Il respiro, alla base di varie discipline, è un ponte per rimanere saldi, radicati e centrati.

La respirazione è l’unico atto involontario che ci permette di vivere. Un atto importante che potremmo esperire è quello di imparare, ognuno per conto proprio, a respirare in maniera consapevole; ovvero “respiro e sono consapevole di ciò che sta accadendo fuori di me”, che sia un litigio, una chiacchierata, una conferenza a cui partecipo, passeggiare, cucinare, leggere un libro.
La vita scorre veloce o lenta dipende dalla nostra percezione, ma in generale possiamo affermare che la vita è un grande e costante respiro.
Noi siamo l’universo intero, siamo il Tutto, come dice la fisica quantistica, quindi quando respiriamo portiamo dentro tutta l’emanazione; è invece quando espiriamo che portiamo in essere tutta la manifestazione portandola in espansione.
L’universo, noi stessi, è un continuum di espansione e contrazione, come per il nostro micro cosmo sono l’ispirazione e la sua controparte espirazione. Dove ci troviamo noi, in quale delle due? In realtà né nell’una né nell’altra, noi come osservatore consapevole, siamo oltre la polarizzazione anche di questi due movimenti complementari, noi siamo nel mezzo, nelle pause.
Imparare a fermarsi, in contemplazione

Fare le pause, o meglio soffermarci nelle pause, è molto importante nella nostra vita spesso carica di tensioni, stress, rapidità, per saper affrontare qualsiasi situazione, con la giusta calma e serenità. La pausa ha suo effetto ovvero la contemplazione, ove la Coscienza è libera ed immobile, di guardare senza guardare, osservare senza scopo, stare ferma senza aver nulla da pensare e da fare.
Le pause portano massimo rilassamento ed avvengono subito dopo una buona espirazione, che è conseguente ad una buona ossigenazione dovuta ad una prolungata pratica di osservazione consapevole del fatto che volente o nolente stiamo respirando. Attivare l’osservatore esterno che osserva noi stessi che respiriamo mentre la vita accade, dà una sensazione meravigliosa e ci rende morbidi, teneri, pacati e misurati.
Una cosa incredibile da osservare è il fatto che nella parola respiro, vi è il suffisso spi, guarda caso l’inizio della parola spirito. Etimologicamente la parola respiro significa soffiare dentro; dentro dove? Dentro noi stessi; un passaggio biblico recita: “E lo spirito del Signore aleggiava sopra le acque”. Quindi l’essenza della Coscienza è il vento, l’aria, e ovviamente la portiamo dentro e fuori come respiro ed espiro. Quindi è possibile decretare che respirare è lo Spirito della Vita.
La vita è una scuola di respiro, ci accompagna dalla nascita alla morte

Arriviamo come bambini che sanno nuotare e respirare sott’acqua; impariamo nel corso della vita che respirare profondamente ci aiuta a stare maggiormente centrati, connessi, avere chiarezza mentale e visione di ciò che siamo venuti qui a fare. Possiamo asserire che la vita è una scuola di respiro? Certo che sì.
Aggiungo che la vita è una scuola di respiro che ci porta in contatto con ciò che siamo, Coscienza. Avere coscienza di sé presuppone una buona gestione del proprio respiro, e quindi della propria mente.
Quando una persona è morta diciamo: «Ha esalato l’ultimo respiro». Il respiro è il nostro miglior amico sino all’ultimo istante. Ci tiene agganciati alla vita, essendo esso stesso la vita stessa. Noi siamo alberi che respiriamo ed abbiamo bisogno di sole e di luce per rimanere in vita ed in salute. Quando arriva il nostro momento, spiriamo. Anche qui una assonanza con la parola speranza, che si ha quando il respiro è rilassato e soprattutto aperto.
Amo le parole, magari si è notato, e la loro incredibile saggezza; come diceva Erikson, padre fondatore dell’ipnosi eriksoniana, “le parole sono porte”. Scavando nelle parole, emerge il fatto che l’inspirazione può favorire l’ispirazione, (la stessa parola senza la N). “Ho avuto una idea” oppure una intuizione, o per l’appunto una ispirazione, ciò accade quando siamo connessi con il Grande Respiro, il quale ci ricorda il Grande Spirito degli Indiani d’America.
Ogni volta che respiro, inspiro e vivo, espiro e muoio

Ogni istante viviamo e moriamo. Ogni momento è una possibilità di cambiamento: possibilità di nuova vita quando porto dentro l’aria, possibilità di lasciare andare tutto ciò che non serve quando espiriamo.
Il respiro è uno dei fondamenti di varie discipline, dalla Sistemica alla P.N.L., dalla Mindfulness al Coaching, dal Counseling alla Motivazione. Lui è il nostro grande maestro, un fantastico ponte per rimanere nel presente, rimanere saldi, stabili, radicati e centrati.
Lo scopo massimo per essere il respiro è quello di essere respirati, ovvero non essere noi a respirare ma lasciarci respirare dalla Coscienza; lasciare libero il “movimento” del respiro nella sua danza nell’inerzia consapevole.
Il respiro è sollievo; come quando dopo uno spavento che porta il respiro ad essere affannoso, riportando consapevolezza al fatto di respirare notiamo alleggerimento e sollievo, come se il corpo, rilassandosi, esprimesse tutta la calma dell’universo.
Il respiro è un mezzo, un veicolo, che ci porta e ci fa attraversare qualsiasi difficoltà, da un raffreddore ad una pandemia. Il suo utilizzo è incredibile. Respirare con gentilezza sapendo che siamo vivi e morti allo stesso tempo, ci da la certezza e la sicurezza che siamo sempre a casa nel corpo e nel cuore.
Respirando consapevolmente, si cerano spazi tra un pensiero e l’altro

Applicando la tecnica degli stop, ovvero ricordarsi che stiamo respirando in qualsiasi momento, si creano spazi ed interstizi tra un pensiero e l’altro; entrando in queste fessure avremo maggiore facilità a contattare la Coscienza che noi siamo. Gli stop ci danno una grandissima mano a gestire l’Ego, de programmarci da tutto ciò che non ci serve più e riprogrammarci nella miglior versione di chi vorremmo essere.
Immagina come respira il mare con la risacca e sii una cosa con questo movimento. Questa pratica è molto potente e rilassante allo stesso tempo.
In conclusione una buona, ampia e costante respirazione profonda ci da l’accesso all’adesso e alla nostra più pura e cristallina essenza, senza bisogno di fare granché.
Il respiro è ogni istante lì, pronto a farci intrappolare in una gabbia di rigidità e chiusura se non ne teniamo conto; oppure ci dà una spinta ad evolvere, migliorare ed essere, se lo assecondiamo e ci fondiamo con tutto noi stessi. Ad ognuno la propria scelta.
Foto di copertina di mooremeditation da Pixabay







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