Le stampanti 3D

Il mondo dell’informatica venne scosso, qualche anno fa, da una notizia bomba: la presentazione al pubblico delle prime stampanti tridimensionali.

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Un modello di stampante 3D, con l’oggetto ottenuto.

Il loro punto di forza era rappresentato dalla capacità di riprodurre un oggetto nelle tre dimensioni, mentre le stampanti tradizionali sono in grado di utilizzarne, come ben sappiamo, solo due.
I primi oggetti riprodotti erano polimeri, quindi plastiche, ed il tempo di realizzazione era importante, anche alcune ore per riprodurre un solo oggetto, dato che la testina stampante doveva sovrapporre, strato dopo strato, la figura da creare tenendo presente dei vuoti di cui tener conto e degli eventuali spostamenti della testina stampante da una parte all’altra della figura. Inoltre più l’oggetto era grande e complicato, più necessitava di tempo per realizzarlo integralmente.
Da questa angolazione la nuova stampante non sembrava in grado di poter competere con il sistema tradizionale in atto composto anche di vecchie stampanti concettualmente superate, ma rapide e sicure. I vantaggi, tuttavia, apparivano da subito notevoli: anche da un paesino sperduto, purchè supportato da una rete internet, era possibile inviare un prototipo da far visionare, dopo poco tempo, ad una direzione di un’azienda posta a decine di migliaia di chilometri di distanza. Il tutto senza utilizzare alcun mezzo di trasporto!

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Una lampada ottenuta con queste stampanti.

Come spesso accade, non ci si rende conto appieno dell’importanza che certe novità tecnologiche potranno portare nella nostra vita, anche perchè inizialmente sembrava che le applicazioni fossero ridotte a poche tipologie di oggetti. Visto così, sembrava che i costi da sopportare per lo sviluppo di una simile tecnologia fossero spropositati rispetto ai benefici che si prospettavano. Ma gli anni sono passati non invano e le possibilità di messa in pratica per simili stampanti sono aumentate a dismisura.
Accanto a possibili utilizzi legati alle plastiche in generale, già da qualche anno sono disponibili stampanti che permettono la realizzazione di dentiere, quindi applicazioni in campo odontotecnico. Sono già nati centri di stampa a cui si appoggiano odontoiatri per la realizzazioni di impianti. Ma questo è solo l’inizio: le possibilità di utilizzo delle stampanti 3D si stanno aprendo a dismisura e rapidamente, come una corsa spasmodica verso il nuovo, la nuova conquista del West.

Si può riprodurre tutto?
Troviamo applicazioni ad ampio spettro nella paleontologia, nella medicina legale, nell’industria aerospaziale e perfino nell’oreficeria; in Cina hanno “stampato” venti case intere in quarantotto ore! Già da adesso si possono riprodurre scarpe, oggetti per la casa come piatti e bicchieri, canoe e perfino alimenti.

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Un laboratorio americano dove le persone imparano a costruirsi le stampanti.

La stampa 3D si è dimostrata sin dall’inizio molto interessata al settore alimentare tanto che negli Stati Uniti sono già stati aperti alcuni ristoranti dimostrativi. Questi cibi vanno dal cioccolato allo zucchero, dalla pizza ai biscotti, dalla pasta alle verdure. Una nota azienda di pasta italiana nel 2014 si è dimostrata intenzionata a sviluppare una stampante 3D in grado rendere disponibili paste in formati personalizzabili per qualsiasi ristorante. Arriveremo a stamparci il cibo appena prima di consumarlo? Potremo dire: andiamo a pranzo che ho cibo fresco di stampa? Oppure: sono in ritardo col pranzo, mi si è bloccata la stampante!
Ma le possibilità si sono espanse perfino nel campo sanitario con l’ingegneria tissutale, ovvero la possibilità di stampare parti di organi o strumenti ad uso clinico. Già da ora le possibilità di utilizzo appaiono “mostruose”! Esistono già dei centri stampa come www.shapeways.com ai quali è possibile inviare un file che verrà stampato ed inviato a casa per posta. Le possibilità sono, per ora, ridotte a copertine di telefoni cellulari ed oggettistica, ma si può immaginare un forte incremento nei prossimi anni ed ogni giorno l’offerta e le possibilità crescono a vista d’occhio.
In varie città si sono creati centri di scambio gratuito di idee ed innovazioni open source, cioè aperti a tutti: vengono spiegati come realizzare certe innovazioni e ciascuno può collaborare nella messa a punto di programmi informatici anche fortemente innovativi. Questa tecnologia è al centro di molti studi aperti: già ne esistono per stampare a loro volta altre stampanti 3D!

