Cina, mon amour

Luisa Sposito racconta il suo tirocinio negli ospedali cinesi

Pechino. Palazzo destste

«A Pechino, per studiare la medicina cinese, ho lavorato con un medico straordinario».

I cinesi non sono così tanto differenti da noi italiani, anche la Cina è divisa in regioni che hanno le usanze diverse, come la cucina, le tradizioni, i dialetti e molto altro, proprio come noi. Loro si sentono molto vicini alla cultura italiana, proprio perché la loro, come la nostra, ha radici molto profonde e vanta tradizioni millenarie.Le esperienze che ho fatto in quella terra sono state impagabili sotto ogni aspetto: i cinesi sono persone estremamente gentili e collaborative, non ho mai avuto problemi con loro.

Pechino Tempio del Sole. beijing Foto di gyosimon
Pechino, tempio del Sole, da Pixabay.

Sanno che la loro lingua è difficile e quando vedono gli sforzi che uno straniero fa, cercano di facilitargli le situazioni.Loro possono scegliere i caratteri in base alla fonetica e per Italia, Italy hanno scelto caratteri che hanno questo significato: 意 yi intenzione, desiderio; 大 da grande; 利 lì opportunità, beneficio; il significato della parola Yidalì è intenzione desiderio di grande opportunità.
La lingua cinese ha la possibilità di scegliere il significato dei caratteri in base al suono, e il significato della parola domani è giorno luminoso 明天 mingtian ming luminoso, tian giorno, perché per i cinesi, il domani è sempre luminoso. E dovrebbe essere così anche per noi, apprezzare le cose belle che abbiamo.

Le esperienze che ho fatto in quella Terra sono state impagabili sotto ogni aspetto: i cinesi sono persone estremamente gentili e collaborative, non ho mai avuto problemi con loro. Sanno che la loro lingua è difficile e quando vedono gli sforzi che uno straniero fa, cercano di facilitargli le situazioni.

La mia passione per l’Oriente
Luisa fior di LotoQuando mi chiedono da dove deriva questa mia passione per l’Oriente, in particolare la Cina, io rispondo che sicuramente  ho passato più di una vita in Oriente; e in quella attuale ne sto riscoprendo le cose belle, come la lingua, la scrittura, le arti marziali e il mio grande amore, la Medicina Tradizionale Cinese (MTC).

A  40 anni, dopo aver perso il mio amato lavoro (ero supervisore di biglietteria aerea Alitalia), ho deciso di partire per la Cina per imparare la lingua cinese.
Capivo che per essere competitiva dovevo proporre qualcosa che gli altri non avevano; ho pensato qundi ad una lingua orientale e visto che sin da bambina pratico le arti  marziali – prima quelle giapponesi e poi quelle cinesi – ho optato per la lingua cinese mandarino.

La prima volta sono stata a Pechino un anno circa, durante il quale ho avuto la necessità di fare qualche trattamento di medicina cinese, come l’agopuntura e il massaggio Tuina, con risultati eccellenti.
Una volta rientrata in Italia ho capito che non avrei più lavorato nel mondo delle aziende e su consiglio di una amica mi sono iscritta alla scuola di Tuina e MTC. Più imparavo e più volevo sapere, questa mia fame di conoscenza non finisce mai, così le estati le passavo in Cina negli ospedali di MTC a praticare sulle persone, sotto la supervisione di medici cinesi.

Esperienze impagabili

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Monaco Wudang  (da Wikipedia).

Gli insegnanti migliori negli ospedali sono le persone anziane, considerate patrimonio nazionale:  conoscono molto bene le tecniche e le applicazioni nei trattamenti e sono in grado di dare all’operatore un feedback immediato. In cinese la parola anziano ha un’accezione “nobile”, si dice lao ren (lao vuol dire saggio, con esperienza, venerabile; ren vuol dire persona), quindi si parla di una persona saggia dalla grande esperienza.

Sono molto rispettati anche per la curiosità, hanno tempo di girovagare e scoprire cose, inoltre hanno l’esperienza da tramandare e soprattutto si occupano della loro salute, in particolare conoscono i benefici delle erbe e degli alimenti; praticano il ballo di gruppo, il Tai chi Chuan e nei giardini pubblici hanno gli attrezzi per fare ginnastica.

