Termalismo new generation

Il dr. Maurizio Grassetto, specialista in Iridologia Medica e Scienza dell’Alimentazione.

«Non posso fare i fanghi perché ho la cellulite…». «Non posso fare i fanghi perché ho le vene varicose». Così si diceva una volta. Oggi l’approccio è completamente diverso: «Vieni a fare i fanghi proprio per questo». Me lo racconta il dottor Maurizio Grassetto, specialista in Idrologia Medica e Scienza dell’alimentazione. Lo incontro ad Abano Terme in qualità di Direttore Sanitario GB Thermae Hotels, dove sono andata per approfondire il fenomeno emergente del nuovo termalismo e capire come mai richiami tanto l’attenzione.

Fanghi per ogni esigenza: dolori cronici, riabilitazione e prevenzione
Che cosa è cambiato dal passato? Innanzitutto, il target. Le ricerche si sono evolute fino a brevettare un fango che potesse risultare utile a molte più persone. Oggi la gente si rivolge a questa terapia non solo per dolori cronici ma anche per riabilitazione (Idrokinesiterapia e Balneoterapia accelerano del 30% i risultati della terapia fisica che si rende necessaria post ictus o in presenza di protesi) e prevenzione (vene varicose, insonnia, sovrappeso, burn out). fango.2Sono tre i pilastri fondamentali del nuovo termalismo: oltre all’efficacia farmacologica (riduce l’infiammazione) c’è l’effetto anti-stress (azione antalgica, aumento delle benefiche betaendorfine) senza dimenticare l’azione cosmetica (aumenta l’ossigenazione, stimola il drenaggio, riduce i depositi di grasso e stimola la sintesi di collagene). «Recenti ricerche effettuate dal Centro Studi Pietro d’Abano in collaborazione con le Università di Padova e Pavia», spiega il dottor Grassetto «hanno dimostrato che l’efficacia del fango maturo è legata all’attivazione di alcuni meccanismi biochimici intracellulari e anche alla presenza di sulfoglicolipide, sostanza prodotta dal metabolismo di particolari microrganismi (phormidium ETS 05) e dotata di un’intensa attività antinfiammatoria e condroprotettrice (capace di contrastare i processi artrosici degenerativi), grazie alla quale è stato ottenuto un brevetto europeo che classifica il fango di Abano come farmaco naturale».
In esso sono state individuate oltre cento specie di alghe (alghe Azzurre, Spirulina Stubtilissima, Oscillatoria, Diatomee, etc.) e l’argilla che lo compone è caratterizzata dall’elevato contenuto di silicio e alluminio. Inoltre, al momento è motivo di studio un’eventuale azione diretta delle cure termali sul metabolismo delle cellule cerebrali, soprattutto su alcuni neurotrasmettitori come la serotonina (ormone del buonumore), la noradrenalina (coinvolta nel meccanismo di risposta biologica allo stress) e le endorfine.

La tipizzazione del fango: Vata, Pitta, Kapha
Seguendo la tendenza della medicina moderna verso una sempre maggiore personalizzazione della cura, anche le caratteristiche del fango assumono specificità per evitare reazioni del corpo spiacevoli, non controllate ed eccessive. Per diventare fango l’argilla viene idratata con l’acqua termale, estratta in profondità alla sorgente a 87 gradi centigradi, per un tempo di maturazione non inferiore a sessanta giorni. E’ in questo periodo che si determinano le caratteristiche del fango, come ad esempio la capacità di reidratazione, la termo-conduttività, il contenuto di proteine e sostanze liposolubili.

amadio.bianchi1
Amadio Bianchi, maestro di yoga, Ayurveda e cultura indù, è Presidente del World Movement for Yoga.