Cosa ci riserverà il futuro?
Il The Washington Post parla esplicitamente della terza rivoluzione industriale in atto. Come tutte le rivoluzioni ci si dovrà adeguare ad una nuova realtà che prenderà rapidamente il sopravvento e chi saprà cavalcare la novità potrà goderne dei vantaggi relativi. I cambiamenti portano con sè benefici, ma anche adattamenti su cui ci si dovrà calibrare: sarà un vero stress per tutti, ma chi non si abitua sarà velocemente emarginato.

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Beijing (Cina). Scarpe  esposte al 1° Museo dedicato alle stampanti 3D.

Nessuno ha la sfera di cristallo: tuttavia solo osservando la strada già percorsa ed i brillanti risultati sin qui raggiunti si può ipotizzare uno scenario futuro che appare molto differente da quello attuale, ma anche relativamente prossimo: si parla di anni, certamente non decenni.
La nostra vita sarà sempre più vissuta in case dotate di un mega computer (ma sembra neppure tanto prestazionale), magari con un grande schermo sul quale proiettare una bella giornata di sole, anche se fuori fosse brutto tempo.
Qualora desiderassimo acquistare ad esempio un bicchiere, potremmo andare in uno dei tanti siti per la casa ed esaminare decine o addirittura centinaia di forme e colori. Una volta scelto l’oggetto desiderato potremo scaricare il software e stamparcelo con la stampante casalinga. Potremo ripetere l’operazione o modificare il risultato a piacimento scegliendo un differente colore o cambiandone le dimensioni costruendo il bicchiere adatto alla nostra personalità o umore. Qualora l’oggetto dovesse richiedere sostanze di base particolari o fosse di grandi dimensioni o realizzato con procedure particolarmente sofisticate, allora potremo utilizzare il centro di stampa più vicino che ci dirà quando sarà pronto e disponibile al ritiro, oppure ce lo invierà direttamente a casa. Il tutto riducendo drasticamente i tempi dedicati a percorrere distanze, magari rimandendo intrappolati in qualche coda: potremo farci un bel bagno mentre la stampante ci sta realizzando il set di bicchieri desiderato. In più l’imballaggio sarà inesistente, con grande positivo impatto sulla produzione di immondizia, gli sprechi saranno minimi e comunque a carico del consumatore che li potrà ridurre a piacimento.

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Un paio di scarpe in fase di stampa.

Potremo ripetere queste operazioni molte volte al giorno: per mangiare, per lavorare, per hobby, per fare ginnastica o semplicemente per sperimentare qualcosa di nuovo. Invece che recarci presso un centro commerciale sarà l’oggetto a venire da noi. Resteremo sempre più a casa, luogo che dovrà diventare sempre più gradevole ed abitabile a misura d’uomo; le uscite da casa saranno sempre più limitate e riservate a situazioni occasionali, probabilmente soprattutto per incontri personali: dunque anche il concetto di trasporto sarà completamente rivoluzionato rispetto alla situazione attuale. Anche il lavoro si adeguerà a queste nuove esigenze: invece che recarci in ufficio, potendo usufruire di gigantesche memorie depositate in inernet molti lavori potranno essere svolti a casa. Le riunioni si effettueranno in teleconferenza e l’informatica sarà la materia principe delle materie scolastiche. La scuola, di conseguenza, sarà effettuata a casa propria con sistemi di apprendimento totalmente differenti: i computer sopperiranno alla mancanze nozionistiche e dovremo cercare di sviluppare l’intuito invece della forza delle braccia. La maggioranza del lavoro sarà rivolto alla creatività, che dovrà successivamente essere tradotta in un programma informatico a disposizione di tutti. La parte principale del lavoro manuale sarà effettuata da robot che saranno in grado di autoprodursi.
La grande distribuzione tenderà a ridursi progressivamente a scapito di centri di aggregazione ed a pochi negozi specializzati nelle lavorazioni artigianali, ristoranti e poco altro, che sopravviveranno al cambiamento come dinosauri in estinzione. La realizzazione di un simile programma necessita di reti informatiche di grandi dimensioni e distribuite capillarmente sul territorio nazionale, cosa su cui siamo molto carenti. Ma, come al solito, dipenderà sempre dalle priorità che ci porremo.

