Dalla scienza alla spiritualità

Dall'informatica alla conoscenza dell'uomo

Dalla scienza alla spiritualità

Gianni Vota, un ingegnere elettronico che ha lavorato nell’ambito dell’informatica e della tecnologia più avanzata negli Stati Uniti, accogliendo una sfida aziendale scopre nuovi modelli mentali e comportamentali, per approdare al coaching e a discipline che permettono all'individuo di sviluppare il proprio potenziale

Sono un ingegnere elettronico e per trent’anni ho lavorato nell’ambito dell’informatica e della tecnologia più avanzata, prima come ricercatore scientifico e docente al Politecnico di Torino e poi come direttore in diverse aziende in Italia e negli USA. Da diversi anni mi occupo di Coaching e di sviluppo personale nei suoi diversi aspetti: fisico, mentale, emozionale e spirituale.

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Partendo da una sfida aziendale in ambito informatico, Gianni Vota è approdato a nuovi approcci mentali e comportamentali.

Tutto è nato proprio in ambito aziendale quando, nel 1999, ero neo direttore presso la Sun Micorsystems Italia, un'azienda californiana nata da ex studenti della Stanford University, una delle università californiane più famose al mondo e nella quale insegnano diversi premi Nobel. Un giorno il mio capo mi diede un incarico: come organizzarci in qualità di azienda per diventare i numeri uno in Italia nel nascente mercato di internet e dei cellulari, nel fornire tecnologia, avendo a disposizione da un decimo a un centesimo delle risorse (persone e capitali) della concorrenza. Una sfida notevole, che richiedeva un approccio totalmente nuovo, perché i classici modelli aziendali e di gestione del personale non potevano più funzionare. Se questo era l’obiettivo la soluzione per me poteva essere solo una: che ogni persona potesse valere 10, 100 volte tanto: non produrre, ma valere 10, 100 volte tanto. Ma come è possibile tutto ciò, ovvero che una persona possa valere così?

Essere nella propria frequenza di risonanza
Dalla fisica sappiamo che l’unico stato per cui un sistema rende così tanto, addirittura in modo infinito - ovvero che con un minimo stimolo e minima fatica la sua risposta è altissima - è quando si trova nella sua frequenza di risonanza. Ma quand’è che una persona è sulla sua frequenza di risonanza? Essa è propria e specifica di ognuno, sua tipica e diversa da individuo ad individuo.

Harrison Ford Sabrina

Harrison Ford, nel film "Sabrina", vive e si entusiasma solo per il lavoro.

E noi ci accorgiamo che siamo su questa frequenza quando ciò che facciamo ci entusiasma, ci carica di energia e lo facciamo divertendoci, con il nostro cuore che si apre e si espande. È quando lavoriamo per ore e ore e non ce ne accorgiamo tanto ci piace, ci entusiasma; addirittura arriviamo a notte fonda e ci spiace dover andare a dormire perché tanto ci stiamo divertendo! Al contrario, siamo totalmente fuori strada quando tutto è per noi faticoso, il tempo non passa mai e non vediamo l’ora che tutto finisca. Quindi la chiave è divertirsi, appassionarsi, fare ciò che, appunto, risuona con noi. Su questa base nacque un modello aziendale nuovo, dove l’individuo è al centro con le sue unicità e peculiarità, dove la sua soddisfazione, la sua passione diventano anche il suo lavoro.

Portare una nuova filosofia in azienda
Possibile fare questo in una grande azienda come quella dove lavoravo? La risposta è stata "sì" e il successo per ben dieci anni consecutivi fu davvero grande con notevoli utili aziendali e soprattutto grande realizzazione delle persone che vi avevano collaborato. Un modo diverso di intendere il business, pur inserito nelle regole generali che si è rivelato vincente anche nei periodi di maggior crisi. Per poter realizzare questo occorse però una conoscenza approfondita dell’essere umano, in tutte le sue componenti: fisiche, mentali, emozionali e spirituali. Nell’affrontare tutto questo il mio approccio fu da ingegnere, ovvero cercai di trovare soluzioni pratiche, operative, semplici. Invece mi trovai con dei mondi per me totalmente oscuri, spesso nebulosi, in cui utilizzando l’approccio “scientifico” rinnegavo totalmente la parte emozionale e spirituale; mentre se utilizzavo invece quello “spirituale” negavo la parte materiale ed economica. È possibile ingegnerizzare la spiritualità e l’esoterismo? Sembrava un ossimoro: che cosa c’è di più antitetico dell’ingegneria e del business rispetto alla spiritualità e l’esoterismo?

