L’Amore in cucina

Una ricetta alla settimana

L’Amore in cucina

L’esperienza di una cuoca vegetariana che per cucinare si lascia ispirare dall’abbondanza che arriva dalla Madre Terra e che usa il cibo come strumento per unire chi si siede alla sua tavola

Pratico la meditazione da tempo, semplici minuti di silenzio che aiutano a stare connessi con noi stessi e ciò che ci circonda. Un giorno, durante una meditazione, meditazioneuna mia guida spirituale mi suggerì con mia grande sorpresa di provare per dieci giorni una dieta vegetariana. Sperimenta, mi disse, prendi dieci ricette e sperimenta. Ho iniziato sgomenta; ma quando la Vita chiama è sempre meglio rispondere.
Sono cresciuta e ho imparato a cucinare all’ombra di una grande cuoca, mia madre, e le sue ricette che univano la tradizione torinese con quella del Nord Europa - perché queste erano anche le sue origini - hanno influenzato il mio palato e i miei piatti. Roast-beef appena rosati, agnolotti ripieni di ogni delizia, croccanti cotolette, tagliatelle tirate a mano e condite con burro e acciuga: con queste premesse come sarei riuscita ad affrontare una dieta vegetariana?

Vegetariani, ma con una dieta divertente
Ma a dire la verità era già da tempo che desideravo smetterla con la carne perché il mio corpo stava consapevolmente abbandonando il bisogno di radicarsi attraverso la vita di un altro essere vivente. Forse la voce di quella guida era in realtà la voce della mia coscienza. E così ho fatto.
Tra gli scaffali ho trovato quasi per caso un vecchio libro di cucina italiana e sono andata alla ricerca di gustose ricette vegetariane di questo bellissimo pezzetto di mondo che chiamiamo Italia. E da allora non ho più smesso, aggiungendo ciliegie nelle insalate e facendo cadere nocciole tostate ovunque mi capiti. Anche perchè oltre a divertirmi mi sono sentita subito meglio, più leggera nel corpo e nel cuore. Ma a questo punto mi sono tristemente accorta che il mondo è diviso tra chi mangia la carne, chi è vegetariano e chi è addirittura vegano.
frutta_verduraLa differenza tra vegani e vegetariani è che mentre questi consumano ancora latte, uova e miele, i vegani hanno eliminato dalla propria dieta tutto ciò che è di origine animale. Coloro che non consumano cibo derivante da animali lo fanno soprattutto per ragioni etiche e credo che tutti quanti noi almeno una volta ci siamo posti la domanda se sia o meno giusto uccidere per nutrirsi. Seguire una dieta vegetariana o vegana richiede comunque molta attenzione a come ci si nutre, perché le proteine animali devono essere sostituite con proteine di origine vegetale, che sono contenute principalmente nei legumi. Una buona combinazione è l’unione di legumi e cereali integrali, già presente nella cucina italiana, come riso e piselli, o pasta e fagioli, o ancora orzo e lenticchie. Non è questa la sede per fare l’elenco di cosa sia meglio mangiare per il nostro benessere se si è vegetariani, ma è comunque meglio sapere che vegetariani non ci si improvvisa. E’ comunque giusto che ognuno segua la propria coscienza e sarebbe un grande vantaggio per l’uomo se l’esperienza di ognuno di noi fosse di beneficio agli altri.
Invece in questo caso il cibo invece di unire divide. Ho assistito a scene di giudizio nei confronti di chi abbiamo davanti da entrambe le parti, quasi ci fosse bisogno di schierarsi, quasi la dieta fosse ancora una scusa per non camminare tutti insieme nella Vita.