Nei parchi delle città cinesi si vedono persone di ogni età fare ginnastiche di tutti i tipi, gente che cammina all’indietro, che si picchietta la testa, che stira le gambe, il risveglio muscolare ed energetico in Cina è fondamentale per cominciare la giornata. Anche negli ospedali di medicina tradizionale cinese, alcuni medici fanno Tai chi (arte marziale cinese) e Qi Gong (ginnastica energetica). E io mi univo a loro prima di cominciare il tirocinio.

Sin da bambini ai cinesi viene insegnato come usare le erbe, cosa bere quando si ha il mal di pancia, cosa non mangiare in una data condizione, anche se poi crescendo vengono influenzati dal cibo e dalle abitudini importate dalla globalizzazione. Al mattino per strada nelle città si vedono persone con i termos di vetro contenenti tisane di erbe, e in ogni luogo di lavoro, c’è sempre un bollitore per l’acqua calda.

Tre anni a Pechino, a studiare e a lavorare

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Luisa Sposito

Da quando ho deciso di studiare la lingua e la cultura cinese e poi la MTC, dal 2011 fino al 2017 sono andata tutti gli anni in Cina per almeno due o tre mesi; non è stato facile perché l’energia della Cina è forte, potrei definirla yang per le tante cose che ci sono da vedere e fare, la carica emotiva è davvero tanta e qualunque percorso si intraprenda, richiede impegno, costanza, tempo e tanto amore.

Le cose belle che ho amato sono state le arti marziali, una realtà straordinaria in cui si intrecciano conoscenze e studi tramandati da generazioni. Famiglie intere durante l’avvicendarsi delle dinastie, hanno lasciato perle di saggezza e stili di forme nel Kung fu, Wushu, Tai chi Chuan e Qi Gong e altre discipline marziali, che tutt’oggi sono studiate e praticate in tutto il mondo.

Può apparire complessa nell’apprenderla, ma è una forma di meditazione che dà accesso a un mondo, in cui l’energia prende forma sul foglio, il pennello come una spada, come una piuma, come un colpo, come una carezza, questo è l’alternarsi dello yin e dello yang, nel cammino per la via.

Il mio grande amore è stata la medicina cinese

Nanchino ospedale universitario staua dellImperatore Giallo
Nanchino. Statua dell’Imperatore Giallo all’ospedale universitario.

Ritengoche questa sia patrimonio dell’umanità, sulla quale ci sarebbe da scrivere fiumi di parole e fare conferenze. Per decenni in Occidente si è creduto – o ci hanno fatto credere – che la loro medicina sia solo una forma di cura palliativa o una disciplina della new age, ma chi la studia e pratica con impegno e devozione, sa che parliamo di uno stile di vita che conduce all’evoluzione dell’essere umano.

Oggi possiamo dire che è una medicina multidimensionale che tocca molti aspetti del nostro essere, dal piano fisico a quello psicologico e allo spirituale. Gli agopunti hanno dei nomi che non sono certo stati dati a caso, ma hanno una valenza, un significato e racchiudono la possibilità di avere una soluzione per una disarmonia grazie alla quale si scoprono cose di noi, che non avremmo mai potuto sapere.

Del corpo sappiamo ancora molto poco, delle sue capacità e della sua interazione con il corpo energetico. Via via che studio e pratico, apprendo sempre di più e mi rendo conto che il percorso è infinito. La Cina mi ha insegnato l’umiltà e il rispetto delle abitudini altrui, ad accettare ciò che è diverso da me e cercare un punto d’incontro, ma soprattutto mi hanno insegnato la pazienza, perché per fare le cose belle cinesi ci vuole davvero tanta pazienza, prima di tutto con sé stessi.

Incontro un medico speciale

dr Chu
Pechino. Luisa lavora su un aziente sotto la supervisione del dr. Chu.

