Il soccombente, ovvero il mistero di Glenn Gould

roberto herlitzka

Regia: Nadia Baldi
Dal romanzo di Thomas Bernhard, adattato da Ruggero Cappuccio
Interpreti: Roberto Herlitzka, Marina Sorrenti
dove: Teatro Franco Parenti, Milano, repliche fino al 19 gennaio

Un testo difficile, drammatico, pesante, ossessivo, presentato con audacia al teatro Parenti (che ha un cartellone sempre molto interessante, mai banale) reso con grande bravura da Roberto Herlitzka, l’io narrante del romanzo in parte autobiografico dello scrittore austriaco Thomas Bernhard. Solo in scena, ricorda la sua rinuncia alla musica e la figura del “soccombente”, ovvero Werthmeier. roberto-herlitzkaIn realtà vi è una figura femminile accanto a lui, Marina Sorrenti, su una poltrona di spalle, dal ruolo non chiaro, forse inutile e ingombrante, che continua a ripetere “pensai”, una reiterazione che ha un significato nel testo scritto e qui è noioso e indisponente.La scenografia è molto povera, la luce proviene da cinque lampadine e le pareti sono lavagne su cui il protagonista traccia segni, note, numero appunti e più volte la scritta Variazioni Goldberg, un’opera di Bach suonata da Gould che dà il via alla tragedia. E questo è il racconto: tre giovani musicisti, l’io narrante, Werthmeier e Glenn Gould studiano musica sotto la guida di Vladimir Horowitz al Mozarteum di Salisburgo: ma quando Glenn Gould mette le mani sul pianoforte è talmente la chiara la sua superiorità artistica, che gli altri due rinunciano per sempre a suonare, l’uno richiudendosi in se stesso e nella sua depressione e l’altro precipitando nella follia, fino al suicidio. In effetti Gould, canadese, è stato un musicista eccezionale, pianista, compositore, organista, capace di una tecnica e di una sensibilità interpretativa eccezionale. Ma anche “invasato”, quasi autistico, attento solo a se stesso e alla sua tastiera. Uno spettacolo questo del Parenti in qualche modo feroce, tremendo, dove le tematiche del fallimento e del successo vengono proposte, scomposte e riproposte, come un puzzle ossessivo che evoca il dramma di una rinuncia. Per goderlo (si fa per dire) consiglierei di leggere prima il libro di Bernhard, in modo da capire per lo meno i riferimenti ai personaggi.

 

 

 

Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com