L’alimentazione karmica

La scienza della nutrizione, dal punto di vista occidentale, si è sempre basata sui valori nutritivi degli alimenti (carboidrati, lipidi, proteine, acqua, vitamine e sali minerali) e le conseguenti reazioni chimiche che interagiscono direttamente con il metabolismo degli organismi viventi. images (4)Negli ultimi tempi, grazie alla Nutraceutica piuttosto che alla Fitochimica, si sono riscoperti anche i valori terapeutici, oltre che nutrizionali, di numerosi alimenti, molti dei quali tratti dai semi di varie piante rilevando come l’apporto di flavonoidi, omega-3 e altri componenti, abbiano una influenza determinante sullo stato di salute generale. Già la Macrobiotica ebbe una certa influenza sulle abitudini alimentari occidentali, dando un apporto innovativo all’alimentazione, considerando anche i fattori energetici dei singoli alimenti unitamente a una certa sfumatura esoterica e prendendo comunque un notevole spunto dalle concezioni nutrizionali proprie della medicina tradizionale cinese, dove il cibo viene classificato per le qualità energetiche legate allo Yin e allo Yang, quindi alimenti caldi piuttosto che freddi, per crudi o cotti che siano (la pesca è considerato un alimento caldo, addirittura “bollente” il riso “neutro” anche se mangiato caldo), da assumere in funzione del riequilibrio energetico.

I principi alimentari nella concezione buddista
Si allontana ancor più dai comuni principi alimentari la concezione buddhista tibetana della corrente Nyingmapa. Quanto esposto di seguito non è materiale di uno specifico corso di alimentazione, ma una raccolta di aneddoti e indicazioni date dal Ven. Lama Dondrup Dorje  (fondatore del Pathgate Istituto di Studi Buddisti),  anche in occasione della convivialità che generosamente ci offre nelle pause degli Insegnamenti. L’argomento venne in auge quando al primo pranzo il Lama ordinò un filetto alla griglia: allo stupore dei presenti rispose che la dieta vegetariana non è una prerogativa del buddhismo tradizionale, in quanto anche per la coltivazione dei vegetali si sopprimono numerosi esseri senzienti, quindi in ogni caso si appesantisce il Karma con dei debiti.
Per sopperire a questo, i monaci alla coltivazione degli ortaggi associano pratiche di recitazione per aiutare la trasmigrazione degli esseri soppressi a livelli superiori. Una zanzara non è meno importante di un elefante solo perché è più piccola. L’uomo mangia di tutto però non vuole essere mangiato da alcuno.
maltrattamenti.di.pesciL’argomento venne poi ripreso successivamente. Solitamente, a Milano, quando vi è un ospite lo si gratifica offrendogli una cena possibilmente a base di pesce e buon vino bianco. A tale proposta il Lama fece rilevare come in quel caso per noi aumentavano notevolmente i debiti Karmici, in quanto il pesce solitamente si mangia fresco, quindi non si assumono solo proteine, sali minerali e principi nutrienti, ma energia vitale. La parte animistica degli esseri senzienti non lascia immediatamente il corpo al momento della morte fisica, questo è dimostrabile in quanto si guarda sempre la vitalità dell’occhio del pesce e il colore vivace del sangue per giudicarne la freschezza.

