I misteri di Rennes le Château

1a puntata sui segreti di un piccolo paese francese ancora oggi al centro di molte curiosità

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L’incredibile storia di un curato ignorante ma intraprendente e sorprendentemente ricco.

Ci sono due posti al mondo in cui vorrei tornare sempre: il primo è l’isola di Vulcano, il secondo è sicuramente Rennes le Château, un piccolo comune di appena 87 abitanti, situato nel dipartimento dell’Aude, nel sud della Francia. Se si può parlare di magnetismo, Rennes e tutto il suo circondario è un territorio che ne è pervaso.

I misteri di Rennes le ChâteauQueste terre, in particolare la regione del Razès, hanno ospitato i Catari e i cavalieri templari, ma anche i Rosacroce e i Merovingi. Raramente un concentrato di magia, misteri e leggende, si trova contemporaneamente in una zona, relativamente limitata in questa fetta di territorio a sud di Carcassonne vicino ai Pirenei.

Tutto cominciò esattamente vent’anni fa, quando assistetti ad una conferenza tenuta da colui che ritengo il massimo esperto italiano dei misteri di Rennes le Château: Giorgio Baietti. Acquistai il suo libro ricchissimo di fatti, avvenimenti e vicende straordinarie, leggendo quasi in trance la storia di Bérenger Saunière, un prete di campagna protagonista di una storia al limite dell’incredibile.

Quello che sto per raccontare non è e non potrebbe essere la storia esaustiva di Rennes le Château e del suo famoso parroco, anche perché c’è una bibliografia vastissima. Il mio intendimento è quello di condividere con il lettore le sensazioni e gli stati d’animo che ho avuto tutte le volte sono stato in quei luoghi magici. Farò comunque un riepilogo dei fatti più significativi, giusto per inquadrare la vicenda e il periodo storico.

Storia di un parroco di campagna

I misteri di Rennes le Château
L’abbé Bérenger Saunière

Bérenger Saunière, nasce l’11 aprile 1852 a Montazels, un piccolo paesino della vallata, da una famiglia numerosa, undici tra fratelli e sorelle. Nel 1870 entra in seminario a Carcassonne e nel 1879 viene consacrato sacerdote. Dopo un paio di incarichi come vicario e cappellano ad Alet les Bains e Le Clat, nel 1885 è il nuovo parroco di Rennes le Château, a 33 anni!

Già da seminarista aveva dimostrato di prendere sul serio la sua missione, conosceva oltre al latino il greco e l’ebraico ed era dotato, inoltre, di un’oratoria formidabile. La destinazione di Rennes le Château non era certo una promozione per l’ambizioso curato, ma il vescovo di Carcassonne Arsène Billard forse era ispirato quando  decise la destinazione che renderà poi celebre Bérenger Saunière. La chiesa di Rennes le Château non era provvista di una canonica dove poter fare propria dimora, quindi per qualche tempo fu ospite di un’anziana signora.

La chiesa necessitava di urgenti restauri, ma le casse comunali erano vuote, inoltre le simpatie del nostro parroco per la monarchia, con i repubblicani che stravinsero le elezioni gli procurarono non pochi problemi, infatti la prefettura di Carcassonne lo spedì a insegnare in un piccolo seminario di Narbonne. Le sue inclinazioni verso la monarchia gli valsero però i favori della contessa di Chambord, fervente monarchica. La contessa lo aiutò dandogli del denaro affinché si interessasse alla causa. Il vescovo Billard che comunque lo stimava, fece in modo di farlo rientrare a Rennes le Chateau, dopo alcuni mesi.

Entrate e uscite sospette

I misteri di Rennes le Château
La perpetua Marie Dénarnaud.

Saunière, si mise subito all’opera per iniziare i lavori di restauro della chiesa e assunse come perpetua non la classica donna anziana, bensì un’avvenente ragazza di 18 anni, Marie Dénarnaud, che  si trasferì a Rennes insieme alla famiglia che, nel 1891, si installerà nel presbiterio per vivere insieme a Saunière.

I primi anni ronfuo molto duri per il nostro curato, il cui stipendio mensile era di 75 franchi che gli permettevano un tenore di vita di pura sopravvivenza. Ma Saunière non era certo il tipo da arrendersi facilmente alle difficoltà: riuscì infatti a entrare in possesso di 518 franchi d’oro.

E qui ci sono diverse teorie sulla provenienza di tale somma: un dono della contessa di Chambord, oppure una prima parte del tesoro scoperto successivamente.

