Omeopatia. Ma la conosciamo davvero?

A causa di alcune manovre a livello politico, economico e amministrativo che la vogliono letteralmente e praticamente distruggere, l’Omeopatia è in serio pericolo. Recentemente c’è stato un aggiornamento delle tariffe dell’Agenzia italiana dei farmaci, l’AIFA, per cui le tariffe di registrazione dei prodotti omeopatici hanno avuto, di punto in bianco, un aumento di 700 volte rispetto alle tariffe precedenti. Vedremo in un prossimo articolo, che cosa è successo e se si può arginare questa situazione.
Prima di affrontare questo problema, vediamo però che cos’è l’Omeopatia e come funziona. Ne parliamo con un medico omeopata – unicista da 33 anni – il dr. MaurizCastellinisorridente_600x300_scaled_croppio Castellini, docente alla SIMO, che nell’85, ha fondato la Scuola di medicina omeopatica di Verona (che ha diretto fino al 2000) e ha scritto Omeopatia, via interiore alla guarigione e Dai traumi all’Omeopatia (Tecniche nuove ed.). L’Omeopatia, gli diciamo, nonostante tutte le controversie è stata accettata per legge.
“In realtà però siamo sempre allo stesso punto”, afferma. “A parere mio, a motivo del fatto che culturalmente l’omeopatia non è ancor stata compresa. Ben che vada, per molti è considerata una specie di erboristeria pronta in tubetto. Il lavoro che ho fatto per tanti anni è stato quello di farne comprendere il contesto perché l’ atteggiamento generale cambi. Da vent’anni il problema di questa medicina è un salto di conoscenza”.
Qual è il punto centrale su cui si basa questa medicina?
“La legge su cui si fonda l’Omeopatia è una legge universale, una legge naturale. La legge dei simili, che esiste da sempre e che dice che i simili si attraggono tra loro e, incontrandosi, provocano una reazione. Non si tratta di un principio medico. E’ una legge generale. Ciò che non è noto è il fatto che questa è alla base dell’esperienza umana. Fin da piccoli noi conosciamo attraverso la similitudine, comparando in modo automatico tutto ciò che incontriamo e quando ne scopriamo la similitudine con qualcosa di conosciuto, allora c’è pace, rilassamento, positività, altrimenti rimaniamo in tensione. Questo vale da sempre e per ciascuno di noi. Fa parte della nostra crescita come persone. Non ci siamo accorti poi che quella stessa legge dei simili è la base di tutta l’arte: scorrendo una galleria di quadri, possiamo vedere cento opere senza reazioni e poi ecco, ne vediamo una e i fronte a quella lì scattano reazioni, emozioni, commozione. Tutta la musica, la narrativa, la cinematografia, funzionano così, per risonanza, attraverso la legge di similitudine. Quanto potere ha su ciascuno di noi la musica? Funziona per risonanza, che è similitudine… L’Omeopatia non è altro che l’applicazione medica di questo principio universale in cui viviamo, che è talmente importante da esser paragonabile all’aria che respiriamo. Quando arriviamo a capire questo, scopriamo quanto l’Omeopatia ci appartiene come esperienza. Anche il fatto di scaldarci le mani usando la neve, o bagnarci con l’acqua fredda per riscaldarci sono effetti omeopatici!”
Come agisce l’Omeopatia?
“Per venire nello specifico dell’omeopatia medicinale, prima di tutto sono stati studiati e catalogati gli effetti delle diverse sostanze, su tutti i piani, da quello fisico a quelli più sottili, mentali ed energetici. Tutte le descrizioni degli effetti sono raccolte in libri che si chiamano mate2013-12-29 11.17.58 HDRria medica.
Quando poi il medico incontra il paziente raccoglie la descrizione dei problemi che sta vivendo fisici e non (oggi con l’aiuto del computer). Una volta fatto questo inizia a cercare nella sua materia medica la sostanza in grado di provocare i sintomi più simili a quelli che il paziente mostra. Prescrive al paziente questo medicinale e, secondo il grado di similitudine, scatta la reazione più o meno potente. L’insieme degli effetti che ogni sostanza è in grado di provocare a livello mentale, emozionale, funzionale e fisico, acquista l’identità di un “personoide”, una maschera, un insieme coerente, cioè una metafora del comportamento umano, che ha quindi una sua psicologia, delle sue motivazioni, un suo mondo emotivo e relazionale e tutta una fisiologia, un modo di ammalare, che sono coerenti tra loro. Chi non digerisce i rapporti interpersonali può ammalarsi di stomaco, fare un certo tipo di sogni, o essere allergico ad un certo tipo di alimenti; chi ha molta aggressività inespressa può bloccarsi nelle articolazioni e avere l’intestino in subbuglio, oltre al desiderio di aceto.
L’omeopata deve guardare tutto, qualsiasi sia il problema di partenza. Cerca di cogliere l’atteggiamento generale, arrivando quando è possibile, fino alle cause, non per far psicoterapia, ma per scoprire quale sia il tema del malessere esistenziale che rimanda alla scelta dei medicinali relativi”.
Purtroppo molto medici omeopati curano non la persona ma il sintomo.