I consigli alimentari di Lama Dondrup Dorje
Nonostante la vita del Lama sia dedicata completamente al Dharma, quindi a ripagare continuamente i debiti karmici e ad aiutare tutti gli esseri senzienti, egli stesso preferisce mangiare il pesce solo quando “dorme” (surgelato). GamberoniDa evitare assolutamente i molluschi crostacei, che solitamente si mangiano vivi, oltre che per il loro tasso di inquinamento (è nostra la definizione di spazzini del mare). Anche la scelta di un pesce di grossa taglia (tonno, pesce spada ecc.) non garantisce genuinità, in quanto si tratta di pesci voraci, quindi maggiormente inquinati da piombo e altre sostanze. Sostanzialmente un piatto di gianchetti corrisponde ad un feroce genocidio.
Invece, per quanto riguarda il vino, è lecito solo nella misura in cui non influisce sulla lucidità mentale (in ogni caso è preferibile il vino rosso al bianco). In un’altra occasione rifiutò decisamente l’offerta di un astice vivo (da noi è costume di cortesia in quasi tutti i ristoranti).
ovini.alpeggioL’occasione servì ad approfondire l’argomento: per il buddhismo tibetano tradizionale le carni considerate pure sono quelle ovine e bovine. Queste specie di animali sono completamente erbivore, quindi alimentandosi con esse si interrompe la catena carnivora. In secondo luogo non li si può mangiare freschi, ma bisogna aspettare che si inteneriscano (con la frollatura) il tempo sufficiente che la parte animistica lasci il corpo. Inoltre con un solo capo si cibano numerose persone. Alla domanda se comunque, dati gli allevamenti intensivi e l’alimentazione scorretta (farine animali, antibiotici ecc.) non sia preferibile la dieta vegetariana, la risposta è stata che nemmeno questa dieta è garantita per la genuinità, in quanto bisogna vedere cosa è stato messo nel terreno.
mucche_apertoLo stesso per le fattoria dove vi è la catena completa di allevamento vegetale e animale con la massima garanzia biologica. Per il Lama, la garanzia biologica, anche se difficile da dimostrare in quanto il terreno e l’aria sono fortemente inquinati, non dà garanzie Karmiche. Quindi è decisamente sconsigliabile  di partecipare a situazioni dove un animale viene soppresso per noi, evitando di alimentarsi anche se solo si sente l’animale sofferente, quindi anche senza presenziare alla soppressione.
Chiaramente queste indicazioni alimentari riguardano uno stato di equilibrio del territorio, cosa assai difficile da trovare nei paesi ad alta industrializzazione. Comunque, se non si può evitare di accumulare debiti karmici si può comunque ridurli, con un corretto comportamento altruista e quindi con attenzione soprattutto a come e con che cosa ci si alimenta e il rispetto per tutto l’ambiente in cui si vive.

Cosa mettere quindi in tavola?
In ogni caso bisognerebbe assicurarsi della provenienza degli alimenti, il più sayur-mayurpossibile senza inquinanti, consumando più verdure, cereali, frutta, legumi, che sono comunque ricche di acqua e principi nutrienti, senza dimenticarsi di arricchirle con semi vari; si può vivere anche senza   carne, ma ogni tanto può andare, alternando col pesce azzurro, più raramente e di taglia media, comuque evitare le proteine animali alla sera, perché sono meno digeribili.
Tendenzialmente l’uomo comune si nutre in misura molto maggiore al reale fabbisogno e questo solo per soddisfare le proprie turbe emotive e la propria oscurità mentale (questo è anche argomento della dietetica tradizionale cinese, secondo la legge delle cinque trasformazioni).
Possiamo quindi ritenere che la situazione è sempre più drammatica e sarebbe il momento di cambiare rotta per il genere umano per non perdersi nei miasmi che continuiamo a produrre.

Per saperne di più:
Sull’Istituto di Studi Buddisti Pathgate vedi: http://www.pathgate.org
http://www.lairone-crdt.it/pubbl_alim.htm

Maurizio Gandini
Appassionato di medicina naturale e cultura orientale, dall’83 si è dedicato completamente a queste materie collaborando con varie Istituzioni. Autore di varie pubblicazioni e di alcuni libri, è stato consulente per la Red edizioni su queste tematiche. Maestro di Tàijíquán, Qì Gōng e operatore Shiatsu, è iscritto ai registri DBN (Lombardia) come operatore ed ente formativo ed è membro del CTS DBN. Website: http://www.lairone-crdt.it/