Si può integrare scienza e spiritualità?
Questo è stato il tema dei miei ultimi quindici anni e il risultato l’ho condensato in un libro, Spiritual Quantum Coaching, che dà basi rigorosamente scientifiche alla spiritualità e all’esoterismo e viceversa, basi spirituali ed esoteriche alla scienza, con una fittissima documentazione riportata in bibliografia.
libro G_ VOTAMa di quale scienza parliamo? Sicuramente non del modello classico di scienza fatto nel 1637, quello nato con Sir Francis Bacon, parlamentare della corona inglese, faccendiere e trafficante di schiavi anche bambini (cosa illegale persino allora), per la qual cosa era stato anche espulso dal Parlamento. Egli affermò che “intento della scienza è conoscere la natura per dominarla e produrre utilità pratica”. Parafrasato sarebbe a dire che si studia la natura per sottometterla e fare soldi. Questa definizione di intento della scienza ha influito molto nel tempo. Il concetto di amare la natura, di farne parte e quindi di prendersene cura, non era sicuramente contemplato!
Un grande salto nella fisica classica lo dobbiamo, invece, a quel grandissimo fisico e alchimista che fu Newton, il quale nel 1687 definì un modello portato avanti ancora oggi, che recita così: “L’universo è un sistema meccanico composto di mattoni solidi e materiali”. Parliamo di materia solida e dura. Qui si afferma che è reale, che esiste solo ciò che si può percepire con i nostri cinque sensi fisici, ovvero ciò che ricade sotto il gusto, il tatto, l’olfatto, la vista e l’udito. Di tutto il resto la fisica non se ne occupa, non è importante. Inoltre l’unico modo di fare scienza è eliminare ogni sentimento, sensazione o interpretazione soggettiva. Quindi tutto ciò che è soggettivo non fa parte della scienza, non è conoscenza scientifica e non permette di acquisire conoscenze scientifiche, in quanto per fare scienza bisogna essere razionali, obiettivi ed eliminare la soggettività. Penso che questo risuoni in noi perché ancora oggi tanti che si occupano di scienza hanno fatto proprio questo concetto. È scientifico solo quando siamo razionali, obiettivi e non soggettivi e le emozioni e i sentimenti non contano. Solo razionalità e obiettività.

La Fisica Quantistica e la rivoluzione scientifica
Quante volte ancora oggi sentiamo queste parole? “Per essere scientifici dobbiamo essere razionali e oggettivi: via ogni emozione, sentimento, soggettività. La natura si sfrutta, gli animali non hanno anima e quindi si possono mangiare, ecc.”. Sicuramente nulla da amare e da accogliere. Questo modello di scienza ha grandi meriti, perché tutta la meccanica, la chimica e la medicina allopatica sono nate da qui. Ma i suoi limiti sono enormi.

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Una delle scoperte che ribalta la "vecchia" scienza è la memoria dell'acqua.

Per esempio, questa scienza dimostra in modo matematico che è impossibile l’esistenza e l’uso di un computer, un cellulare, un televisore, così come è impossibile quella della telepatia, della memoria dell’acqua, dell’influenza delle emozioni sulla salute. Esattamente come noi invece sappiamo che esiste il cellulare, il computer e il televisore, sappiamo e dimostriamo anche scientificamente che esiste la telepatia, la memoria dell’acqua, l’influenza delle emozioni sulla salute. Ma occorre un modello diverso di scienza e anche di spiritualità. Questo modello lo troviamo nella moderna Fisica Quantistica, nata nei primi decenni del XX secolo, e nell’antichissima spiritualità, quella antecedente il III millennio a.C.
La fisica quantistica relativistica è totalmente paradossale, sconcertante, inquietante, difficile da accettare, tanto che quando si comincia ad affrontarla provoca sicuramente  mal di testa. Quello che sta accompagnando i fisici da più di un secolo. Eppure è il modello più potente che sia mai stato sviluppato per la previsione dei comportamenti dei sistemi fisici. Permette la previsione dei fenomeni fisici con una precisione di uno su un miliardo. Per esempio, noi siamo abituati a pensare: o l’uno o l’altro; o sopra o sotto; o su o giù; o vero o falso; o rosso o verde… A livello quantistico non è così: è onda e particella; vero e falso; su e giù; rosso e verde… A livello fondamentale c’è sovrapposizione ed è un altro dei principi fondamentali della fisica quantistica. A livello di base, è tutto UNO.

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L'Uroboro è l'archetipo della ciclicità degli eventi e dell'Uno-Tutto        (incisione tratta dal libro di Lambsprinck "La Pietra Filosofale").

 

Appare o questo o quello, quando io osservo, quando io misuro. A quel punto prima è una nube dove tutto è possibile, quando decido di osservare, tra quell’insieme di possibilità, ne scelgo una. A quel punto diventa la realtà che vedo, e a quel punto vale o rosso 0 verde; o vero o falso; o su o giù. Inizia quello che noi chiamiamo logica aristotelica. Ma a livello quantistico essa non funziona. Quando io osservo determino la mia realtà. Siamo all’esatto opposto delle fisica classica: qui le mie emozioni, i miei pensieri, i miei sentimenti, in connessione con tutti e tutto determinano la mia realtà.