O ancora l’ipotesi di Gerard De Sède, primo autore a scrivere sulle vicende di Rennes le Château nel 1967, per cui la somma erano frutto di una donazione di un predecessore del curato, l’abate Pons, conosciuto in zona come guaritore e da alcuni come stregone.
A questa somma si aggiunse un prestito del Comune di 1400 franchi, una somma sufficiente per iniziare i lavori di ristrutturazione.

Tra l’archeologia e le arti occulte

I misteri di Rennes le Château
La chiesa dedicata a santa Maddalena

Partendo dall’altare Saunière fece una scoperta che darà inizio a un susseguirsi di vicende e concatenazioni incredibili. La chiesa era costruita sulle rovine di un tempio pagano costruito dai Visigoti che consideravano quel luogo sacro.

Il pilastro che sosteneva l’altare era cavo e conteneva dei cilindri di legno sigillati, al cui interno si trovavano quattro pergamene: due riportavano delle genealogie, le altre due la trascrizione latina di brani del Vangelo. Su tutte si trovava il sigillo della regina Bianca di Castiglia, nata nel 1188 in Castiglia e figlia del re Alfonso VIII e di Aliénor d’Inghilterra, quindi nipote di Eleonora d’Aquitania e di Giovanni Senza Terra.

Le iscrizioni contenute nelle pergamene erano a volte indecifrabili e con apparenti grossolani errori, Saunière era in difficoltà a comprenderne il senso e così si rivolse ancora al suo superiore, il vescovo Billard, che resosi conto dell’importanza delle pergamene lo inviò a Parigi presso il seminario di Saint Sulpice, malgrado a Carcassonne esistesse un centro di decifrazione di antichi documenti fra i più importanti di Francia.

A Parigi si fermerà tre settimane stringendo un importante contatto con il nipote del direttore del seminario, Emile Hoffet, uno dei massimi esperti di paleografia e diplomatica, ma era anche un cultore d’arti esoteriche e pratiche occulte.

I pastori dArcadia II Nicols Poussin
“I pastori d’Arcadia II”, di Nicolas Poussin

Et in Arcadia ego…
Nella sua permanenza parigina frequenta il Louvre e acquista tre copie di celebri dipinti, tra i quali I pastori d’Arcadia II di Nicolas Poussin, realizzato nel 1639. Oltre a tre pastori e una dea, riccamente vestita, vi è dipinta anche una tomba con la seguente scritta latina: Et in Arcadia ego, una frase che si trova già in un precedente quadro del Guercino.

Il paesaggio è indiscutibilmente quello di Rennes le Château. In un vicino villaggio chiamato Peyrolles, c’era una tomba identica a quella dipinta da Poussin, segno che c’era stato! Purtroppo quel terreno fu acquistato da un americano che nel 1920, stanco di gente che continuava a gironzolare nei dintorni per confrontare la raffigurazione del quadro con il sepolcro originale, inspiegabilmente distrusse il sito con la dinamite.
Naturalmente sul quadro di Poussin e sugli altri due: Ritratto di papa Celestino V e Le tentazioni di Sant’Antonio di David Teniers, ci sarebbero altre riflessioni da fare, ma in questa sede non è possibile un tale approfondimento.

Nei migliori salotti culturali di Parigi

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La soprano francese Emma Calvé

A Parigi Saunière viene presentato alla famosa cantante lirica Emma Calvé e frequenta i migliori circoli culturali, dove incontra personaggi del calibro di Oscar Wilde, Paul Verlaine, Eleonora Duse, Gabriele D’Annunzio, Mistral, Stephane Mallarmé, Claude Debussy ed altri.

È comunque molto strano che una star come Emma Calvé, ritenuta dalla regina Vittoria come la più grande cantante vivente e omaggiata dalla dedica dell’opera Saffo dal compositore Massenet, si fosse legata così tanto al curato di uno sperduto paese del sud della Francia, al punto da fare spesso dei viaggi a Rennes le Château per incontrare l’amico, di cui i maligni ritenevano ci fosse qualcosa di più di una semplice amicizia.

Tornato a Rennes, Saunière ottiene dal vescovo 2.000 franchi che gli consentono di restituire il prestito di 1.400 franchi al Comune e riprendere i lavori di restauro.

E qui, sotto l’altare scoprì una scala antichissima che portava a un sotterraneo collegato alla cripta della tomba di una famiglia di origini nobiliari  dell’Antico Regime, gli Hautpoul-Blanchefort.
E qui il mistero si approfondisce…

(1a puntata continua)