“L’Omeopatia non è cura del sintomo, ma della persona intera. I sintomi locali e le malattie migliorano come conseguenza di un’azione più generale che coglie l’insieme del quadro in cui si manifestano. La visione omeopatica è quella della psicosomatica moderna, anche se è venuta duecento anni fa! Tutti i sintomi di un paziente fanno parte di una sua rappresentazione e il corpo è il palcoscenico dove vanno in scena. Per questo è necessario considerare ogni sintomo nell’insieme in cui si manifesta. Ad esempio il mal di gola può anche essere effetto di un colpo di freddo se questo è estremo, ma di solito non è così viene invece prima di tutto perché la gola è “debole” a causa dell’incapacità di esprimere sentimenti, emozioni che restano bloccate lì. Se invece di considerare la persona intera si punta a curare solo i diversi sintomi fisici si possono fare pericolose soppressioni di scarichi di tensioni profonde. “Scegliere”, a livello inconscio, di vivere una malattia può risultare spesso meno doloroso di affrontare le proprie emozioni e i propri problemi esistenziali. La cura omeopatica, con la O maiuscola, attraverso i medicinali che ha a disposizione, è in grado di curare il sintomo affrontando il contesto fino alle cause più profonde”.
Come avviene questo processo?
“Il rimedio, una volta individuato in modo corretto, per similitudine, può arrivare a “sciogliere” la causa assieme ai suoi effetti, per risonanza. Così, ad esempio, se un mal di stomaco è l’ultimo stadio di una paura profonda di morire di stenti e di fame e i comportamenti di accumulo, la tirchieria sono le difese da questa paura, il conflitto tra i bisogni e le paure può portare stomaco e intestino a bruciare nell’infiammazione. Un rimedio come Arsenicum album – si proprio l’arsenico veleno – può cogliere quel mal di stomaco nell’insieme di quel comportamento di difesa, riportando a quella pace che guarisce lo stomaco “da dentro”. Non per niente ho intitolato il mio libro sull’omeopatia Omeopatia via interiore alla guarigione.
I rimedi omeopatici possono essere paragonati a personaggi della commedia dell’arte, in cui vi è un gioco di ruoli. Amo definirli “personaggi in flacone”. Forzando l’immagine si può dire che assumere un medicinale è come fare una specie di teatro terapia in flacone. Così i dolori di schiena e le artriti del nostro paziente sensibile ad Arsenicum se ne andranno via senza più ritornare perché lui, con quel medicinale, è uscito dalla paura e dalla penuria! Per similitudine, il medicinale fa tutto lui!
Una delle contestazioni che viene fatta all’Omeopatia è che nella diluizione alta a livello chimico e atomico non c’è niente. Molti contestano anche le ricerche di Benveniste sulla memoria dell’acqua: molti l’hanno accusato di aver trovato ciò che faceva comodo alle Case omeopatiche. E ora che lui è morto la ricerca è portata avanti da altri scienziati, come Jean-Luc Montagnier o Masaru Emoto, che in Italia collabora con Massimo Citro.
“Il fatto che l’acqua abbia una memoria è una conoscenza antichissima. Perché non ci chiediamo come mai viene usata l’acqua santa per benedire? E’ solo convinzione di diversità o quel rito la modifica? O perché certe acque hanno effetti evidenti e altre no? Identiche chimicamente, provocano effetti diversi. Fuori dalla metafora si vanno moltiplicando gli studi che mostrano come l’informazione modifichi la struttura dell’acqua. Anche studi fotografici hanno dimostrato questo. L’acqua cambia a seconda delle sostanze o dei campi energetici con cui viene messa a contatto. Anche se è molto diluita, come nei medicinali omeopatici, l’informazione rimane fissata a livello fisico dai cluster (la struttura con cui nell’acqua si legano tra di loro le molecole, che sono strutture polari). Da questo viene il paradosso per il quale più è alta la diluizione, più forte è il messaggio ed importanti le reazioni che ne conseguono”.
L’Omeopatia può agire anche sui piani sottili: pochi la applicano in questo senso, ma si può agire anche a livello spirituale.
“Non essendo diretta ai sintomi, l’Omeopatia si può utilizzare per qualunque problema, ma sempre in chiave personale, dal corpo alla mente o dalla mente al corpo, tutto assieme. Questa è l’unica medicina, insieme ai Fiori di Bach, che ha anche un vasto repertorio di sintomi legatcopertina  Castellinii ai piani sottili. A differenza dei fiori ha il vantaggio di avere anche tutti i sintomi fisici correlati per arrivare alla scelta del medicinale più adatto. Come abbiamo visto con l’Omeopatia si può agire sulle paure primarie come su sofferenze difficili come le varie paure di indegnità, il senso di colpa, le convinzioni di estraneità, di isolamento, di abbandono…
Per concludere, voglio sottolineare il fatto che l’Omeopatia non deve essere considerata un’alternativa alla medicina, ma un approccio complementare perché ci sono molte situazioni in cui medicina omeopatica e medicina ufficiale devono andare insieme per il bene del paziente. A un diabetico non si toglie l’insulina, anche se si trova il medicinale che lo mette in pace con il suo mal di vivere. Nei traumi non si tolgono i presidi dell’ortopedia e si usano i medicinali omeopatici per arrivare con facilità a risultati rapidi ed importanti”.

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.