L’emozione come farmaco

Le emozioni stimolano la produzione di molecole, nello specifico neuropeptidi che interagiscono a livello sistemico con alcuni recettori del nostro organismo. E’ su questo fenomeno che sta lavorando il dott. Enzo Soresi, oncologo, anatomopatologo e tisiologo, che abbiamo incontrato in occasione dell’organizzazione del convegno sull’energia vitale del 29 maggio. (vedi: https://www.karmanews.it/7969/milano-29-maggio-2015-convegno-energia-vitale-un-approccio-multidisciplinare-alla-cura-delle-persone/).
enzo-soresi_21839«L’importanza dell’emozione è nella risposta biologica nel senso che l’emozione muove la risposta biologica», afferma. «Tutto il flusso di neuropeptidi che sono espressi da circa 90 geni è un flusso organico che entra proprio nella relazione del nostro organismo. Per cui la malattia psicosomatica adesso la si può tradurre in un evento biologico correlato all’emozione e a come l’emozione attiva un determinato percorso tra neuro peptidi e recettori cellulari».
Durante il convegno il professor Soresi parlerà con Giusy Messina di PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), la branca della scienza che studia la correlazione tra psiche e corpo e come pensieri ed emozioni influenzano il nostro stato di salute. Ma alla luce di tutto questo quali sono le applicazioni pratiche a disposizione dei pazienti?
«Il problema dei medici di base è che non c’è ancora una risposta della medicina scientifica, per cui si deve lavorare sulla prevenzione o di fronte a un evento cronico stressogeno un aiuto può venire dalla mindfulness, una tecnica che nasce dagli Stati Uniti. Quindi mentre la meditazione in senso trascendentale la si affronta come vocazione religiosa, la Mindfulness è la risposta occidentale allo stesso percorso, ma  sappiamo che serve ad attivare i lobi frontali in modo che rimodulino lo stress nelle strutture emozionali ipotalamiche del cervello. Quindi questa relazione tra regioni prefrontali e struttura ipotalamica è una relazione molto importante che avviene tramite i recettori del cortisolo. E quindi questo biologicamente mi consente un miglioramento della condizione di stress».
mem.emo2Inoltre è ormai dimostrato che lo stress induce una risposta ormonale cronica del nostro organismo. Il primo a scoprirlo fu Hans Selye negli anni ’30. La secrezione cronica di corticosteroidi dovuta allo stress logora il nostro organismo indebolendolo: cala il livello delle difese immunitarie, si alza la glicemia, si attivano processi infiammatori, etc.
A livello fisiologico la stimolazione alla produzione di corticosteroidi serve per aiutarci a “scappare da un pericolo”: una delle risposte allo stress è ad esempio la secrezione di adrenalina. La fuga dal pericolo ci permette di smaltire le dosi di corticosteroidi secrete. Oggi però non viviamo più sotto minacce di pericoli acuti come leoni pronti a sbranarci. Lo stress ha cambiato forma, non sono possibili né hanno senso fughe a gambe legate (che con una bella corsa ci fanno smaltire tutto quello che c’è da smaltire) ma solo una resistenza, un adattamento allo stress. Si parla quindi di stress cronico.
Ecco un esempio concreto di come lavori questo tipo di stress sui nostri recettori cellulari.  ce lo racconta il dott. Soresi, presentando il caso di una sua paziente «Da un esame di biologia molecolare su una mia giovane paziente che soffriva di anoressia e bulimia si era evidenziato come i suoi recettori ormonali fossero assolutamente bloccati da un bombardamento di citochine infiammatorie, che avevano provocato l’amenorrea», conclude Soresi. «E anche assumendo ormoni si gonfiava perché i recettori ormonali non erano attivi. A questo punto fatta una terapia antinfiammatoria specifica su queste citochine, ho ripulito i recettori e la ragazza adesso tollera gli ormoni. Quindi è un caso paradigmatico su un piano della spiegazione su condizione della patologia, stato di stress e come lo stress comporta un danno biologico».

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.