La Meditazione Trascendentale

DavidLynch
David Lynch, regista.

La Meditazione Trascendentale (MT) è considerata la migliore delle tecniche antistress, divulgata attualmente dalla Fondazione Linch, all’interno dell’interessante progetto “Scuola senza stress”, attivo in diversi paesi nel mondo. Il progetto, che presenteremo più estesamente in una prossima puntata e che David Lynch in persona verrà a presentare in Italia, è stato inserito in diverse scuole americane e in questo momento circa 250.000 studenti stanno seguendo il programma della MT all’interno delle ore di lezione programmate, con notevole miglioramento delle performance scolastiche e dello sviluppo psicologico.
Anche se la Meditazione Trascendentale non è da intendersi come una tecnica autoipnotica di controllo dello stress, comporta una serie di effetti positivi sulla riduzione di quest’ultimo ed anche per i miglioramenti ampiamente documentati dalle ricerche scientifiche nelle diverse aree fisiche e psicologiche, nonché nella riduzione dei fenomeni di bullismo e di assunzione e di abuso delle sostanze stupefacenti.

La meditazione trascendentale è stata introdotta in Occidente da Maharishi Maesh Yogi, il cui grande merito è stato di aver ravvivato l’intero corpo di conoscenza della scienza vedica, ovvero i quaranta aspetti del Veda. In particolar modo egli ha riproposto la MT nella sua originale purezza, ravvivando quella conoscenza che in qualche modo era andata dispersa e confusa nella sua stessa terra di origine, rendendola disponibile ad individui di ogni livello. Infatti, secondo tutte le culture spirituali, l’uomo è in grado di sperimentare alti livelli di coscienza in termini di esperienze di unità ed espansione, unitamente ad un intimo contatto con la natura; a questo fine esistono tecniche e procedure, che fanno parte delle tradizioni di conoscenza sia occidentale che orientale, che consentono la realizzazione di questi stati di coscienza.
Personalmente ho avuto il privilegio di lavorare per la Maharishi International University (MIU) dal 1983 al 1985 e di passare molto tempo vicino a Maharishi Maesh Yogi: quel periodo è stato il più importante e fondante nella mia vita, determinando una direzionalità che tuttora perseguo grazie ai profondi insegnamenti ricevuti. In quegli anni ci siamo occupati della divulgazione in diversi continenti della Ayurveda Maharishi e degli insegnamenti appresi dai più importanti vaidya indiani (medici ayurvedici). L’intero percorso esperienziale e di studio in quel periodo era pervaso dalla meditazione, il che consentiva di strutturare profondamente nella nostra coscienza gli insegnamenti che venivano impartiti.
La MT è una tecnica basata su una tendenza intrinseca del sistema nervoso umano e può essere facilmente praticata da chiunque, indipendentemente dal livello culturale e dallo stile di vita. MTApprendere la meditazione trascendentale non richiede alcuna adesione ad alcun sistema filosofico né ad alcuna credenza religiosa. I particolari processi evolutivi che si verificano con la meditazione non sono strani o poco realistici, ma fanno parte delle normali facoltà emotive e di pensiero correlati ai valori della vita quotidiana. Quello che si verifica è l’estensione delle normali facoltà insite nel sistema nervoso umano. E’ una tecnica sicura ed efficace e può essere facilmente insegnata con una veloce verifica dei benefici sul piano fisico, emotivo e cognitivo; inoltre è divenuta oggetto di diversi studi scientifici che ne hanno ampiamente dimostrato la validità sui diversi piani; ad oggi sono stati effettuati più di 600 ricerche scientifiche in più di duecentocinquanta istituti università in diversi paesi del mondo.
Poiché il sistema nervoso umano è uno strumento molto delicato, caratterizzato dalla potenziale capacità di funzionare a diversi livelli di operatività, le semplici istruzioni verbali erano insufficienti a preservare gli aspetti più sottili di questa conoscenza e del suo funzionamento; era quindi necessario avere insegnanti in grado di interpretare correttamente le esperienze soggettive conseguenti alla pratica della meditazione. In altri termini, al fine di evitare la degenerazione della MT, è assolutamente necessario avere la guida di un maestro che sia un esempio vivente della corretta conoscenza e pratica della meditazione trascendentale. In assenza di un insegnante che ha sviluppato un alto livello di espansione di coscienza e capace inoltre di interpretare correttamente le antiche istruzioni riguardanti i delicati e sottili stati della mente, le corrette procedure possono essere oggetto di gravi incomprensioni e distorsioni e quindi determinare la perdita della loro efficacia. Maharishi riteneva che questo fosse accaduto molte volte nella storia della tradizione della conoscenza vedica, e in particolar modo per quanto riguarda l’insegnamento originale della meditazione; sebbene la conoscenza sia stata tramandata oralmente o attraverso scritti, ciò che è mancato nel tempo è stata la corretta interpretazione che poteva essere data da un maestro attraverso la sua esperienza.
In questo senso la MT è stata tramandata da grandi maestri e lo stesso Maharishi ha avuto la benedizione di aver avuto come suo maestro Swami Brahmananda Saraswati, Shankaracharya di Jyotir Math dell’Himalaya, un leader spirituale dell’India, diretto discendente della tradizione di Shankara. Shankara è quel filone filosofico che custodisce l’intero corpo di pratiche e tecniche che fanno riferimento alla filosofia vedica e in particolar modo a quelle tecniche che collettivamente possono essere chiamate col nome di “meditazione”, che sono state tramandate lungo la tradizione dei maestri, sempre sotto uno stretto controllo.maharishi-mahesh-yogi
