Riscoprire la Milano esoterica

La seconda puntata sui misteri di questa grande metropoli

milano di alessandra barbieri

Milano è una città legata ai dané e al lavoro, che nasconde ai più il suo lato misterioso

Come già anticipato nel precedente articolo, vogliamo ricordare che le basiliche e le cattedrali sono dei luoghi particolari dove incontrare le origini dei simboli condivisi da ogni forma di potere, religioso, civile, finanziario e scientifico. Essi rimandano a conoscenze antiche, esoteriche, cioè riservate a pochi scelti e istruiti, chiamati iniziati, per custodire la tradizione della conoscenza in via orale e, appunto, simbolica.

È importante acquisire dimestichezza con l’antico linguaggio simbolico, che permetterà di cogliere le analogie e le origini di coloro che li hanno usati, e ancora oggi li utilizzano: è il linguaggio per eccellenza nascosto, cioè un codice che permette una comprensione non soltanto razionale del mondo. Inoltre, dalla fisica dei quanti sappiamo che le forme collegate ai simboli portano anche un messaggio energetico – vibrazionale, onde di forma.

Odore di zolfo nella piazza di Sant’Ambrogio

La colonna del diavolo
La colonna del diavolo (da Wikipedia).

A Milano, esistono segni del culto del diavolo, Satana nel cristianesimo, e uno di essi si trova davanti alla Chiesa di Sant’Ambrogio dove è ancora possibile osservare la cosiddetta Colonna del Diavolo. Su di essa sono ben visibili due fori che secondo la leggenda furono prodotti dalle corna del demonio. Scaraventato sul pilone da Sant’Ambrogio, vi rimase incastrato, così il santo poté rimandarlo all’inferno, da dove era venuto, aprendo una voragine proprio alla base del pilastro.

 

C’è chi dice che in inverno, annusando tali fori, si possa percepire odore di zolfo. Secondo la tradizione, infilando le dita nei fori si attira la fortuna e si scaccia il malocchio, ma accostandovi l’orecchio è anche possibile sentire rumori provenienti direttamente dagli inferi.

Sempre in questa Basilica si possono osservare due particolari colonne: su una si erge una croce, sull’altra un serpente di bronzo, simbolo della Conoscenza: la spirale della vita, le galassie, il DNA hanno questa forma.
La tradizione ricorda che sia stato forgiato da Mosè stesso, che secondo gli autori dei mosaici pavimentali del Duomo di Siena sarebbe stato contemporaneo di Ermete Trismegisto o, addirittura, secondo Marsilio Ficino, la medesima persona. Sappiamo che storicamente lo portò qui, dall’Oriente, l’arcivescovo Arnolfo al tempo di Ottone III, intorno all’anno mille.

Il serpente di santAmbrogio
Il serpente di bronzo, da qualcuno attribito a Mosè.

Le donne attribuiscono alla statua virtù miracolose contro alcuni mali. Da allora il serpente divenne il simbolo della città e cominciò ad apparire sui suoi stendardi. Ecco una plausibile origine del simbolo di Milano.

  • Fondato nel 386, S. Ambrogio è l’edificio sacro più rilevante della Milano medievale. Al piano superiore su una facciata delimitata da due archi, vi è incastonata una scacchiera di sette caselle per sette, posta in diagonale. Sotto di essa compare una triplice sottolineatura. Qual è il suo significato? È solo un adornamento, oppure tale disegno nasconde un qualche significato simbolico esoterico a noi sconosciuto? Sta di fatto che la scacchiera ricalca la pianta radiocentrica della città che ha per centro il Duomo circondato da tre evidenti anelli di vie principali, traccia delle grandi cerchie di mura che un tempo delimitavano la città. Cosa voleva comunicarci il costruttore? Dietro questa interpretazione convenzionale, la scacchiera, reperibile in molti luoghi di culto ed edifici del potere laico, simboleggia un percorso la cui posta in gioco è la supremazia del mondo, la vittoria anche su sé stessi, l’uscita da un conflitto tra la ragione e l’istinto, dell’Ordine contro il Caos.

Quale messaggio esoterico nasconde la scacchiera di Sant’Ambrogio?

scacchiera e templari
La scacchiera, simbolo dell’eterna lotta fra bene e male.