Fantasie? Ipotesi azzardate di un futuro lontano?
Le ultime invenzioni ci hanno molto condizionato anche nelle relazioni e nelle abitudini: non ci sarebbe da stupirsi, quindi, di improvvisi e rapidi mutamenti tecnologici, ma anche sociali. Certamente il tutto avverrà in modo veloce, ma non immediato e le nostre affollate autostrade diventeranno spazi enormi per pochi veicoli. Si creerano dapprima dei centri stampa centralizzati sempre più perfezionati e rapidi – cosa peraltro già in atto – e, quando la tecnologia si evolverà ulteriormente, si potranno realizzare anche stampanti casalinghe multifunzione a basso costo (al momento esistono piccole stampanti a prezzo modesto, ma dedicate ad una sola funzione).

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Brooklyn (USA). Studenti di un istituto tecnico stanno costruendo una stampante.

Le relazioni interpersonali saranno una chiave della nostra evoluzione: se riusciremo a metterle in cima alla nostra lista dei valori allora sarà l’uomo a mantenere il controllo del proprio cammino: il contrario rappresenterà una vera disfatta totale ed inappellabile.
Di conseguenza dipenderà da come il mondo politico ci amministrerà verso il nostro inevitabile futuro. Se sceglirà questa direzione ne agevolerà il cammino ed allora questa prospettiva si presenterà a breve nel nostro futuro. Se persevererà nel prediligere ancora il lavoro umano a basso costo – questo appare nelle ultime riforme effettuate – allora creerà le premesse per un blocco verso l’evoluzione. Sarà la scelta del secolo: l’involuzione industriale, bloccare l’uso di robot per sostituirli con esseri umani che dovranno essere meno costosi delle macchine!
La terza rivoluzione industriale dovrà avvenire anche nel mondo economico coinvolgendo le basi delle relazioni industriali e commerciali nella quali il denaro dovrà avere una connotazione differente e gli obiettivi si sposteranno dal PIL alla qualità della vita.
Ancora una volta il futuro è esclusivamente nelle nostre mani, perchè la tecnologia già esiste per renderci la vita sempre più agevole e facile.

Per saperne di più:
a cura di Anna Kaziunas France Stampa 3D: concetti di base, tutorial e progetti, Tecniche Nuove, 2004.
Siti: www.stampa3d-forum.it/introduzione-stampa-3d/
www.stampa3d-forum.it/
Video: http://video.corriere.it/dalla-cina-prima-casa-costruita-una-stampante-3d/146ce3fe-cf60-11e3-bf7e-201ea72c5359

Franco Bianchi
Operatore Olistico Supervisor S.I.A.F- IT. nº LO 196 S - OP, formatore sia per privati che per aziende, scrittore e conferenziere. Laureato in Economia, per 13 anni è stato dirigente d’azienda. Ha creato il metodo “be happy now!” nel quale ha messo a disposizione la sua esperienza iniziata nel 1976. In esso sono insegnate tecniche pratiche abbinate ad un percorso personale profondo finalizzate ad aumentare il proprio livello di felicità. L'ultimo suo libro è "Essere felcici ORA!" (ed. Tecniche Nuove). Website: https://www.francobianchi.eu/