Preghiera. Un atto osceno

Testo: Margherita Ortolani.
Regia: Giuseppe Isgrò.
Protagonisti: Margherita Ortolani e Vito Bartucca.
Teatro Tertulliano, Milano, dal 13 al 17 novembre.

La scena si apre con un urlo prolungato della protagonista, che ci fa pensare a uno stupro, un dolore osceno, (e a farcelo credere non è solo la mimica, ma anche un paio di scarpe rosse in scena, di questi tempi simbolo del femminicidio). Ma non è violenza sessuale, ma lo strazio di una malattia senza speranza (benché per il medico “abbiamo perso una battaglia, ma non la guerra”), che fa perdere tutte le energie e anche l’anima; ed è uno continuo passaggio tra la speranza e la disperazione, una continua violenza da parte di medici-aguzzini e da farmaci che sfiancano. Una buona e difficile interpretazione dell’autrice-protagonista, capace di passare istantaneamente da espressioni drammatiche ad altre più lievi. Il testo però è spesso criptico, a volte incomprensibile, angoscioso, lungo. Volutamente scarna la scenografia e voci fuori campo. E’ questo il primo appuntamento della rassegna “Contagio”, gemellaggio Milano-Palermo tra compagnie indipendenti impegnate su temi riguardanti la marginalità. Prossimi lavori: “Chi ha paura delle badanti?” e “Desideranza”.

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.