Visioni felici

COME RIEDUCARE LA VISTA

Visioni felici

Una panoramica sul metodo ideato dalla psicologa e psicoterapeuta Maria Cristina Zandonella Necca, dal 1984 a oggi applicato con successo, nella pratica clinica, su oltre ottomila soggetti

«Se abbiamo un difetto di vista o una patologia oculare possiamo curarli cominciando prenderci cura di noi attraverso gli occhi a qualsiasi età. E diventare consapevoli attori della nostra visione». Ne è convinta Maria Cristina Zandonella Necca, psicologa e psicoterapeuta, che lavora in collaborazione con la sua équipe dcopertina_fronte-copiai specialisti della visione, sia a Milano che a Rovigo, e tiene corsi di formazione in tutto il Nord Italia, autrice del recente saggio Occhi felici (Fabbrica dei Segni Editore, dicembre 2014). Nel volume la dottoressa espone per la prima volta in modo sistematico il metodo da lei messo a punto, risultato di uno studio clinico e sperimentale effettuato presso l’Università di Padova, nell’ambito della Psicologia della percezione, a partire dalla sua esperienza personale diretta.
Dal 1984 fino a oggi, il Metodo Zandonella è stato applicato nella pratica clinica in oltre ottomila soggetti; in trent'anni la maggior parte delle persone che lo hanno utilizzato hanno ottenuto significativi miglioramenti di vista verificati dagli oculisti dell'équipe guidata dalla sua ideatrice, così come da altri specialisti operanti anche nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Dalle rivelazioni delle neuroscienze a un nuovo paradigma
La dottoressa Zandonella dedica tutta la prima parte del suo testo a un ampio e articolato excursus storico su come sia stato concepito, nel corso dei secoli, il processo di accomodazione, ovvero di messa a fuoco visiva. In particolare, sono stati gli studi delle moderne neuroscienze che, costituendo una sorta di rivoluzione copernicana rispetto alle concezioni precedenti, hanno consentito alla dottoressa di approdare a una prospettiva completamente differente e nuova rispetto al passato.
Per ovvie esigenze di sintesi, qui riportiamo solo un paio di scoperte molto significative, illustrate in modo ben più dettagliato nell'accurato saggio di Zandonella.

colloquio

La dottoressa Cristina Zandonella psicologa,  durante un colloquio.

Una è, per esempio, la scoperta che lo stimolo visivo raggiunge il cervello attraverso due vie visive, la “via del dove” e della “via del cosa”: «La prima ci dice come raggiungere gli oggetti e la seconda ci dice invece cognitivamente come sono gli oggetti», afferma. Secondo un altro concetto fondamentale evidenziato dai neuroscienziati, noi abbiamo neuroni visivi sparsi su tutto l’organismo. «Vediamo dunque anche con il corpo e percepiamo lo spazio che ci circonda come raggiungibile (spazio peripersonale) e non raggiungibile (spazio extrapersonale). Mentre l'esame oculistico e ottico sono basati sull'ottica fisiologica dell'800, ora invece la messa a fuoco si fonda sui concetti più avanzati introdotti dai neuropsicologi e dai neuroftalmologi. È proprio il processo di accomodazione che ci consente di entrare nello spazio e rende gli occhi organi di percezione, vivi e partecipi a quanto accade fuori di noi e non meri strumenti di realizzazioni pratiche».

Intervenire sull'insieme
A partire dunque da queste rilevanti premesse, Zandonella ha messo a punto il suo metodo – che ha raggiunto l'attuale versione nel 2007 – secondo una concezione innovativa e sistematica.

paola parini

La dottoressa Paola Parini, assistente di Zandonella, durante una visita oculistica.

