Dallo spazio alla Terra

Nel corso del progresso evolutivo umano le più grandi scoperte scientifiche sono state realizzate individualmente o in gruppi di ricercatori in particolari contesti economici, politici e sociali, caratterizzati da fenomeni ricorrenti e statisticamente coerenti. Esplorazioni, guerre, pandemie e specifici scenari d’impegno collettivo (Umanesimo, Rinascimento e Illuminismo) sono stati catalizzatori e acceleratori prioritari dell’ ingegno creativo della nostra civiltà. Oggi la conquista innovativa dettata dall’astronautica spaziale è la testimonianza più evidente di questa affermazione.

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2009. Gli astronauti Tim Kopra, Christer Fuglesang, Kevin Ford e Michael Barratt, nel laboratorio della Stazione Spaziale Internazionale, collegato a uno Shuttle.

Fin dai primi tentativi, con sonde automatiche e con equipaggi umani inseriti in uno scenario biologico alieno, i ricercatori sono stati obbligati a un approccio rivoluzionario per risolvere, con soluzioni innovative, la difficoltà che i fenomeni spaziali e la gravità lontano dalla Terra richiedevano. Tali conoscenze e questi sviluppi vengono utilizzati per rendere più capaci e autonomi i sistemi automatici e più confortevoli le missioni degli astronauti. Questo è certamente vero, ma troppo spesso si dimentica che moltissime apparecchiature e tecnologie spaziali sono già comunemente usate sulla terra. I risultati dell’esplorazione spaziale sono intorno a noi, anche se spesso non ce ne accorgiamo consapevolmente.

Strumenti spaziali diventati di uso comune
Un esempio è lo studio dell’acqua terrestre dallo spazio: per controllare questa risorsa sono stati sperimentati con successo una serie di strumenti di misurazione dell’umidità che oggi, a livello agricolo, permetterebbero di ottimizzare le risorse, evitando sprechi, con risparmio di tempo, denaro e risorse.

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Dopo che la NASA mise a punto negli anni ’60 un trapano a pila per le operazioni lunari, sono nati tanti piccoli elettrodomestici per uso quotidiano.

Uno dei maggiori vantaggi delle applicazioni spaziali è proprio quello di fornire soluzioni globali a problemi locali. Settori come la meteorologia, l’inquinamento e la comunicazione sono solo alcuni dei campi in cui lo spazio può venire in aiuto alla Terra. Lo stesso si può dire per numerosi oggetti di uso più comune che utilizzano motori elettrici, alimentati a batteria. Per le missioni Apollo la NASA aveva bisogno di un trapano per estrarre campioni lunari, ma negli anni ’60 i motori elettrici erano ingombranti e sottopotenziati per le applicazioni astronautiche; per questo, i ricercatori statunitensi lavorarono sull’efficienza e la miniaturizzazione dei motori elettrici, mettendo a punto il primo trapano alimentato a batteria. Da allora abbiamo a disposizione decine di questi piccoli e utili elettrodomestici (frullatori, miscelatori, tostapane, orologi, robot, ecc.), utilizzabili quotidianamente in ambiente domestico.

Il termometro a raggi infrarossi
Un altro esempio interessante rappresenta quello di poter per testare la temperatura corporea nello spazio: i nuovi dispositivi con il display computerizzato rimanevano legati al mercurio, elemento indispensabile ad altissima la pericolosità, la cui tossicità lo rendeva inadatto in un ambiente ristretto come una navicella spaziale.

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Il termometro a raggi infrarossi degli astronauti, oggi utile anche per i bambini.

La vera novità fu ideare e creare il termometro a raggi infrarossi da inserire nel condotto uditivo, semplificando così, nella vita quotidiana, la lettura dei valori soprattutto nei bambini e nei diversamente abili. Questa piccola rivoluzione è giunta noi grazie ai minuscoli sensori oggi presenti nei termometri di uso comune, derivati da quelli ideati e sviluppati per il programma spaziale.
Quando Neil Amstrong mise piede sulla Luna pronuncio la famosa frase: “Un piccolo passo per l’uomo un grande passo per l ‘umanità”.