Il Re (SOLE) ha mosse limitate dalla manifestazione, è legge e ordine.
•    la Regina (LUNA) rappresenta la Grande Madre Universale, il principio femminile le cui mosse si irradiano ovunque.
•    la Torre (SATURNO), la sua mossa è il quadrato, rappresenta il potere temporale.
•    l’Alfiere (GIOVE) è il potere spirituale, la cui mossa è il triangolo.
•    il Cavallo (MARTE) è l’iniziato, la sua mossa è il salto intuitivo.
•    il Pedone (VENERE e MERCURIO) è l’uomo comune, che cerca di percorrere con i suoi piccoli passi la scacchiera per ritrovare la propria grandezza, che gli arriverà se giungerà sull’ultima casella dalla parte opposta dalla quale era partito, il percorso iniziatico, e avrà superato le prove che, ad ogni passo, si paventano a minacciarne i movimenti.  Quasi sempre fallisce, solo l’eletto arriva, e cioè l’iniziato in una delle molteplici società segrete, o colui/coloro che lo raggiungono attraverso la personale ricerca del Sé superiore, la consapevolezza. Sapere è potere.

Per i potenti questa è la più grande minaccia al loro potere, ne temono il crollo, il quale si può determinare poiché è un potere non reale, ma delegato, fittizio, finto. La consapevolezza è la chiave.

Scacchiera S Ambrogio
La scacchiera di Sant’Ambrogio

Ma, notate, si tratta di un “gioco”, quello degli scacchi, quando uno dei due contendenti è messo sotto scacco matto, si ricomincia daccapo poiché propriamente ‘non muore’, ma è pronto per un altro confronto. Lo scontro nella realtà è tra i potenti per il dominio del mondo, l’alternanza dei poteri, il dualismo dei regnanti e dei potenti, delle chiese, della politica, della scienza. Cambiano gli attori, ma non il fine.

Si diceva che l’uomo comune, ultimo della gerarchia, che è il pedone, riesce nell’intento, l’eletto che ha compreso il gioco della finzione dei poteri e la realtà da essi manipolata, allora inizia a capovolgere lo scopo della scacchiera, il controllo, e per i giocatori del potere è evento inaspettato che può cambiare le regole, e così cambiare questa logica del controllo. Chi ha compreso diventa il massimo pericolo, poiché ha scoperto la manipolazione, e così può cambiare le regole dalle quali i vecchi controllori sono esclusi.

La scacchiera nei luoghi sacri si riferisce all’aspetto del controllo psico-religioso, ma il senso non cambia: i manipolatori della realtà sanno che il loro non è un tempo eterno; e infatti nella religione parlano di eternità, sanno che l’energia globale è disponibile ed eterna, ma parlano di limiti energetici…

Il mistero dei Re Magi

aleksandra sapozhnikova jLcFxARlX5U unsplash
La facciata della Chiesa di S.Eustorgio. Foto di aleksandra-sapozhnikova da Unsplash

Siamo all’interno della chiesa di Sant’Eustorgio, dove troviamo ripetutamente incisa sulle pareti la stella a otto punte, simbolo con il quale viene identificata la misteriosa stella che guidò i re Magi, sapienti venuti dall’oriente, fino alla capanna di Gesù. I Vangeli non precisano il numero dei Magi, ma considerando il fatto che portavano tre doni, la tradizione volle che anche loro fossero tre.

Sant’Eustorgio è direttamente collegata a questa tradizione e, addirittura, custodirebbe parte dei resti dei tre sapienti, resti che sarebbero rimasti per 700 anni a Costantinopoli. Nel 325 Eustorgio, vescovo di Milano, li ricevette in dono dall’imperatore Costantino, e dal IV al XII secolo rimasero nella chiesa di Sant’Eustorgio.

Nel 1165, Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, li trafugò e li portò a Colonia. Soltanto nel 1904 i Milanesi ebbero la restituzione di alcuni frammenti ossei. I tre re Magi, coi loro doni sono parte del simbolismo mistico-esoterico che avvolge la città e spesso sono stati identificati come allegoria del Trimun dio, cioè i tre regni o mondi aristotelici: fisico, parafisico e metafisico.
I doni di cui si parla, oro, incenso e mirra, fanno parte dell’ebraismo esoterico, sono riferiti a estratti o oli essenziali che venivano, utilizzati, allora come oggi, per l’unzione sacra. Sappiamo che venivano unti i centri energetici che conosciamo come chakra, precisamente il 5°,  franchincenso,  6° mirra, e 7°oro, i chakra superiori spirituali.