Metti l'Amore in tavola
Così, in my private kitchen, ho smesso con le etichette e deciso di adottare una tavola flessibile, dove può sedersi chiunque, senza giudizio. Chi cucina in maniera flessibile è preferibilmente vegetariano (tanto che in America è nato il termine flexitarian, che indica proprio il vegetariano flessibile), ma se arriva qualcuno che si ciba di proteine animali lo fa accomodare e sa sicuramente accontentarlo senza rimpianti per ingredienti che non ci sono.
Il cuoco flessibile sa accettare i doni che arrivano, che sia un cesto di pomodori o una trota pescata in un torrente di montagna, perchè sa bene che il gambero che scivola nel piatto va ringraziato, sa bene che il cibo deve arrivare sempre da fonti sostenibili che rispettano non solo chi compra ma anche chi lavora. A questa tavola Amore e Gratitudine sono gli ingredienti principali e i presupposti da cui si comincia per nutrirsi ed è così che il cibo, qualunque cibo, diventa cibo per corpo e anima.
mercatoAlla tavola flessibile la Madre Terra è presente con le vibrazioni della Natura: gli oli essenziali arricchiscono le preparazioni esaltandone il sapore e le essenze floreali aggiunte a tè, zuppe e frullati aiutano a riportare l’equilibrio.
Prima di tutto la tavola flessibile comincia dalla spesa. Se all’interno di un ipermercato chiudete gli occhi e aprite lo sguardo dell’anima vedrete che è un alone grigio quello che circonda il cibo, un alone grigio di non Vita. Così meglio preferire i mercatini di zona e i negozietti all’angolo dove sono i buongiorno e i per favore quelli che stabiliscono il contatto e così tutto il cibo s’illumina.
Alla tavola flessibile invece di merendine confezionate industrialmente si comincia da un fior di farina che si sposa a zuccheri buoni come il miele e a frutta e cioccolato. E io sono assolutamente sicura che ognuno di noi ha a sua disposizione il tempo che serve per cucinare: un piatto di spaghetti integrali conditi con prezzemolo, olio, aglio e peperoncino richiede undici minuti di cottura più o meno il tempo che impiega a cuocere una pizza surgelata che ha bisogno di un forno riscaldato. E mentre l’acqua bolle possiamo ascoltare della musica e distrarre la mente da preoccupazioni e stanchezza.
menuAlla tavola flessibile il segreto non è sostituire la carne ma godere dell’abbondanza della Madre Terra, aggiungendo Amore che cade dalle dita. E per godere dell’abbondanza occorre anche rispettare il ruolo che hanno le stagioni, occorre cioè sapere aspettare la primavera per assaggiare le fragole. E comunque fragole e finocchi, alberi e riso non sono meno vivi di una mucca.
Quando il direttore di Karmanews mi ha offerto di tenere una rubrica di cucina sul suo giornale il mio corpo ha avuto un fremito di gioia e la penna ha detto sì. Nella mia rubrica, in my private kitchen, non troverete solo ricette, ma anche parole ispirate mentre impasto e trasformo, troverete ispirazione per sminuzzare e conservare, a volte con l’aiuto di qualche amico dall’esterno. Qui si sperimenta: e in questo caso la cucina vibrazionale, che aggiunge le essenze della Natura ai piatti preparati, ci accompagna dolcemente verso l’equilibrio ed il benessere. In breve, tutto ciò che serve per celebrare la Vita.

La rubrica di cucina: una ricetta alla settimana
In questa rubrica troverete tutto ciò che riguarda una cucina con alimenti naturali. Insalate, primi piatti, zuppe, piatti unici, dolci… tutte le preparazioni sono fatte il più possibile con ingredienti naturali, se possibili di origine biologica e stagionali. Le ricette sono ispirate dai miei libri di cucina preferiti oppure scritte e sperimentate da me stessa seguendo l’ispirazione che uso per cucinare semplicemente tutti i giorni, o ancora quelle che trovo nei miei viaggi.
Le ricette proposte ogni mese possono essere una o più a seconda dell’importanza e alla fine c’è una scheda di approfondimento su uno degli ingredienti usati. A volte si uniscono ai cibi le essenze vibrazionali floreali che aiutano a riportare equilibrio o gli oli essenziali che arricchiscono le preparazioni esaltandone il gusto.

La ricetta di luglio: incominciamo con una facile insalata in versione estiva, che può facilmente essere adattata alla stagionalità degli ingredienti. Aggiungiamo anche un tè freddo - che usa le proprietà del tè verde e dello zenzero - per aiutare a dissetarci e rinfrescarci.