Scarpe sportive, occhiali, apparecchi dentali…
Certamente, non poteva prevedere che le sue parole avrebbero trovato un’applicazione concreta: alcune aziende che producono scarpe sportive, infatti, utilizzano una tecnologia Abiti Apolloderivata dagli stivali lunari, che avevano una molla per attutire l’impatto dei passi degli astronauti e favorire la ventilazione dei piedi ed hanno realizzato calzature che riducono l’impatto dell’attività agonistica intensa sulle gambe.
Si può continuare citando come i normali occhiali con lenti in plastica derivino dallo studio di uno speciale rivestimento fatto per proteggere caschi e visiere delle tute degli astronauti dalle le particelle di polvere che galleggiano ovunque, in assenza di peso. Inoltre, le materie plastiche sono più economiche, leggere, assorbono meglio i raggi ultravioletti e sono meno fragili del vetro ma, purtroppo, si graffiano facilmente e la sostanza utilizzata sui caschi degli astronauti ha risolto il problema: grazie ad essa sono state realizzate lenti per occhiali dieci volte più resistenti ai graffi.
Fino a qualche tempo fa i giovani rabbrividivano all’idea di portare gli antiestetici apparecchi ortodontici fissi per tutto il corso della giornata. Fortunatamente, non è più così da quando sono stati realizzati apparecchi dentali praticamente invisibili fatti di allumina policristallina traslucida (APT): questo composto ceramico, sviluppato dalla Nasa per proteggere le antenne dei satelliti, è una sostanza molto robusta capace di resistere ai rigori dello spazio ma anche completamente trasparente, il materiale perfetto per il medico dentista e per i suoi pazienti.

…e circuiti integrati miniaturizzati
Vale la pena di citare anche il processo di miniaturizzazione che ha interessato quasi tutti i componenti elettronici e ha permesso di ridurre di decine di volte le dimensioni dei circuiti integrati dei nostri PC.

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Una sala controllo della Nasa, con una tecnologia avanzata.
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I computer della Nasa ai tempi del primo lancio sulla Luna.

Da ultimo, ma non certo meno importante per noi, è stato lo scoprire che nello spazio il corpo umano invecchia sette volte più velocemente che sul nostro pianeta. Per schermare le astronavi e risolvere il deterioramento fisico sono state create le apparecchiature biorisonanti, che pongono in sintonia armonica il corpo con l’ambiente circostante da un punto elettromagnetico e gravitazionale aumentando i parametri della longevità armonia in sintonia con la frequenza naturale terrestre. Vivere sani per centoventi anni, come sogno per la sopravvivenza dell’uomo del futuro, non è più un’utopia.

Altri grandi regali per l’umanità
I ricercatori giapponesi da oltre trent’anni stanno testando con successo i tessuti biofotonici: una miscela di platino, alluminio e titanio, unita al tradizionale tessuto in cotone naturale o in mescole sintetiche. Questi ritrovati sono già stati sperimentati e applicati con riscontri positivi su umani, vegetali e animali sotto forma di fertilizzanti triturati, magliette, coperte, cuscini e accessori domestici; sfruttando i fotoni della luce infrarossa in risonanza con l’acqua del corpo umano, si ottengono tre effetti biologici: fotochimico, fototermico e fotomeccanico. Inoltre, sono stati registrati oltre quaranta risultati positivi sulla cellula vivente, tramite l’interazione dei citocromi con lo spettro luminoso, aumentando l’idratazione la circolazione e la respirazione ottenuta attraverso il micromassaggio dell’epidermide.

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Nato per lo spazio, oggi gli apparecchi di biorisonanza sono usati da molti medici.

 I risultati fanno ipotizzare una significativa svolta della medicina energetica che si legherà alla pioneristica medicina quantistica, fondendosi in nuovi paradigmi per la salute.
Se il nostro stupore sarà in armonia con la limpidezza dei nostri antichi progenitori, che nelle caverne temevano il buio della notte, alzeremo con un sorriso conscio il viso al cielo, osservando, nel buio siderale, la comunicazione tecnologica dell’astronautica al servizio dell’uomo sulla Terra.

Marco Milani
Ricercatore olistico indipendente, studia e diffonde da molti anni le metodologie energetiche di frontiera sui tessuti biofotonici indirizzati al benessere umano, animale e vegetale. E' consulente, relatore e sperimentatore attivo delle moderne sistematiche nel campo dell elettrosmog domestico, alimentare e fisico. Promuove e organizza congressi conferenze e seminari per la salvaguardia dell'ambiente dai pericoli dell' inquinamento elettromagnetico, sociale e tecnologico.