Capolavori restaurati

Capolavori restaurati

Abbiamo appena visto To be or not to be (titolo italiano: Vogliamo vivere!), il bellissimo film di Lubitsch del ’42, apparso di recente sugli schermi italiani magnificamente restaurato e divertentissimo, nonostante si svolga in un periodo tragico della storia, la presa di Varsavia dei nazisti, con una brillante Carole Lombard.
E in un futuro molto vicino rivedremo una serie di altri capolavori. La prima pellicola che riemerge misteriosamente dal passato è Too much Johnson (protagonista Joseph Cotton), il primo film muto di Orson Welles (fino ad allora regista teatrale), ritrovato in pessime condizioni in vecchi scatoloni nel magazzino di uno spedizioniere di Pordenone. Come sia finito lì, nessuno lo sa. Welles credeva che l’unica copia del film fosse andata distrutta in un incendio del ’70 nella sua villa di Madrid. Il film, restaurato negli Stati Uniti grazie alla Cineteca del Friuli, è stato presentato in prima mondiale il 9 ottobre al Festival del cinema muto di Pordenone.

Ma ci aspettano altri vecchi capolavori, alcuni dei quali hanno fatto la storia del cinema italiano (cui si sono ispirati anche tanti registi americani), restaurati grazie all’intervento della Cineteca di Bologna, diretta dal regista e produttore Carlo Mazzacurati, che conserva sessantamila pellicole. I film - un classico al mese - verranno proiettati a Bologna, e si spera in seguito anche in un circuito nazionale. Rivedremo Il monello e La febbre dell’oro, con Charlie Chaplin, Il Gattopardo, il capolavoro di Visconti con Claudia Cardinale e Burt Lancaster, Roma città aperta, di Rossellini, Hiroshima mon amour, di Alain Resnais, e Les enfant du Paradis, di Marcel Carné. Una vera ghiottoneria per i cinefili.