2014. Un anno nuovo: aspettative, speranze, previsioni

2014. Un anno nuovo: aspettative, speranze, previsioni

Quando inizia un nuovo anno tutti ci proiettiamo mentalmente in avanti e cerchiamo di capire come saranno i mesi a venire. Oroscopi, profezie, anticipazioni, tutta una serie di attività umane sono dedicate a sapere che cosa accadrà domani o anche più il là negli anni.
Una famosa canzimages-1one di Lucio Dalla, struggente ed evocativa, si intitola Futura. Sapere cosa ci accadrà domani, fra qualche mese o tra un anno è una esigenza fondamentale della nostra mente. Per vivere, lavorare, progettare, abbiamo bisogno di sapere che i giorni, i mesi e gli anni, si succedano gli uni agli altri, con regolarità. E’ la famosa “linea” del tempo, una ideale freccia che si proietta sempre in avanti. Nelle sue variabili, ha invece dato luogo ha tanti romanzi e film di fantascienza, sulla possibilità ipotetica di andare su e giù per il tempo, nel passato e nel futuro. In realtà nessuno è mai tornato dal futuro. Come dicono i critici dei viaggi nel tempo: non vediamo in giro alcun turista temporale. E nessuno è mai riuscito a viaggiare nel passato tranne, appunto, nei racconti e nelle finzioni cinematografiche. Ma, se ci pensiamo bene, nessuno ci può neppure garantire che domani, tra un anno o cento il nostro mondo esisterà ancora.
Tutto ciò che di letale stiamo facendo a noi stessi e all’ambiente che ci circonda, produce nella nostra psiche un senso di incertezza che, da una parte fa sperare che le cose in qualche modo migliorino, dall’altra portano a ricercare stimoli e sollecitazioni negli ambiti più vari. Un film come Io sono leggenda appartiene al versante apocalittico. Una serie di eventi catastrofici colpisce la Terra e chi rimane è appunto un sopravvissuto, come un novello Adamo alla ricerca della propria Eva, per dare di nuovo luogo alla stirpe degli umani. Questo genere di previsioni apocalittiche hanno da sempre successo e seguito, sia nelle credenze religiose che nelle opere di fantasia, proprio perché la mente umana vive di incertezze e rassicurazioni, soprattutto rispetto allo scorrere del tempo.
Ma che genere di rassicurazioni possono esserci nel prevedere sventure? Le Centurie di Nostradamus, da 400 e più anni, inanellano tutta una serie di sconvolgimenti storici, politici e sociali che incalzerebbero proprio nei nostri tempi. E la portata mondiale del calendario Maya, con l’apocalisse mancata del 21.12.2012, rimane a futura memoria a dimostrazione del fascino che le previsioni apocalittiche esercitano sulla nostra mente. La psiche di molte persone nel mondo è da sempre attratta e affascinata da questo genere di argomenti. Per queste persone, sapere qualcosa rispetto al futuro, anche di negativo, è più rassicurante che non sapere nulla.
Consultare l’oroscopo. Appassionarsi a libri o documentari che commentano le Centurie di Nostradamus o altre profezie. Da alcuni è considerato sintomo di irrazionalità, se non di squilibrio mentale. Eppure oggi ne trattano persone di ogni estrazione e categoria sociale, non necessariamente emarginate o fanatiche dell’apocalisse.
Internet ha dato nuovo lustro e diffusione massima alle previsioni sul futuroFuturo. Il fascino e il mistero del tempo che scorre inesorabilmente – nella nostra dimensione solo in avanti – ha generato discussioni accese, forum e blog dedicati all’argomento. Ed ha persino fatto nascere personaggi leggendari, come John Titor, apparso con diversi post in un forum tra il 2000 e il 2001. Titor sosteneva di essere un viaggiatore del tempo proveniente dal 2036. In questi post Titor mette sull’avviso per quanto attende l’umanità da qui alla sua epoca. Su internet sono rintracciabili tutti i suoi post e, persino, immagini e disegni della “macchina del tempo” utilizzata per tornare nei nostri anni.
La maggior parte di libri profetici e film dedicati al futuro, prospettano un avvenire non propriamente roseo o rassicurante. Quasi sempre gli anni a venire sono costellati da sconvolgimenti geologici, sociali, economici, conflitti mondiali, anticristi, alieni e via elencando in allegria. Il fatto che l’uomo abbia bisogno di vedere l’avvenire più cupo che luminoso, ha fatto da sempre la fortuna dei profeti. Eppure il futuro è nelle nostre mani. Sta a noi, pur in presenza di problemi oggettivi, imprimere ad esso una svolta positiva o negativa. E’ l’anno che verrà, il 2014, è il futuro che avanza. E di cui siamo protagonisti. Sta a noi esserne partecipi o soltanto spettatori.