American sniper

Soggetto: Chris Kyle, Scott McEwen, James Defelice.
Sceneggiatore:
Regia:
Clint Eastwood.
Interpreti: Bradley Cooper, Sienna Miller, Colton Charles, Sam Jaeger, Jake McDorman, Cory Hardrict, Navid Negahban, Brian Hallisay.
Genere: azione, drammatico.

C’è una battuta in Patton, generale d’acciaio, che da sola riassume ciò che questo libro si propone di capire. Il generale Patton ispeziona il campo dopo una battaglia. Terra sconvolta, carri armati distrutti dal fuoco, cadaveri. Il generale solleva tra le braccia un ufficiale morente, lo bacia e, volgendo lo sguardo su quella devastazione, esclama: “Come amo tutto questo. Che Dio mi aiuti, lo amo più della mia vita” (James Hillman: Un terribile amore per la guerra, Adelphi Ed.). In queste poche righe lo scrittore e filosofo Hillman ci mostra come tra le pulsioni primarie e ambivalenti, al pari dell’amore, ci sia “il terribile amore per la guerra”.
Da Omero a Tolstoj, da Foucault a Hannah Arendt, da Erich Maria Remarque a Norman Mailer, molti scrittori si sono misurati su questo ambiguo tema che tra i primi ha interessato il cinema. Film come L’arpa birmana di Kon Ichikawa o La croce di ferro di Sam Peckinpah, Platoon di Oliver Stone o Apocalipse Now di Francis Ford Coppola sono estremamente critici verso questo aspetto dell’uomo, ma nel contempo non sfuggono ad un sottile fascino verso la bestialità umana. Ed è inutile e ancor più ambiguo parlare di “guerre giuste “o addirittura di “guerre umanitarie”. La guerra è una è sempre la stessa, devi rendere inoffensivo l’avversario con qualsiasi mezzo dalle pietre all’atomica.

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Clint Eastwood (84 anni) sul set di “American sniper”.

Clint Eastwood (84 primavere) ci regala l’ennesimo bel film che forse non raggiunge le vette di Grand Torino, né di Mystic river o del pluripremiato Million dollar baby. Ma è senz’altro una storia di guerra ben raccontata e ben interpretata con aderenza fisica e psicologica da Bradley Cooper (39 anni), che interpreta Chris Kyle, il più famoso e letale cecchino della guerra in Iraq, a cui vengono attribuiti e certificati 160 nemici uccisi (ma più probabilmente sono vicini ai 250), e Sienna Miller che interpreta la moglie, che deve mettere in conto un marito che non fa un lavoro qualsiasi.
Certo, a fronte delle numerose vittime che fa il suo fucile di precisione, c’è il fatto che lui viene soprannominato “Leggenda” dai marines che salva con la sua micidiale mira, perchè il suo compito è proteggere da 500-1000 metri le colonne di soldati americani che combattono nelle città irachene. Nello stesso tempo conbatte una battaglia più delicata, quella con la sua coscienza e con il fatto, ritornato a casa, di essere un padre e marito normale.

Amore per i commilitoni e senso del dovere
Il film parte dalla classica retorica di un giovanotto dagli istinti violenti, con un padre che lo premia quando picchia un ragazzino a scuola, che diventa poi volontario super patriottico e dopo l’11 Settembre corre ad arruolarsi nei Navy Seal per ”difendere la patria dai terroristi e da chi li appoggia”.

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Bradley Cooper (39 anni) interpreta Chris Kyle.

Naturalmente nel corso del film e delle sue missioni che si sviluppano in quattro anni, cambierà un pochino visione dei fatti ed il suo attaccamento patriottico si sposterà più sull’amore cameratesco con i suoi commilitoni. Amore e senso del dovere che continuerà anche dopo il congedo con la sua partecipazione ad attività di recupero per i reduci che hanno subito lesioni gravi fisiche e psicologiche. E proprio uno di questi, seguendo il Fato come in una tragedia greca, gli sparerà uccidendolo nel 2013 poco prima del termine della lavorazione del film a cui aveva partecipato come consulente.

Un film ineccepibile, un cast formidabile
Sotto la vigile e solida regia del grande Eastwood lavorano nel cast tecnico alcuni tra i pluridecorati oscar di Hollywood, il cast è formidabile anche nell’ultima comparsa, l’Iraq è stato trovato in modo verosimile in Marocco: insomma un film ineccepibile formalmente, che forse non entrerà nella storia dei film di guerra come Lettere da Iwo Jima, ma che nel panorama dei film sulla guerra in Iraq riesce a dire la sua e a mostrarci alcune ragioni del ”terribile amore per la guerra” che seguono l’uomo dalla sua comparsa sulla terra.