La realtà è energia e informazione
La realtà non è solo materia, ma anche energia e informazione. La materia è energia. In quest’ottica si possono capire, per esempio, l’omeopatia. L’omeopatia è la stessa “truffa” del CD musicale. Ho fatto analisi chimiche e non ci sono molecole. Allo stesso modo potrei dire che ho guardato al microscopio il CD musicale e non ho visto nessuno che suona la chitarra. Infatti nel CD musicale, come nell’omeopatia, c’è pura informazione e non materia. Non è l’unico motivo per cui l’omeopatia, come le medicine solistiche, funzionano: una delle leggi basilari (spesso misconosciuta) è il principio del minimo stimolo di Weber e Fechner (1860) e la dimostrazione del rapporto energia/massa che ha valso il Premio Nobel per la Fisica a Carlo Rubbia nel 1984. Non solo, la medicina olistica condivide gli stessi principi di base della medicina quantistica, che sarà la medicina del XXI secolo assieme alle medicine olistiche.

Le basi spirituali che provengono dall'antichità
Se per trovare le basi scientifiche dobbiamo rivolgerci alla scienza più moderna, per trovare la basi spirituali dobbiamo invece fare un salto indietro nel tempo. Documentatissime ricerche ci mostrano una preistoria completamente diversa e ci danno una nuova chiave di lettura della nostra società fino ad oggi, il XXI secolo. Pioniera di questa ricerca è stata Marija Gimbutas sull’origine della cultura indoeuropea e le ulteriori scoperte di Riane Eisler sull’Antica Europa, il periodo che va dal 7.000 a.C. al 3.500 a.C. circa, un periodo che è possibile ampliare fino al 30.000 a.C.: dunque più di 25.000 anni di storia.
la-civilta-della-dea-vol-1-libro-74929La civiltà più nota a noi di questo periodo probabilmente è quella dell’isola di Creta, che è l’emblema di un modo totalmente diverso dal nostro di concepire la vita, l’organizzazione dello Stato, le relazioni tra uomini e donne, l’arte e la civiltà. Ma ce ne sono anche altre, che si sono sviluppate in tutta l’Europa occidentale (Irlanda, Malta, Sardegna, Gran Bretagna, Scandinavia, Francia, Spagna e Italia), in tutto il bacino del Mediterraneo e anche dal Medio Oriente fino all’Oriente. In base a questi studi, la nostra storia si può dividere in due grandi capitoli:
*dal 30.000 a.C. al 3.500 a.C., periodo in cui il modello era quello di Partnership;
*dal 3.500 a.C. ai giorni nostri, periodo in cui il modello era quello di Dominanza.
Il sistema di credenze degli Antichi Europei era basato sul ciclo della natura, di nascita, morte e rigenerazione, rappresentato dal principio femminile, la Dea Madre Creatrice. Le città sorgevano nei posti più fertili e vicino ai grandi fiumi. Si svilupparono tecnologicamente, materialmente, spiritualmente e nell’ambito artistico e creativo. La ricchezza materiale nasceva dallo sviluppo di tecnologie di produzione.
La forza fisica dall’uomo non era alla base della oppressione sociale, della guerra, della violenza. I mezzi di produzione erano messi in comune e la gestione della cosa pubblica era cooperativa e considerata un servizio finalizzato al bene comune. Le donne più anziane gestivano la distribuzione dei prodotti della terra ritenuti beni di tutta la comunità. Infatti c’era parità ed equilibrio tra i sessi, le donne potevano divenire capo clan e come sacerdotesse esercitavano una particolare autorità in ambito religioso. Prevalevano i valori femminili, la divinità era femminile e si dava importanza al potere di dare la vita e di sostenere l’essere umano. Tutto questo era simboleggiato dal Calice femminile o Graal, la sorgente della vita.
Da tutto questo ed altri studi ho sviluppato assieme a Luciana Ronco (che ha contribuito con alcuni scritti canalizzati, allo scopo di permettere a tutti di sperimentare le infinite capacità che abbiamo) un metodo di Coaching chiamato Spiritual Quantum Coaching, che dimostra sperimentalmente la validità e la funzionalità del modello di “donna/uomo” che ne deriva. Innanzi tutto era mia intenzione trovare un modello scientifico e spirituale che fosse alla base di ogni sistema di Coaching che funzionasse e quindi poter permettere ad ognuno di crearsi il proprio metodo di Coaching. Per far questo occorreva capire il funzionamento del nostro cervello e del nostro cuore e delle grandi Leggi Universali, in primis la legge di risonanza o azione reazione o del karma, che dir si voglia.
Da tutto questo lavoro si deduce e si sperimenta che siamo davvero esseri spirituali in un corpo materiale, che determiniamo la nostra vita e non siamo mai vittime, che siamo esseri di Amore, che si nutrono di Amore e ricercano l’Amore.