Il valore della leggerezza

Riscoprire in sè energia, luce, respiro e armonia con la Natura

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Brunella Bovio, operatrice olistica, spiega come inserisce la leggerezza nei suoi corsi.

Couleur da PixabayNelle celebri Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio di Italo Calvino – pubblicate postume – lo scrittore identificava la leggerezza come uno dei valori (insieme a rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza) da lui ritenuti fondamentali per il futuro della letteratura nell’era post-industriale. In particolare, il concetto che si è radicato di più nell’immaginario collettivo, a partire da quel ciclo di lezioni preparate da Calvino per Harvard, è stato proprio la leggerezza.

L’autore de Il visconte dimezzato, Fiabe italiane, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente – solo per citare alcuni dei suoi maggiori successi – l’ha definita come una “sottrazione di peso”, da applicare non solo a “figure umane, corpi celesti e città”, ma anche “alla struttura del racconto e al linguaggio”.
Scriveva Calvino: “Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste […] una leggerezza della frivolezza: anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca”.

Si può imparare a essere leggeri?

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Brunella Bovio, costellatrice familiare

Questa visione è il punto di partenza di Brunella Bovio, operatrice olistica di Albenga (Savona) con oltre vent’anni di esperienza alle spalle, costellatrice familiare e organizzatrice di eventi su tematiche energetiche e olistiche. Consulenze e attività da lei portate avanti nel segno, per l’appunto, della leggerezza, intesa nel senso calviniano.

«Personalmente ho conosciuto la leggerezza attraverso il potere della risata. Era un momento particolare della mia vita e stavo cercando qualcosa che mi portasse a ridere di nuovo. Quando ho sperimentato lo Yoga della Risata (ideato dal medico indiano Madan Kataria nel 1995, ndr) il sorriso mi è tornato sul viso. Ho sentito benessere. Ho proseguito.

E il mese successivo ho deciso che sarei diventata istruttrice! La seriosità, stare rigorosamente concentrati e sul pezzo, cercare sempre la perfezione – attitudini tipiche della nostra epoca – ci portano in realtà a chiuderci in noi stessi, non a espanderci. Invece nella leggerezza la nostra anima, la nostra interiorità, il nostro Sé superiore si allargano.

Quando siamo pesanti, magari bloccati da paura e ansia, tendiamo ad avere il cosiddetto “respiro corto”. Invece, quando ridiamo, i polmoni si estendono, aumentiamo le riserve d’ossigeno nelle cellule dell’organismo e nel cervello, sblocchiamo il diaframma, facciamo lavorare il nervo vago, ci sentiamo più energici, si abbassa il cortisolo, l’ormone dello stress».

I metodi che insegna nei suoi corsi

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Foto di Michał da Pixabay.

«Un altro esercizio interessante che si può fare con il corpo arriva dall’Access Consciousness, una serie di pratiche e tecniche che mirano a promuovere la consapevolezza e il cambiamento personale (fondato da Gary Douglas negli anni ’90 e successivamente sviluppato insieme a Dain Heer, ndr).

Tra di esse rientrano domande e frasi specifiche che si usano per diventare più consapevoli e aprirsi a nuove possibilità.
Per esempio, quando si ha in mente un pensiero, mettiamoci in osservazione e in ascolto: sentiamo il corpo che si fa pesante e si incurva, o percepiamo apertura e gioia anche a livello fisico, con una postura diversa, spalle larghe, petto in fuori…?

Proviamo a chiederci che cos’è che ci piace davvero e cosa ci dà benessere. Il corpo – che è materia, ma anche istinto e sensibilità – sa esattamente che cosa vuole, a volte anche quando la mente tenderebbe a negarlo. Impariamo ad ascoltarlo come un misuratore del piacere. Ognuno, poi, deve trovare la propria via per la leggerezza. Io suggerisco sempre di sperimentare per capire cosa faccia stare bene o meno. Alcuni amano colorare, altri ascoltare la musica o suonare. Ci sono molte possibilità».

Anche la natura ci aiuta
Couleur da Pixabay«Stare all’aria aperta, in paesaggi incontaminati o molto poco urbanizzati, è già un modo per alleggerirsi e provare un senso di benessere.

I colori, i suoni, i profumi della natura sono di per sé una fonte preziosa, uno strumento che ci aiuta a riconnetterci alle nostre esigenze e ai nostri desideri più autentici.

Pensiamo ai quattro elementi: l’aria è vita; il fuoco è calore e purificazione, l’acqua ci riporta alla dimensione uterina; il contatto con la terra ci consente di stare nel “qui e ora”. Per “far volare” mente e spirito si possono fare meditazioni in riva al mare, toccando gli alberi, alzando le braccia e le mani al cielo…».