INSALATA NIZZARDA
Tipo di ricetta: Piatto unico
Cucina: vegetariana
Tempo di preparazione: 10 mn più il tempo di cottura
Difficoltà: facile
Per 2 persone

Ingredienti
gr 200 di fagiolini
1 patata di medie dimensioni
8 pomodorini maturi
1 piccola cipolla di Tropea
1 cucchiaino di prezzemolo coltivato sul terrazzo o nell’orto
qualche petalo di fiore commestibile
una manciata di nocciole tostate
2 0 3 ciliegie sode
olio extravergine, aceto balsamico, sale e pepe per condire

insalata_nizzardaIstruzioni
Cuocete a vapore la patata sbucciata e tagliata in quarti.
Cuocete per circa 7 minuti in acqua leggermente salata e bollente i fagiolini, lavati e privati dell’estremità attaccata alla pianta. Lasciate l’estremità opposta: è commestibile e tenera.
Se desiderate che rimangano verdi e brillanti gettateli in acqua fredda dopo la cottura.
Modi e tempi di cottura, se cioè vi piace la verdura più croccante è una questione di gusto personale.
Immergete le uova in un pentolino di acqua fredda, dal momento del bollore (il bollore dev’essere leggero) calcolate 8 minuti e poi raffreddate e sgusciate.
Tostate leggermente le nocciole in una padella antiaderente, la tostatura serve a
tirare fuori gli oli contenuti nel seme.
Affettate sottilmente la cipolla e tagliate e metà i pomodorini.
Lavate, asciugate bene e snocciolate le ciliegie e tagliatele a metà o in quarti se sono molto grosse.
A questo punto assemblate il piatto, deve risultare una combinazione gradevole alla vista. Mettete alla fine il prezzemolo, i petali dei fiori e le nocciole.
Condite con un’emulsione di sale, aceto balsamico e olio di oliva extravergine.

Note:
Tutti gli ingredienti usati arrivano da agricoltura biodinamica, biologica o comunque sostenibile.
I fagiolini apportano proteine a questo piatto perché sono un legume, sono infatti il baccello immaturo del fagiolo Phaseolus vulgaris che fa parte della famiglia delle Leguminose Papilionaceae.
Se non siete vegetariani stretti e volete arricchire il piatto, aggiungete un trancio di salmone fresco cotto in acqua con 1 pezzo di anice stellato, qualche ciuffo di finocchio, grani di pepe bianco, un pezzettino di limone, qualche fetta di cipolla, una foglia di alloro, mezzo bicchiere di vino bianco (buono!), un pezzetto di sedano, qualche ciuffo di prezzemolo. State attenti a non fare cuocere troppo il salmone che diventerebbe stopposo. Preferite salmone selvaggio a quello allevato.

te_orientaleTE' FREDDO ORIENTALE

Ingredienti
Tè verde di qualità eccelsa.
Fettine sottili di zenzero fresco sbucciato.
4-5 fettine sottili di lime (o limone).
1 cucchiaio di zucchero di canna scuro e 1 cucchiaio di miele di acacia.

Preparazione
In una brocca mettete lo zenzero, il lime, lo zucchero e il miele.
Preparate un litro di un buon tè rispettando la temperatura dell’acqua. Questo è importantissimo, perché i differenti tipi di tè necessitano anche di differenti gradi di calore dell’acqua. Vi basta un termometro da acqua e comprare dei tè, sfusi, in negozi dove vi diano questo tipo di informazioni. L’acqua, meglio se oligominerale.
Lasciate il tè in infusione il tempo necessario, trasferitelo filtrandolo con un colino nelle brocca, mescolate bene e poi lasciatelo raffreddare coperto in frigorifero per almeno 12 ore.
Note
Io consiglio il tè verde, ma potete usarne uno di vostro gradimento, importante è che non sia aromatizzato. Preparate questo tè da sorseggiare durante la giornata, quando avete bisogno di ritrovare il vostro equilibrio.