C’è poi un tocco finale che scopro parlando con Amadio Bianchi, famoso esperto di Yoga e Ayurveda, che intervisto presso l’Hotel Metropole di Abano Terme: qui la tipizzazione del fango avviene in base alle tre principali categorie energetiche ayurvediche (Vata, Pitta, Kapha), che danno importanti elementi sulla costituzione psico-fisica del cliente in quel momento. Da questa tipizzazione è possibile capire, ad esempio, se una persona è più incline al nervosismo, al caldo, all’instabilità, alla lentezza… La medicina indiana cura con gli opposti; e dunque grazie a queste preziose indicazioni è possibile elaborare una dieta ad hoc o,  appunto, rendere più efficace e specifico il fango aggiungendovi essenze e oli particolari, nonché abbinando all’applicazione del fango stesso uno o più massaggi ayurvedici specifici per bilanciarlo e ripristinare l’equilibrio psicofisico.
E’ ciò che accade quotidianamente nel moderno Padiglione Orientale che è fiore all’occhiello di questo hotel dove, tra fanghi, pratiche e massaggi ayurvedici, Oriente e Occidente curano insieme grazie a percorsi benessere integrati come le settimane Yoga e Oriente. Amadio Bianchi è qui proprio per questo: in sinergia col dr. Grassetto, sta dando vita a un percorso mirato alla gioia e all’armonia secondo lo Yoga e il termalismo. M’invitano a restare e va a finire che smetto di fumare.

La mia esperienza
Chiunque sia stato fumatore sa che si tratta di un lungo processo, di cui l’atto finale non è che una tappa, impossibile senza le precedenti. Nessun miracolo ad Abano, dunque, ma i giorni Yoga & Oriente sono stati fondamentali per il salto finale. Credo sia stato perché il percorso proposto dal Metropole, guidato da Amadio Bianchi e animato dai preparatissimi operatori ayurvedici dello staff, è riuscito a darmi la sensazione concreta di come fosse vivere una vita davvero sana. “Il segreto è un risveglio di amore verso se stessi”, come ho imparato in modo pragmatico in quei giorni.
meditazioneIn base al programma, venivo svegliata al mattino piuttosto presto con una tazza d’acqua cotta: quindici minuti di bollitura e poi sorsi caldi, a ripulire tutto l’organismo prima di ingerire qualsiasi altra cosa. Visceri e organi ringraziavano mentre sorseggiavo all’alba sul terrazzo della mia camera quest’acqua del mattino, sentendone i benefici effetti. Subito dopo, appuntamento in sala per lo Yoga del mattino, tra saluto al sole e meditazione, in un clima sommesso ancora tra sonno e veglia. Amadio Bianchi, la nostra guida per un weekend, aveva poco più di ventitré anni quando gli parlarono di una sospetta leucemia al fegato. «Avevo trascurato la gestione della mia mente», ci raccontò una mattina. «Iniziai a leggere e informarmi, incontrai lo Yoga e in tre anni recuperai totalmente la mia salute, perché compresi che era stata la mia tristezza a far arrabbiare l’anima e il fegato e lavorai su questo per guarire». In quei giorni noi partecipanti abbiamo ricevuto indicazioni tanto semplici quanto preziose per migliorare la nostra qualità della vita, come il fatto che dobbiamo guardarci da cosa abita la mente – rabbia, tristezza, paura – dato che secondo la medicina indiana la prima causa di malattia è l’errore dell’intelletto.
Esortati ad un risveglio delle domande, mi veniva in mente la mia. Da terapista cranio-sacrale quale sono, oltre che giornalista, mi chiedevo quale fosse il segreto dello Yoga, fangoterapiache ha senz’altro il più alto tasso di penetrazione sociale, confrontato con qualsiasi altra pratica olistica. Ho avuto la risposta: lo Yoga è molto utile perché è una disciplina della mente, l’allena a calmarsi, cosa fondamentale visto che diventiamo ciò che pensiamo. «A fare il mare si comincia dalle gocce», diceva Amadio, dispensando utili strumenti e nozioni in pillole per vivere al meglio ogni giorno: svegliarsi con un pensiero di ringraziamento, bere subito acqua cotta (che garantisce occhi più brillanti, lingua più pulita e pelle più luminosa), fare una doccia rinfrescante appena alzati e addormentarsi sempre con un pensiero positivo, perché l’ultima cosa a cui si pensa andando a letto rimane presente al nostro inconscio per tutta la notte. Sembrano piccole cose da nulla, ma provate e potrete stupirvi di quanto, nella loro semplicità, possano cambiarvi la percezione della vita. Il bello del percorso Yoga & Oriente è quello di essere stato concepito come una full immersion, quindi anche a tavola ci ritrovavamo tutti insieme con la nostra guida a degustare un’ampia proposta di piatti a tema della cucina orientale, reinterpretati secondo la tradizionale maestria del team di chef. I pasti condivisi sono stati occasione per scoprire o approfondire alcuni aspetti della corretta nutrizione secondo l’ayurveda. Ad esempio: bisogna mangiare quando si ha sete e bere quando si ha fame, mettersi a tavola con calma senza televisione come un momento sacro masticando per bene, bere solo fuori pasto (a tavola solo se indispensabile per non allungare i succhi gastrici).
Il ritmo della giornata era scandito dai trattamenti, tra fanghi tipizzati e trattamenti ayurvedici scelti, indicati dal medico dopo l’analisi del polso effettuata in fase di anamnesi. E’ stato allora che la dottoressa del padiglione ayurvedico mi ha chiesto di lasciarle il pacchetto di sigarette. Il primo giorno ho detto no; dopo una lunga notte sono tornata e gliel’ho consegnato. Non le ho mai più ricomprate. Era stata bravissima sia a individuare i miei punti deboli sia a stimolare quelli di sfida e, infine, ad accogliere tutto con amorevolezza ed empatia in modo da sostenermi nel salto nel vuoto.

