Venere in pelliccia

Regia: Roman Polanski.
Cast: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric.
Musiche: Alexandre Desplat.
Giudizio: ****
Tratto da una pièce teatrale di David Ives che ha collaborato alla sceneggiatura, è un film che ti cattura dalla prima immagine con un lungo carrello sotto la pioggia, al centro di un viale alberato che ti porta in uno scalcinato teatro della periferia di Parigi. Le porte si aprono e si è subito attratti da quello spazio dei sogni dove si batteranno nell’eterna lotta dei sensi e dei sessi una bravissima, misteriosa e affascinante Emmanuelle SeignerVenere-in-pelliccia-trailer-italiano-e-poster-del-nuovo-film-di-Roman-Polanski-3 ed uno stralunato ed impacciato Mathieu Amalric, praticamente un sosia giovane del regista polacco. In Carnage i personaggi erano quattro che agivano nello spazio di un appartamento newyorkese; invece qui siamo davvero all’essenziale, dato che i protagonisti sono solo due. Eppure, nonostante questa essenzialità, il film ha la capacità di trasformare la poltroncina del cinema in lettino da psicanalista. In due ore piene di dialoghi mai banali ci si imbatte-combatte con tutto l’immaginario onirico, da Leopold von Sacher-Masoch alle Baccanti di Euripide e perfino un Vangelo apocrifo che recita “Il Signore onnipotente lo colpi e lo mise nelle mani di una donna”. La bella colonna sonora ci avvolge voluttuosa come la pelliccia del titolo. É il gioco del teatro ma anche della vita e dell’erotismo che ci lega obbligatoriamente agli altri esseri umani nel bene e nel male, in ruoli che le convenzioni sociali ci hanno assegnato ma che ci stanno sempre più stretti soprattutto in camera da letto.