La ricerca spirituale… a 360°

SALUTE MENTALE E FORMAZIONE RELIGIOSA IN OCCIDENTE

La ricerca spirituale… a 360°

La necessità di rivolgersi al divino nasce da una spinta profonda dell'uomo di relazionarsi con l'Assoluto. Ma a volte nasconde un bisogno che nasce dall'insicurezza, dal desiderio di fuga da una realtà difficile. Un terreno di cui approfittano individui poco scrupolosi, che attraggono le persone più deboli con la promessa della felicità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute mentale come “un benessere fisico, emozionale e sociale”. 2014-09-29-womanwhandsopenPiù ampiamente possiamo dire che la salute mentale è uno stato nel quale tutti i processi psichici si svolgono in modo ottimale, armonico, aiutano a riflettere correttamente sulla realtà esterna, a reagire con prontezza a tutti gli impulsi, a risolvere i compiti sia abituali che inediti, a perfezionarsi in continuazione e ad avere la sensazione della soddisfazione della propria attività lavorativa. Sappiamo inoltre che la salute mentale dipende da più fattori, genetici, biologici, ambientali, sociali e psicologici. Noi siamo quello che immaginiamo e pensiamo, dunque possiamo essere notevolmente influenzati dalle idee degli altri, come anche da quelle che produce il nostro cervello.
Come dice il noto filosofo tedesco Martin Heidegger,  in Essere e Tempo (1927), l’uomo si trova in una situazione affettiva nella quale sente di essere gettato nel mondo. Nessuno di noi ha chiesto di nascere. Fra le domande fondamentali della nostra vita ci sono le seguenti: da dove siamo venuti, qual’è il senso della nostra vita, perché il male e la sofferenza e se la nostra coscienza personale continuerà anche dopo la nostra morte. Davanti a questi misteri le società hanno sviluppato i miti, le religioni e le filosofie come una necessità dell’uomo di trovare delle risposte esistenziali. Esse hanno anche una connotazione etica, ci formano e influenzano la nostra mente e indirettamente anche la nostra salute.

La ricerca della spiritualità
La nascita della spiritualità e delle religioni naturali è legata alla necessità dell’uomo di ridurre l’ansia e di negoziare con le forze superiori per ottenere qualcosa che sembra difficile da raggiungere, dunque soddisfare i nostri bisogni primari e secondari. ASIA_-_PrayerPer questo motivo l’uomo cerca di entrare in contatto con le entità invisibili tramite la preghiera, la meditazione, la contemplazione, l’adorazione, con offerte e sacrifici di vario genere, essendo convinto di poter ottenere con questi mezzi l’oggetto del suo desiderio. Più la persona è debole e insicura, più ha bisogno di questo tipo di aiuto. Più la realtà quotidiana dell’uomo diventa invivibile, più egli cerca una dimensione alternativa.
A differenza delle società precedenti oggi viviamo nei paesi industrializzati una realtà post-ecclesiastica, dove le Chiese Cristiane e le religioni istituzionali stanno perdendo sempre di più il loro monopolio sulle anime. Come dice Enzo Bianchi, il Priore della comunità monastica di Bose, “Dio non è più un bisogno” come lo era nel passato. L’esperienza quotidiana ci dimostra che anche senza la fede in Dio si può stare bene ed essere gentili, altruisti e giusti verso gli altri.
La medicina occidentale, che poggia sulle basi epistemologiche di separazione del corpo dallo spirito, riesce a gestire bene anche le malattie gravi e spesso fa dei “miracoli”. Nel lampo non si vede più una forza soprannaturale e non si muore più di fame e di sete. Eppure ci sono delle malattie inguaribili e l’esistenza della morte ci spaventa sempre.

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Tavertet (Spagna). Un'immagine che simboleggia la perdita di monopolio della Chiese (foto Petr Zivny).