metr.shirodara1062.77ed3edcf7b1de2b46bfa012b88c4130
Il massaggio ayurvedico Shirodara, con l’olio caldo sulla fronte.

Quel pomeriggio mi recai per la prima volta nel padiglione ayurvedico per un trattamento speciale chiamato Shirodara (colata a picco di olio caldo sulla fronte), che fu fondamentale per sostenermi nelle prime ore. Chi è del settore sa che toccare un corpo è toccare l’anima e io quel giorno ebbi un contatto profondissimo – pur nel silenzio – con colui a cui ero stata affidata per il mio ciclo di massaggi. Questo grazie alla cura con cui le sorelle Chiara e Cristina Borile, titolari dell’ononimo gruppo di hotel ad Abano Terme, hanno viaggiato tra Italia e Oriente per scoprire sul campo i migliori talenti e offrire ai propri clienti trattamenti olistici di qualità, il più possibile rispettosi della tradizione e della filosofia orientale. Medici, terapisti e architetti italiani, indiani e tibetani hanno contribuito a rendere questo padiglione un luogo fuori dal comune, dove statuette, arredi, profumi e colori fanno viaggiare rilassando il corpo, evocando atmosfere e stimolando profonde intuizioni. Tornata in stanza, riflettevo sulle parole di Amadio. «E’ nella testa che costruiamo la nostra distruzione o il nostro benessere», aveva affermato. Certamente dopo questa esperienza mi sento di affermare che il nutrimento della mente deve passare attraverso il corpo e la medicina termale si avvicina moltissimo ai concetti naturali di equilibrio corpo-mente dell’Ayurveda. «Se vi abbiamo dato la sensazione che la salute è importante vi impegnerete nel tentativo di difenderla». Per me è stato proprio così. Il sogno è una medicina integrata che accolga il meglio di ogni cultura e tradizione, dove non ci si chieda più:«Chi l’ha detto?», ma piuttosto. «A cosa è utile?».

Per saperne di più
I prossimi  cicli di sette giorni all’insegna del benessere orientale:
20 – 27 Settembre,
11  – 18 ottobre,
1 – 8 novembre 2015
Il sito dell’hotel: http://www.gbhotelsabano.it/it/hotel-collection/hotel-terme-metropole/oriental-thermal-spa/yoga/
I libri di Amadio Bianchi, tutti di Spazio Attivo Edizioni:
–  La scienza della vita, lo Yoga e l’Ayurveda
.
–  Nel respiro il segreto della vita.
–  La gioia di vivere.

Valentina Guzzardo
Valentina Guzzardo, giornalista professionista freelance, speaker radiofonica e conduttrice video. Dieci anni di lavoro in redazioni come Rcs Mediagroup e SkyTg24 mi hanno insegnato gli strumenti della comunicazione per poterli usare oggi al servizio di ciò in cui credo. Cerco di raccontare il mondo che cambia attraverso i temi del benessere a 360°, le pratiche olistiche, le neuroscienze, la fisica quantistica, la consapevolezza di sé, i buoni esempi e le storie belle. Mi piace incontrare personalmente tutti coloro di cui decido di scrivere e porto il loro messaggio solo se arriva al mio cuore. Pratico la terapia cranio-sacrale, ho radici nel teatro e sarò scrittrice.