Al Cern, una rivoluzione solo annunciata

Ginevra. LHC, il più grande

Recentemente tutti i giornali italiani – e non solo – sono stati in fermento per quella che a detta di alcuni potrebbe essere una rivoluzione nel campo della fisica delle particelle. Trattandosi di argomenti specialistici che pochi comprendono, almeno in profondità (molti, verosimilmente, non sanno nemmeno cosa sia una particella subatomica), molti si limitano ai titoli eclatanti apparsi per essere condotti a pensare che, davvero, stia avvenendo qualcosa di fantastico.
In realtà, se si approfondisce la notizia con un pochino più di competenza in materia, si vede che in realtà per il momento non è accaduto nulla. Tuttavia è accaduto qualcosa che, in futuro, potrebbe portare a nuove scoperte.

Collisioni record di particelle al Cern
Vediamo, quindi, in dettaglio cosa è accaduto in questi giorni da far letteralmente sussultare l’intero mondo scientifico. Interessante, a tal proposito, il titolo di Panorama: “Collisioni record tra particelle: al Cern si apre la nuova era della fisica”.

Ginevra. LHC, il più grande
Ginevra. LHC, il più grande acceleratore di particelle.

Ecco ciò che è accaduto: collisioni record tra particelle. Infatti, presso l’LHC (Large Hadron Collider) di Ginevra sono avvenute le prime collisioni di particelle all’energia di 13 Tev, vale a dire 13 Tera Elettronvolt (il prefisso tera indica 1000 miliardi, quindi si tratta di 13.000 miliardi di elettronvolt). Tra il 2010 e il 2012, lo stesso LHC aveva permesso di ottenere collisioni tra particelle all’energia di 7 Tev. Collisioni a questa energia hanno permesso la scoperta del Bosone di Higgs, da alcuni definita la particella di Dio. Per chi non lo sapesse, l’elettronvolt è l’energia acquisita da un elettrone che passa da un punto ad un altro. Supposto che nel campo in cui si sta muovendo tra i due punti considerati vi sia una differenza di potenziale pari ad un volt. Come è facile vedere, l’energia raggiunta oggi è molto elevata.

Prospettive (fanta)scientifiche
Dopo le collisioni a 7 TeV, l’LHC ha subito uno stop di circa due anni, necessari ad aumentare la sua potenza, sino a portarla al valore attuale. Questa nuova energia con la quale oggi sarà possibile effettuare urti di particelle potrebbe davvero aprire nuove prospettive di ricerca, sino alla possibilità di poter osservare la cosiddetta materia oscura, materia che nell’universo è percepibile soltanto mediante la gravità (non emette onde elettromagnetiche), fare luce sul momento del Big Bang, sull’antimateria e, forse, addirittura sugli universi multidimensionali.

Ginevra. Rolf Dieter Heuer,
Ginevra. Rolf Dieter Heuer, direttore generale del Cern.

Sin qui le possibili prospettive. Che però, per il momento, voglio sottolinearlo, sono solo tali, nel senso che nessuna di queste osservazioni è stata realmente effettuata. Si tratta quindi di ipotesi possibili e di supposizioni su quello che una maggior energia di collisione tra le particelle potrebbe permettere di conoscere.
Quindi, almeno secondo me, è positivo che tutto questo entusiasmo possa prendere forma, ma credo sia il caso di rimandarlo al momento in cui, realmente, qualcuna di queste scoperte, peraltro aventi dei modelli teorici ben definiti, prenderà davvero forma empirica. Sino ad allora forse è il caso di frenare questi entusiasmi, che riguardano niente di più che un aumento di velocità di un acceleratore di particelle.
Lo stesso Rolf Heuer, direttore generale del Cern, pur esprimendo entusiasmo per le prime collisioni di particelle, ha frenato gli entusiasmi, affermando che i risultati potrebbero anche non essere così immediati.

Sapersi mettere in discussione
Il direttore del Cnr, Fabiola Gianotti, ha affermato, e credo che sia importante, che “la ricerca richiede pazienza”. Se osserviamo la storia della Scienza, infatti, vediamo che le scoperte non sono avvenute in un istante e che spesso la ricerca è un cammino lungo e non sempre lineare, fatto di salite ma anche di discese (almeno apparenti), dove alcuni dati smentiscono quanto è stato dimostrato in precedenza. Questo permette tuttavia di acquisire nuove prospettive e di poter riconsiderare schemi e strutture creduti validi sino a quel momento. In fondo, la scienza deve anche sapersi mettere in discussione, ripartire dai suoi fondamenti, per trovare davvero elementi meravigliosi che possano cambiare l’evoluzione stessa dell’umanità.

Fabiola Gianotti, direttore del Cern.
Fabiola Gianotti, direttore del Cern.

Quindi, concludendo, è bello vedere questo entusiasmo per la nuova velocità delle collisioni tra particelle. Tuttavia, l’unica cosa che davvero è avvenuta sino a questo momento è questa. Nulla più. Possiamo solo assistere ad un qualcosa che potrà portare sviluppi, ma ancora non li ha portati, con il beneficio di inventario che, forse, la strada da seguire passa per altri orizzonti possibili.
In fondo, come dicevo, tutte le cose che sperimentalmente si possono verificare già ci sono sul piano matematico. E quella è in qualche modo una verifica, anche se non empirica. Ma la matematica è una sorta di “sesto senso” e di conseguenza può aprire, di per sé, nuove prospettive.
Quando nel 1965 è stata verificata sperimentalmente l’ubiquità del fotone, che Dirac aveva dimostrato matematicamente nel 1932, quest’ultimo aveva affermato che la verifica sperimentale non gli interessava: sapeva già che era così.
Credo che concludere in questo modo questo scritto sia interessante: per accendere entusiasmo, ma nello stesso tempo per frenarlo. Attendendo, ovviamente, le scoperte eclatanti che, per il momento, sono solo ventilate e ipotetiche.
Posso, come voce alternativa, citare un articolo, che indico negli approfondimenti, apparso su Wired del 14 maggio 2015, che indica come l’LHC di Ginevra abbia già ripreso da alcune settimane le sue attività, che già siano state osservate due nuove particelle, precisamente due mesoni B. Perché, quindi, la notizia viene data solo ora? Lasciamo questo interrogativo aperto!

Per saperne di più:
Per documentarsi, vedi Panorama: http://www.panorama.it/scienza/collisioni-record-tra-particelle-al-cern-si-apre-la-nuova-era-della-fisica/
O anche: http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/06/03/collisioni-record-tra-particelle-cern-aperta-via-per-nuovescoperte_cZWH97P1q6Ofb5E536dNuO.html
Interessante anche: http://www.focus.it/scienza/scienze/cern-lhc-osservate-due-nuove-particelle-subatomiche
E: http://www.wired.it/scienza/lab/2015/05/14/nuove-particelle-scoperte-dalllhc/
Un’interessante dispensa divulgativa: http://www.roma1.infn.it/people/dionisi/triennale/cap8-particelle-I.pdf

Sergio Ragaini
Nato a Milano. Laureato in Matematica, ha sempre visto la matematica e la fisica come una sorta di “sesto senso”, che ci fa intuire nuovi mondi, anche dentro di noi. Cercando una visione unitaria dell'uomo e della cultura, si è occupato di diverse cose, spaziando dall'insegnamento al giornalismo. Ha collaborato con diverse riviste, occupandosi dei più disparati argomenti, dal cinema al turismo, alla spiritualità. Parte importante, per lui, è anche la musica, che pratica attivamente, e che per lui è anche un modo per andare al cuore dell'uomo.