In una sua conferenza del 1960, Maharishi enfatizzava quanto segue: “Esistono molti sistemi chiamati “meditazione”, che hanno lo scopo di raffinare la mente attraverso il suo controllo. Tutti questi sistemi sono difficoltosi e tediosi e ben lontani dalla realizzazione della trascendenza; inoltre tendono a farci sprecare tempo. A causa della difficoltà e dell’inefficienza di questi metodi di controllo della mente, si è finito con l’accettare l’idea che il sentiero verso la pura coscienza sia difficile. Questa idea è falsa ed origina dall’ignoranza della natura della mente. C’è una grande differenza tra dirigere la mente in una particolare direzione attraverso la concentrazione e darle una direzione permettendo alle sue naturali affinità di operare. Noi sappiamo che la naturale tendenza di ogni mente è quella di fluire verso un campo di maggiore felicità. Rivolgendo la mente verso l’interno, noi dirigiamo la mente verso un campo di assoluta beatitudine, creatività e saggezza. È proprio su questo principio si basa il nostro sistema di meditazione e di conseguenza la sua pratica non è difficile”.
La tecnica della meditazione trascendentale così come è stata ravvivata da Maharishi è particolarmente semplice; essa è correlata all’attività della mente in un modo meccanico e preciso e non ha nulla a che vedere con processi di riflessione intellettuale. Sostanzialmente è una procedura per sperimentare il processo del pensiero in una nuova direzione. Normalmente siamo consapevoli dei nostri pensieri, ma non abbiamo consapevolezza dei diversi gradi di formazione del pensiero, dei primi livelli della sua formazione, nel suo sorgere. Tuttavia possiamo sviluppare una tecnica che ci consente di sperimentare quei livelli sottili da cui il pensiero si manifesta.
Nel ravvivare la tecnica della meditazione, Maharishi (sotto, insieme ai Beatles, che ha seguito per molti anni come guida spirituale) sosteneva che per ottenere questo scopo era utile associare al normale processo di pensiero un suono; ed in particolare alcuni di essi, noti con il termine sanscrito di mantra, che sono stati tramandati per secoli nella tradizione di conoscenza vedica, che haGrossman_Henry_017_Beatles__Maharishi_WEBnno la particolare proprietà di divenire eufonici e piacevoli quando sono percepiti al loro livello più sottile e nello stesso tempo determinano processi di sincronizzazione dell’attività cerebrale. Questi suoni sono stati preservati nella tradizione degli Shankaracharya, unitamente a quel sistema di formule e regole che consentono di attribuire ai diversi individui peculiari mantra, poiché quel particolare mantra risuona in una condizione ottimale con una determinata struttura del sistema nervoso centrale.
Un altro aspetto della tecnica della MT è l’apprendimento del mantra in modo tale da raffinare il processo della manifestazione del suono sino alla sua sorgente. Questo processo accade senza sforzo, in modo delicato, e non può essere descritto o comunicato in termini di sequenze standardizzate, poiché esiste sempre una risposta con differenze individuali soprattutto nei primi stadi dell’apprendimento della tecnica e le istruzioni dell’insegnante si modulano sulla base delle risposte individuali.
Per quanto riguarda la tecnica della MT – e quindi la pratica in senso stretto – il soggetto deve semplicemente sedere comodamente con gli occhi chiusi, non modificando il suo normale processo di pensiero mentre comincia ad usare il mantra nel modo in cui gli è stato insegnato dall’insegnante.
Ciò che viene riportato nelle diverse esperienze di chi inizia a meditare è una immediata sensazione di quiete, rilassamento ed una marcata riduzione dell’attività mentale; spesso viene riportata la sensazione di perdita di sensibilità di alcune parti del corpo, pur coesistendo una condizione di piena consapevolezza associata ad una percezione di espansione e chiarezza mentale.
Ad un certo momento si verifica la sospensione temporanea dell’attività mentale e si sperimenta la cessazione del pensiero: in questa condizione la mente sperimenta una cosciente consapevolezza priva di qualsiasi contenuto; questa nuova condizione corrisponde ad un quarto stato di coscienza differente da sogno, sonno e veglia ed è indicata con il termine di “pura coscienza o pura consapevolezza”, in cui la mente va al di là della radice e della fonte del pensiero. Rivolgendo la mente verso l’interno noi dirigiamo la mente verso un campo di assoluta beatitudine, creatività e saggezza.
Nell’esperienza comune il processo è descritto come riposante, profondo, piacevole e genera una sensazione di rigenerazione, di vitalità, forza e chiarezza mentale.

Bruno Renzi
Psichiatra, psicoterapeuta con formazione ad orientamento analitico transazionale, formazione in PNL con diploma di provvitional trainer. Già Responsabile didattico del corso di formazione in Ayurveda Maharishi è anche docente di medicina Ayurvedica presso la Maharishi International University NL. Pregresso Responsabile del centro di Medicina Psicosomatica e Funzionale Integrata e del Centro di Disuassefazione per il Tabagismo dell’Ospedale – Polo Universitario Luigi Sacco. Prof.a.c. presso l’Università degli studi di Milano. Effettua terapia integrata in ipnosi regressiva.