetti ad incorrere negli errori di cui abbiamo parlato. Siate consci della responsabilità che avete, sapendo che si guarda a voi come a persone speciali; voi avete anche una funzione particolare, la stessa di tutti coloro i quali sono al centro dell’attenzione: essere, cioè, di esempio.
A voi bene si adattano le parole che Cristo rivolse ai suoi discepoli nell’ultimo insegnamento: «Amatevi gli uni agli altri, perché solo così gli uomini potranno capire che io vi ho inviati»; cioè non agite per ambizione ma per amore. Similmente voi dimostrerete di essere strumenti di bene se farete della vostra vita la realizzazione di quell’insegnamento che, attraverso di voi, è dato ad altri, ma soprattutto se vi amerete, se non entrerete in competizione fra voi.
Non considerate il fenomeno che attraverso di voi si manifesta come una vostra abilità, una vostra dote. Voi siete come la penna che scrive. Sarebbe assurdo che essa si attribuisse i meriti dello scrittore.
Perciò guardatevi bene dall’inorgoglirvi, dal sentirvi superiori agli altri o, peggio ancora, dall’esigere che gli altri così vi considerino. Piuttosto siate umili come umile è colui che dedica la sua vita al suo prossimo”.
Un viaggio interiore per diventare migliori

Le Guide immateriali che tanto hanno dettato in circa 35 anni di comunicazioni attraverso Roberto Setti ci conducono verso un viaggio interiore che prima di renderci edotti sulla vita nell’aldilà vuol renderci uomini migliori atti a vivere relazioni sane e amorevoli, ci raccomandano di essere prima nell’aldiquà giusti e veri.
A nulla serve pensare di intrecciare dialoghi con l’invisibile se non sappiamo dialogare con chi abbiamo intorno. Non si può arrecare dolore a familiari, amici, conoscenti e non e poi pensare di poter essere canali del mondo spirituale. E questo ragionamento può portare anche al discernimento coloro che si avvicinano a medium e sensitivi per cercare conforto al proprio dolore, bisogna essere cauti e rigorosi e non ammettere nelle regioni della propria intimità chi non percorre strade di luce.
Quali sono le caratteristiche di un vero medium?

Ma chi è un medium e che particolarità possiede per essere in grado di farci da ponte tra il visibile e l’invisibile? Possiamo ragionevolmente credere che chiunque possa avvicinarsi a questa pratica e diventare esso stesso un canale? Ci vengono in aiuto le Guide e così ci spiegano:
Una certa forma di medianità, specialmente la telepatia, l’hanno più o meno tutti gli uomini. Come si estrinseca questa medianità? Nell’avere dei pensieri che non sono propri, che sono pensieri suggeriti da qualche entità. Per queste forme molto leggere non occorre una speciale configurazione del corpo fisico.
Quando si entra nel campo della vera e propria medianità, qualcosa deve invece corrispondere, evidentemente, anche al livello del corpo fisico, organico. Questa differenza di conformazione risiede, principalmente, nel cervello. Le ghiandole pituitaria e pineale hanno uno sviluppo maggiore rispetto a quello comune.
Oltre a questo, debbono esserci delle caratteristiche psichiche ancora più importanti. I medium debbono essere creature «disposte», dotate di qualità che normalmente non si trovano fra gli uomini.
È chiaro che l’evoluzione di chi funge da strumento ad alte entità deve essere all’altezza dell’evoluzione delle entità comunicanti. Se il medium si gloriasse delle comunicazioni che attraverso di lui avvengono, se ne facesse motivo di vanto, ciò comporterebbe una falsa attribuzione di meriti da cui automaticamente deriverebbe l’allontanamento dei comunicanti di una certa evoluzione.
Medianità come evoluzione della coscienza

Sono queste le caratteristiche principali del medium: una grande umiltà, una grande disponibilità, soprattutto il non sentire come merito suo, come cosa sua, quello che per suo mezzo viene comunicato. Quindi caratteristiche fisiche, caratteristiche psichiche e caratteristiche evolutive, quando si tratti di ricevere e trasmettere comunicazioni di Entità evolute”.
Bene spiegano le Guide del Cerchio Firenze 77, qual è il giusto modo di accostarsi alla medianità; pur tenendo in conto le umane debolezze bisogna sforzarsi di percorrere la via spirituale che è l’unico vero progetto a cui bisogna aderire. La medianità non è un lavoro ma un servizio da donare con cuore sincero, è una relazione che porta verso l’evoluzione della coscienza che è il compito precipuo degli individui.
Ed è il percorso dell’amore; imparare ad amare, ad amare tutto e tutti per arrivare al sentire che siamo uno e moltitudine. La realtà che percepiamo è la somma delle realtà adiacenti, come diceva Walt Whitman, e queste realtà sono il viaggio che ci condurrà alla meta.
La foto di copertina è di Geralt da Pixabay
Per saperne di più:
La collana dei libri del Cerchio Firenze 77 è edita dalle edizioni Mediterranee







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