Inoltre l’attuale crisi economica porta la gente al panico che il proprio stato sociale cambi in peggio e che non si potranno più soddisfare i propri bisogni. Nessuno di noi vuole ovviamente veder peggiorare la propria qualità di vita. Così anche oggi continua ad esserci una viva ricerca della religione e della spiritualità, anche se meno istituzionalizzata e più individuale.
Ci sono studi che dimostrano chiaramente l’influenza positiva della preghiera e della meditazione, del ritrovamento di un profondo senso di vita, della creazione dell'ordine nel nostro comportamento e dell'appartenenza ad una comunità religiosa. Generalmente le persone che professano una religione sono più responsabili ed etiche nel loro comportamento, perché devono poi rispondere anche ad un’Autorità superiore. Inoltre si nota in esse una capacità di sopportare più facilmente le difficoltà della vita e l’elaborazione della morte propria o dei propri cari.
L’attenzione focalizzata sulla speranza, sulla libertà, sul coraggio, sulla gioia, sul perdono e soprattutto sull’amore sicuramente potrà, con altri fattori sopraelencati, conservare o rafforzare la nostra salute mentale.

I pericoli legati alle formazioni religiose
Ma ci sono anche diversi pericoli legati alla formazione religiosa: vivere eccessivamente nella dimensione soprannaturale, quasi staccati dal mondo visibile; fondarsi troppo sull'aiuto spirituale e diventare passivi nella vita; avere delle paure relative a un severo giudizio di Dio (collegato al Purgatorio e all'Inferno) o di essere condannati ad una nuova reincarnazione; sostenere di essere stati scelti da Dio per una particolare missione; credere che siamo soltanto come delle figure di scacchi manovrate dagli spiriti; spostare tutta la nostra responsabilità su di una presunta possessione diabolica, che ci costringe a fare delle cose che non vogliamo; farsi influenzare prevalentemente dalle interpretazioni religiose a scapito dell’analisi razionale del mondo; subire una manipolazione in nome della religione, diventare totalmente dipendenti dalle autorità e obbedire ciecamente, senza una nostra crescita emotiva e sessuale; cadere in una ossessività religiosa legata ai riti e alle preghiere, come compensazione dei propri complessi di inferiorità; alimentare il proprio narcisismo svolgendo vari ruoli di potere nelle organizzazioni religiose.

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Per qualcuno una Chiesa, per i più una setta.

Allo psicoterapeuta si rivolgono sempre più frequentemente soggetti con problemi di gravi dipendenze psicologiche tipiche dei membri di alcune sette o dei nuovi movimenti religiosi. Il fenomeno si nota anche all’interno della Chiesa Cattolica. Si tratta di persone che non riescono a ragionare nei termini razionali, perdono la libertà personale e subiscono totalmente l’influenza dei vari guru o pseudo-maestri spirituali; cadono facilmente nel fondamentalismo e nel fanatismo, arrivando a consegnare tutti i propri beni alla setta e a distruggere la propria famiglia.
Massimo Buttarini, psicologo-psicoterapeuta, sostiene che “il tema della manipolazione mentale è strettamente connesso con quello del settarismo criminale, che utilizza il controllo mentale distruttivo. Parlare di manipolazione mentale significa fare riferimento ad un particolare tipo di relazione, dove uno o più individui senza scrupoli, adottando tecniche raffinate e consolidate di condizionamento mentale e di suggestione psicologica, cercano di soggiogare altri individui alla loro volontà, strutturando così delle relazioni patologiche caratterizzate da dinamiche di potere distruttivo finalizzato all’annullamento della identità della vittima e alla sua strumentalizzazione”.

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Un'immagine simbolica della manipolazione messa in atto da certi guru, che guidano le persone come burattinai promettendo soldi e felicità.

Fra le vittime di queste sette ci sono molti individui delusi dalla nostra società del consumo e dalle relazioni interpersonali, che in questa nuova dimensione cercano un’ancora per risolvere i loro problemi. Purtroppo non si rendono conto che vanno incontro a delle difficoltà nuove, spesso ancora più gravose di quelle che hanno incontrato in precedenza, che porteranno alla loro distruzione.
La psicoterapia consiste in una deprogrammazione, in un desuggestionamento e in una riprogrammazione mentale non facili, nel tentativo di riportare le persone alla capacità di ragionamento critico, alla crescita personale e alla libertà. Nello stesso tempo si agisce sui traumi emotivi che hanno indotto i soggetti a fidarsi senza limiti delle strutture criminali che manipolano e utilizzano queste vittime per i propri scopi.
Come vediamo, la formazione religiosa in sé può migliorare o peggiorare la salute mentale, dipende se in essa prevalgono i valori positivi o quelli negativi e notevole importanza rivestono la percezione e l’elaborazione dei contenuti, che possono variare da persona a persona.

Per saperne di più:
www.psicologopz.com