Ho potuto sperimentare anche la gentilezza delle persone e ho capito che se sei meritevole, in Cina vieni riconosciuta. Durante uno degli ultimi tirocini ho avuto modo di incontrare il dottor Chu, una personaspeciale, sì,speciale, perché sotto il camice c’è una cuore che sa come riconoscere i talenti e la buona volontà.

Era il primo giorno di tirocinio e l’ospedale si trovava alla periferia della città di Hangzhou nello Zhejiang. Io e l’altra collega italiana eravamo sotto la supervisione di quel dottore per un periodo di tempo e quando siamo arrivate nel reparto dove lui lavora, abbiamo trovato piena di persone sia la sala d’attesa che  la stanza dove si facevano i trattamenti.
Lui era da solo, di solito i medici hanno degli assistenti, ma lui per motivi che non conosco non ne aveva, ho dedotto poi che probabilmente, le assistenti eravamo io e la collega.

Ci siamo presentate, o meglio ho fatto io le presentazioni in cinese e poi ci siamo messe subito al lavoro con quello che sapevamo, lui ci diceva quali erano le disarmonie delle persone che dovevamo trattare e come dovevamo procedere, e così nel giro di due ora circa, abbiamo smaltito la coda di persone in attesa.

L’iter dei trattamenti nell’ospedale cinese

Nanjing

Nanchino
Nanchino. Luisa Sposito al lavoro con una collega.

Per maggiore chiarezza spiego come avviene un trattamento in un ospedale cinese di MTC. La persona viene visitata e fatta accomodare sul lettino o sulla sedia a seconda della disarmonia che deve trattare, poi si procede con un primo trattamento indicato dal medico, poi sempre su decisione del medico si procede con un altro tipo di trattamento e in fine sempre con la supervisione dello stesso si congeda la persona oppure le si fa altro.

Il tempo era passato senza che noi ci accorgessimo della mole di lavoro che avevamo smaltito. Era giunta ora di pranzo e il dottore ci ha pregate di rimanere e pranzare con lui, così ha fatto portare tre vassoi contenenti un pranzo a base di riso, pesce, verdure e frutta di stagione.
I giorni a seguire erano sempre intensi e forieri di esperienze di cui ho fatto tesoro, il dottore era sempre gentile ma di poche parole, si sincerava che avessimo capito cosa fare e perché, alcune volte mi chiedeva di ripetere per vedere se avevo capito.

Un’offerta sorprendente
Luisa con il Buddha verdeLa sorpresa l’ho avuta quando alla consegna dell’attestato di partecipazione con le ore di tirocinio, nell’aula magna dell’università, mi ha consegnato l’attestato lui personalmente, dicendomi che sono stata un valido aiuto, che so stare in reparto e reggo lo stress, che apprendo velocemente.
Se volevo potevo approfondire gli studi sotto la sua supervisione, mi avrebbe integrata come assistente e poi una volta pronta di ruolo come gli altri medici.

Questo dottore così taciturno e discreto era il responsabile per gli studenti e tirocinanti stranieri dell’ospedale universitario di medicina tradizionale cinese della città.

Mi sembrava uno scherzo, io stentavo a credere mi domandavo spesso cosa pensasse di noi, se non vedeva l’ora di liberarsi della nostra presenza. Io so che i cinesi sono molto orgogliosi delle loro cose e difficilmente si pronunciano, piuttosto stanno zitti e lasciano andare. Oggi quando penso a questa esperienza e mi ricordo com’ero in quel periodo, mi viene da pensare a quanta poca fiducia avessi nelle mie capacità. Custodisco nel mio cuore il ricordo di quella faticosa bellissima e gratificante esperienza e tra le cose belle della Cina, questa è senza dubbio la più bella.

Laureata in scienze e tecniche psicologiche, Naturopata, maestra di Taiji Quan e counselor del benessere. Appassionata di lingua e cultura cinese, ha studiato a Pechino e Nanchino, specializzandosi in Medicina Tradizionale Cinese (che comprendono anche la lettura del polso, della lingua, tecniche di massaggio, la coppettazione) con tirocini svolti presso gli ospedali cinesi. Mail: luisasposito71@gmail.com