Chiedo a Brunella Bovio: «Lei è anche costellatrice familiare. Come si può imparare a essere più leggeri nelle dinamiche che viviamo in casa, spesso conflittuali e dolorose?».
«Occorre osservarsi da fuori e, se necessario, rimettersi al posto giusto. A volte, per volontà o per imposizione, ci si ritrova ad assumere il ruolo che invece spetta ad altri. Solo per fare alcuni esempi: un figlio deve fare il figlio, non deve diventare idealmente genitore dei propri genitori o marito o moglie del genitore rimasto vedovo».

Il desiderio di voler far stare bene i propri cari
Adolescent Pic«Intendiamoci, anche parlando con chi si rivolge a me per chiedere una consulenza sento che, alla base di simili situazioni, c’è tanto amore. C’è il desiderio di voler far stare bene i propri cari. Ma talvolta succede che qualcuno, per alleggerire un parente di incombenze materiali ed emotive, si faccia carico del suo peso. Leggerezza, invece, è anche saper lasciare andare, in modo consapevole e rispettoso. Non vuol dire essere indifferenti e menefreghisti.

Il fatto è che, se ci si fa carico del peso di qualcuno, automaticamente non gli diamo modo di assumersi le proprie responsabilità e fare le proprie esperienze. Come dobbiamo fare noi, del resto. Siamo qui per questo: per imparare, per rendere la nostra vita interessante. E per raggiungere ciò ci servono leggerezza e gioia, anche relativamente al modo in cui ci rivolgiamo a noi stessi».

Un dizionario della leggerezza
«Quanto conta il linguaggio che usiamo nei nostri confronti e con chi ci è vicino?»
«Non dimentichiamo che le parole sono importanti, creano e plasmano la realtà esterna. Chi l’ha detto che per arrivare al significato delle cose, alla loro essenza, bisogna per forza soffrire e sacrificarsi ed esprimersi in quei modi, anche a livello verbale? Credo ci sia un fraintendimento, una distorsione comunicativa su questo aspetto. In un momento storico in cui siamo immersi nel dramma e nel buio, riappropriarci di un dizionario della leggerezza e della gioia sarebbe importante, per sé e per chi sta intorno».

Per saperne di più:
La pagina Facebook di Brunella Bovio
Il sito dello Yoga della Risata

 

Il simbolismo spirituale delle farfalle

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I mille significati che hanno rivestito nelle varie culture questi graziosi insetti

Metamorfosi, speranza, conforto, coraggio, rinascita. Sono molto i significati attribuiti, fin dall’antichità, ai meravigliosi e variopinti lepidotteri che tanto affascinano e incantano.

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Foto di Val Robus da Pixabay.

I Greci indicavano con la parola psyché sia la farfalla, sia l’anima, indicando il soffio vitale, l’aspetto immateriale e immortale dello spirito rispetto al corpo. Una tradizione che accolsero anche i Romani: non a caso, in uno dei tanti affreschi rinvenuti a Pompei, c’è la raffigurazione del mito di Psiche con le sembianze di una fanciulla alata. Gli Aztechi credevano che, dopo la morte, i guerrieri coraggiosi si tramutassero in uccelli piumati, colibrì o farfalle.

Per alcune tribù dei Nativi americani il volo leggero di quelle creature leggiadre portava un messaggio da parte dei propri cari defunti; per altri gruppi era un segno legato al cambiamento, così come per molti popoli dell’Africa sub-sahariana.

In Shakespeare la farfalla è emblema di volubilità e superficialità; nei versi di Yeats, invece, rappresenta l’intuizione contrapposta alla logica (con le sembianze del falco o di un gufo). In Cina questi insetti sono connessi alla gioia, alla beatitudine e all’amore.

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Couleur da Pixabay

Per me le farfalle sono soprattutto un simbolo di trasformazione», commenta Brunella Bovio. «Anni fa ho partecipato a un percorso in cui, tra i vari esercizi, ci è stato chiesto di visualizzarci prima racchiusi in un bozzolo e poi simili a una farfalla, provando a sentire tutte le emozioni e le disposizioni d’animo legate a questi due status.
Timori, ansia, eccitazione, ma anche pazienza: come si sa, il bozzolo non si può aprire prima che la farfalla sia pronta. La stessa cosa accade quando dobbiamo arrivare ai nostri obiettivi».

Per i più le farfalle rappresentano leggerezza e bellezza, ma alcune persone ne sono infastidite; altre cercano addirittura di stare ben lontane da esse, quasi fossero pericolose. «Può succedere anche questo, certo. E allora, forse, in quel caso la domanda da porsi potrebbe essere: “Quanto ho paura della trasformazione?”».

Per saperne di più:
Una fonte sui significati delle farfalle
Un altro sito

Giornalista, genovese di nascita ma milanese di adozione, si occupa di attualità, costume, società, non profit, moda ed entertainment, e anche di teatro e cinema ("grandi fabbriche di sogni", dice, "officine di creatività e cultura"). Anche se si è dedicata prevalentemente alla carta stampata, è presente in rete e ha fatto brevi incursioni in radio e in Tv. Mailto: cristina_penco@yahoo.it