Ison: storia di una cometa che non tornerà nei nostri cieli

Ison: storia di una cometa che non tornerà nei nostri cieli

Quasi certamente il nostro astro ha distrutto questa sorprendentemente fragile visitatrice celeste che non è sopravvissuta al suo incontro ravvicinato con il Sole. Scarsa l’attenzione che gli organi di stampa italiani hanno dato a questa cometa che ha attraversatoimages-1 il nostro sistema solare, creando stupore per il suo aspetto e il suo comportamento e anche una serie di forti preoccupazioni, mentre tutte le agenzie internazionali seguivano con il fiato sospeso il suo percorso. Gli astrofisici sono rimasti sempre più sbalorditi dal suo anomalo divenire, fino al culminare, quando, il 28 novembre alle ore 18,37 ora di Greenwich, è transitata così vicino alla nostra stella, portandosi dietro una scia luminosa incredibilmente estesa, che è rimasta anche dopo che il nucleo è sparito dietro al nostro astro.
Impossibile e difficilissimo connettersi con il sito della Nasa per overbooking. Il mondo è con il fiato sospeso. Poi l’attesa durata alcune ore e... nulla. Distrutta, pubblicava la Reuters e le altre agenzie di informazione. Ed invece no! Già dalla mezzanotte collegandosi con la pagina web di Nasa Soho si poteva vedere un’allegra cometa che sbucava fuori dal disco, che permette di osservare il sole, e riprendeva il suo cammino. Stupefacente!
Una cometa può resistere al calore del sole? Lovejoy C/2011 W3 era sopravvissuta al suo perielio il 16 dicembre 2011. Poi le notizie su Ison sono divenute contrastanti: le immagini che inizialmente sembravano mostrare una cometa, si sono poi rivelate riferite solo ad un residuo di detriti che si sta lentamente spegnendo e sta perdendo di magnitudine.
Le ultime notizie da parte degli astrofisici ci dicono che non ci sono possibilità di vedere ancora questa meraviglia per Natale, come avevano predetto; e questo se da un lato ci dispiace, dall’altro ci fa tirare un sospiro di sollievo, viste le preoccupazioni che si agitavano, e non solo tra i “catastrofisti”, riguardo al suo postulato passaggio vicino alla Terra previsto per il 23-26 dicembre prossimi. 8ca50d0c0c13f923e58df52533cd3d6d_martin_gembec_ison_timelapse_20131127_30_1385847504_lg
Per chi non avesse seguito con attenzione il percorso fin qui della cometa, ecco qui un breve riassunto della sua vita ed i motivi di preoccupazione generati. Ison proviene dalla Nube di Oort, distante 1.5 anni luce, della quale però non si hanno informazioni ben precise, perchè essendo troppo buia e troppo lontana non è stato ancora possibile osservarla. Ison è stata scoperta nel Settembre 2012 da due astrofili russi, Vitali Nevski e Artyom Novichono, i quali ne hanno anche tracciato il percorso nel nostro sistema solare e, secondo i loro calcoli, sarebbe stata in rotta di collisione con la Terra nel suo viaggio di ritorno dopo il perielio e non a distanza ravvicinata, come invece sostengono gli esperti della Nasa.
La cometa ha comunque avuto un comportamento ed un aspetto anomalo dal momento in cui è stata osservabile: a fine ottobre presentava una luminosità molto inferiore rispetto alle stime ufficiali rilasciate dal Minor Planet Center di Cambridge, poi ha cominciato a crescere, comportandosi più come farebbe un corpo solido esposto al Sole che come una tipica “soffice” cometa.
Il suo passaggio presso Marte il 2 ottobre scorso, ha lasciato basito il mondo scientifico: già dal suo approccio al pianeta rosso, la cometa aveva mostrato segni d’interazione diventando verde. Il professor James McCanney ha dichiarato che Marte aveva acquisito una forte variazioSole senza Ine elettromagnetica da tale passaggio e ha postulato che questo fosse il motivo principale del blackout della NASA. Ma anche se l’Agenzia governativa americana era ufficialmente chiusa per mancanza di fondi,  le immagini di questo passaggio sono comunque reperibili su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=l90EaW7rLs8
Già da tempo i catastrofisti di tutto il mondo si erano scatenati in ipotesi riguardo alla reale valenza di questa cometa: è il pianeta Nibiru, è una nana rossa, è una stella di neutroni, è la mitica stella cometa preannunciata da Nostradamus ed, infine, dato che attualmente ci sono ben quattro comete nel nostro sistema solare, sono i quattro cavalieri dell’Apocalisse, profetizzati per la fine del mondo!
Per sorridere, ecco un filmato realizzato in Francia: http://www.youtube.com/watch?v=9Nzbk1mqitM
Tornando al presente, lo spettacolo promesso non avrà luogo; molti scienziati pensano che il nucleo si sia dissipato e che le polveri residue probabilmente saranno troppo deboli per essere viste, se non da grandi telescopi. Anche se la saga di ISON sembra finita, gli astronomi potranno trascorrere mesi studiando attentamente le loro osservazioni su questo visitatore. Noi quali conclusioni trarremo da tutto ciò? Volevamo davvero una cometa per Natale e ne siamo stati spettatori indifferenti, speranzosi o preoccupati?