In base a tale interpretazione, gli occhi vengono considerati parte di un insieme più ampio e complesso, pertanto "per riequilibrare la funzione visiva è necessario agire sul tutto, senza trascurare nessun dettaglio".
Importante è la distinzione dei sette sistemi della visione: dal momento che tra loro interagiscono, devono essere valutati tutti e sette al fine di ottenere una buona riabilitazione. Una volta identificati gli aspetti più deboli o compromessi nella persona da trattare, si rieducano i sistemi alterati riportandoli alla normalità. Eccoli riportati di seguito, in sintesi:
1) mobilità oculare, in cui mettiamo in esercizio la muscolatura oculomotoria e andiamo ad agire sui numerosi suoi possibili movimenti, sia volontari che involontari;
2) fissazione, cioè il posizionamento di ogni singolo occhio affinché il raggio di luce colpisca precisamente la fovea;
Slide-013) acuità visiva, ovvero la capacità dell’occhio di cogliere il dettaglio fine alle diverse distanze, sia da lontano, sia da vicino (4);
5) fusione, con cui s'intende la capacità di collaborazione dei due occhi, suddivisa ulteriormente in “divergenza” o “convergenza” (6), a seconda che la si eserciti esercitarla sulla visione da lontano o su quella da vicino;
7) stereoscopia, considerata il grado più elevato e più completo di funzionalità visiva: riguarda la capacità di vedere gli oggetti in rilievo e di percepirne la profondità.
Il Metodo Zandonella è indicato, soprattutto, nei casi di difetti rifrattivi (miopia, ipermetropia e astigmatismo) e presbiopia; disturbi della binocularità (eteroforie, diplopia e strabismo); vertigini, disturbi posturali e dell’equilibrio; patologie quali ipertensione oculare e retinopatia.

Terapie personalizzate al massimo
Due importanti obiettivi della rieducazione visiva, concepita dunque come "un apprendimento graduale di un modo di vedere più consapevole", sono migliorare l'acuità e ridurre il difetto.
«Dobbiamo sviluppare e ampliare la capacità di autocorrezione della vista che ogni persona possiede», afferma. grande.dea(1)«La regola dei dieci decimi è troppo rigida: noi guardiamo continuamente a distanze differenti, per qualcuno la nitidezza dei dieci decimi potrebbe essere insopportabile. Lasciamo che questa regola valga solo per la patente di guida e quant'altro previsto dalla legge».
Uno dei punti di maggior forza del metodo, secondo quanto sottolinea anche l’oculista collaboratore Diego Agnolucci, è il fatto che per ogni soggetto, dopo la prima valutazione, è elaborato un Programma Rieducativo Visivo personalizzato, ritagliato su misura. «Ogni età ha la sua storia e occhi giusti per descriverla», afferma la dottoressa.
Cruciale il primo colloquio col paziente, incontro che permette di capire i suoi disagi e la sua ricerca di un approccio diverso, che consente di stabilire possibili connessioni tra la diminuzione della vista e momenti particolari che si sono vissuti. L'innovazione del metodo consiste anche in questo, nella messa in relazione di alcuni disturbi di una parte fisica, corporale, con eventuali problematiche relazionali: migliorando la nostra percezione visiva, possiamo vedere meglio non solo il nostro presente e ciò che fa parte di esso, ma anche rivedere con nuove modalità il nostro passato e alcuni episodi che lo hanno caratterizzato. Da queste osservazioni Cristina Zandonella sta elaborando un ulteriore metodo per il trattamento dei disturbi post traumatici da stress.

Una lettura scorrevole e accattivante
Il saggio Occhi felici è molto ricco di riferimenti teorici e scientifici sempre spiegati con semplicità attraverso un linguaggio chiaro e metafore efficaci; una sintesi dei concetti chiave, al termine di ogni capitolo, agevola la lettura e aiuta la comprensione e la memorizzazione dei principali termini tecnici e passaggi teorici. tamburo optocineticoSpiegazioni ed esercizi sono corredati dalle pregevoli illustrazioni di Angelo Ruta.
Interessanti e significative, infine, risultano le testimonianze di pazienti o parenti di persone che presentavano differenti disturbi della vista: da esse emerge che parte importante del Metodo Zandonella sia costituito dal suo supporto psicologico e linguistico. Un primo passo avanti per chi soffre di disagi visivi può derivare da una nuova consapevolezza: gli occhi non devono essere considerati o definiti “malati”, ma solo “addormentati”: perciò occorre solamente “risvegliarli”. Conclude infine la dottoressa: «Non siamo obbligati a vedere come vogliono gli altri per noi, certe volte può essere di conforto restare nel nostro spazio, anche se vediamo un po' sfuocato. Permettiamoci di scegliere il mondo in cui abitare».

Titolo: Occhi felici
Autore: Maria Cristina Zandonella Necca
Editore: Fabbrica dei Segni, dicembre 2014
Pagg: 336

Per saperne di più:
www.rieducazionevisiva.it