S.Eustorgio i magi
L’affresco sui Re Magi nella Chiesa di sant’Eustorgio

Non si sa chi fossero questi Magi, traduzione dal greco μάγοι, cioè maghi, sapienti provenienti forse dall’Oriente. Furono loro ad istruire in Oriente il giovane Gesù? In effetti nel racconto della sua vita tramandataci dai Vangeli, troviamo un vuoto di diversi anni relativo alla sua infanzia

Ne parlano invece i cosiddetti apocrifi, cioè nascosti, venuti alla luce a metà del XX secolo, fornendo un quadro molto diverso da quello canonico. Lo ritroviamo già adulto e preparato nella predicazione.

Studi recenti, ci portano a pensare che i magi fossero una sorta di profeti, dediti all’astrologia ed alle scienze  occulte venuti dall’Oriente, che dovettero seguire il passaggio di una cometa, forse quella di Halley, fino a Betlemme. Lì trovarono una capanna ed un bambino appena nato e, probabilmente, in base a degli scritti profetici, lo scelsero per divenire il Messia. Ad una certa età lo condussero in

S.Eustorgio ingresso croce dissimulata particolare
Particolare di una croce dissimulata

Oriente, si pensa fino in Tibet. Lì  Gesù avrebbe appreso i rudimenti della loro scienza, una nuova arte di curare i mali, l’arte di compiere i cosiddetti miracoli e di praticare la magia. Ciò spiegherebbe molte cose.

 

In Kashmir esiste una tomba attribuita ad un profeta venuto dall’Occidente, Al Yashuf, cioè Yeshua, che avrebbe lasciato discendenti; esistono famiglie che portano il suo nome, conosciute personalmente da chi scrive. La loro storia è molto diversa da quella canonica, riporta alle conoscenze segrete che il loro antenato avrebbe appreso. Non abbiamo certezza che sia questa la vera storia del potente profeta Yeshua, notiamo però che ogni volta ci si discosti dalla narrazione ecclesiale troviamo assonanze molto precise.

Caccia alle streghe

P.zza della Vetra con S.Lorenzo
P.zza della Vetra, con S.Lorenzo

In Piazza Sant’Eustorgio nel Medioevo bruciavano le streghe. Nel 1227 giungevano a Milano i frati predicatori per volere di papa Innocenzo III. Il loro compito era quello di combattere gli eretici, in special modo i catari. Un chiostro adiacente la Basilica di Sant’Eustorgio fu proprio il centro delle loro attività, mentre l’inquisitore generale di Milano risiedeva in piazza Santa Maria delle Grazie, dove oggi troviamo il Cenacolo Vinciano.

Nel 1390 vi arsero vive Sibilla Zanni e Pierina Bugatis, accusate di aver partecipato a dei sabba, assemblee di streghe e demoni che si tenevano nella zona milanese di Porta Romana. La tradizione vuole che in via Laghetto, al numero 2, abitasse una fattucchiera che comandava le altre streghe del Verziere. Lacrime e sangue hanno macchiato piazza Vetra, così come San Lorenzo, altra piazza milanese davanti all’omonima Basilica, luogo dei delitti dell’Inquisizione. Luoghi maledetti dove, si dice, di notte gironzoli il diavolo in persona.

In piazza Vetra normalmente si bruciavano le streghe. Qui, fu arsa sul rogo Caterina de’ Medici, accusata di stregoneria nel 1617. In realtà non era una strega, ma la vittima di un complotto organizzato dal capitano Vaccallo, indispettito contro la donna che un tempo aveva rifiutato le sue lusinghe.

(2° parte, continua)

 Foto di copertina di Alessandra Barbieri da Pixabay
Le foto che non portano il nome del fotografo sono di Ubaldo Carloni

Già ricercatore in biochimica nutrizionale e farmacologia; nutrizionista, diploma e membro AMIK ( Associazione Medica Italiana Kousmine). Autore di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative. Specializzazione in Kinesiologia Applicata-Olistica. Master in Zen Shiatsu, esperto in MTC. Ha studiato alla Facoltà Teologica; ricercatore indipendente in discipline Spirituali, Teologiche e Scienza. Tiene corsi e conferenze di Bioenergetica, rapporti tra Chimica, Nutrizione, Ecologia e Salute; Evoluzione Spirituale, Globalizzazione. Mailto: ubacarloni@gmail.com - tel. 348.3150214.