Una vita per la musica

Un progetto di vita che prevede il canto e l'aiuto ai bambini della Zambia

cover Africa sarda

Carla Cocco ha saputo unire la sua anima sarda alla magia dell’Africa.

L’anno scorso, in vacanza in Sardegna, l’ho sentita cantare in un luogo suggestivo, un piccolo anfiteatro sul Monte Sirai (Carbonia), edificato dai Fenici, dove ha tenuto un concerto con molte canzoni di Mina. Una bellissima voce, una personalità forte e il coraggio di confrontarsi con un’artista inimitabile.

Un talento precoce, ereditato dal nonno

Varla Cocco
Carla Cocco in concerto.

Carla Cocco, nativa sarda, è un’assistente sociale, ma la sua strada è essenzialmente la musica. Forse anche per eredità genetica. «Mio nonno faceva il cantastorie», racconta. «E io da bambina volevo fare la cantante, spesso mi chiudevo in camera per cantare.

La prima volta che ho cantato in pubblico avevo 4 anni. Sono andata a Carbonia a un evento per bambini, il Festival dell’orsacchiotto, e il presentatore ha chiesto chi voleva cantare. Nel silenzio, i bambini erano tutti timidissimi, si è sentito il mio “Io!” e ho cantato “La casa”, di Sergio Endrigo, scritta con Sergio Bardotti, anche se ho scoperto molti anni dopo che era una canzone brasiliana di Vinicius de Moraes.

A 8 anni ho studiato privatamente musica, suonavo la tastiera di organo elettronico. Poi a 15 anni dei compagni di mia sorella mi hanno chiesto se volevo cantare con loro in un evento scolastico, e mi sono lasciata convincere, ho cantato What’s Up, la canzone di Linda Perry dei Four Non Blondes, e poi Zomby dei Cranberries. Ne ha parlato la radio locale, poi è uscito un articolo sul giornale locale, parlando di me in modo entusiastico.

A Sarabanda con Enrico Papi
sarabanda campioni 5252025 youmovies.it 3940675818Io ero molto timida, chiusa, avevo anche subìto degli episodi di bullismo, anche se io facevo finta di niente, col sorriso sulle labbra. Ma da allora sono tutti cambiati nei miei confronti. Come se la musica mi avesse dato più forza. Poi ho iniziato a fare serate con un pianista di qui, girando la Sardegna.

A 18 anni ho fatto il provino per Sarabanda, la trasmissione di Enrico Papi, che in realtà non volevo fare, mi ha iscritta mia madre e mi hanno presa. Sono partita a Roma e per 4 anni ho cantato in trasmissione, finché ho dato le dimissioni. Nel frattempo mi ero iscritta all’Università a Roma, dove vivevo, e in trasmissione avevo tanti tempi morti per cui potevo studiare, mi sono laureata in servizi sociali con 110 lode.

Gianni Ciuffini cropped
Gianni Ciuffini, produttore musicale e cinematografico e regista

Ho fatto tante serate, nei locali, nelle case, negli eventi. Le prime volte andavo a cantare con la nonna, che era greca, di Samos, a cui ero legatissima, venuta a mancare due mesi prima che mia figlia nascesse. Cantava Besame mucho in greco, Rose rosse e Samiotissa, la canzone della sua isola. Quando se ne è andata l’ho sentita: mi sono svegliata alle due di notte con nelle orecchie la sua canzone.

A Roma facevo piano bar negli alberghi, finché un amico mi ha chiesto di sostituirlo a una festa privata, e quando mi ha sentita cantare – lui era un produttore cinematografico – è impazzito per me, voleva produrmi. Era Gianni Ciuffini (il cugino di Sabina) e, avendo una moglie brasiliana, aveva sempre lavorato molto con artisti brasiliani.

Così mi fanno fare un disco in cui duetto con Toquinho, facciamo un concerto a Roma, in cui c’era la Vanoni e Vinicio de Moraes. Mi avvicino alla musica brasiliana per cui sposo questo filone.

L’Africa, un grande amore

DIEGO CASSINELLI
Diego Cassinelli

Nel 2015 mi chiama l’ambasciata dello Zambia per cantare alla festa della Repubblica. Parto per l’Africa dove non ero mai stata e l’ambasciatore ci porta a visitare il ghetto di Bauleni, una baraccopoli alla periferia di Lusaka.

Rimango folgorata. Incontro Diego Cassinelli, una persona speciale, che trasmette un’energia incredibile, l’unico italiano su 100.00 persone, che vive lì da 15 anni, con la sua famiglia. Entriamo subito in confidenza, chiacchierando ci chiediamo cosa potremmo fare lì con la musica.

Ritorno in Italia e due anni dopo, quando finisce una grande storia d’amore che avevo da dieci anni, mi ritrovo a Roma sola e scombussolata. Chiamo Diego e gli chiedo se potevo andare a passare il Natale con loro. Gioco con i bambini, suono la chitarra e mi chiedono di cantare una canzone della mia terra: Non potho reposare.

AFRICA SARDADa lì mi viene l’idea di uno studio di registrazione nel getto di Bauleni, che ho chiamato Africa sarda studio, dove ho registrato con i telefonini le voci dei bambini, che hanno imparato alcune canzoni in sardo e qualcuna mia.

Tornata in Italia ho chiesto ad amici musicisti di mettere le musiche sulle voci dei ragazzi e ne ho fatto un disco, Africa Sarda & is Amigus.

Faccio partire la raccolta fondi e con quei soldi torno in Zambia per costruito lo studio di registrazione, dove abbiamo inciso 2 dischi.

E incontro anche l’amore

Carla con bimbo
Zambia. Carla con uno dei bimbi della comunità di Bauleni.

Tornata a Roma, ho incontrato Andrea, un ragazzo che già conoscevo, anche lui musicista, bluesman, che suona la chitarra hawaiana, che mi ha confessato che era sempre stato innamorato di me.

Io non ne volevo sapere e allora, per allontanarlo, gli ho detto che volevo vivere in Africa, se voleva poteva venire a vedere la situazione, pensando che sarebbe scappato.

Invece siamo partiti insieme, lui mi ha aiutato a dipingere i locali, abbiamo fatto le mura, abbiamo inciso qualcosa insieme. Tornata in Italia mi sono accorta di essere incinta.

Ci siamo sposati e il 25 settembre 2019 è arrivata la prima bimba. Tornati in Sardegna è nato il secondo bimbo. Ho sempre cantato, anche incinta. In Sardegna lavoro molto con gli eventi, feste, convention, feste private, matrimoni. Faccio Africa sarda, un mix di canzoni, per me è una sorta di abbraccio tra le due culture. Sono stata invitata due anni fa al Premio Maria Carta e ho cantato Su Pizzineddu della Carta, con un arrangiamento afro».

Sono cresciuta con le canzoni di Mina e di Mia Martini
WhatsApp Image 2026 06 30 at 23.34.08Personalmente – come ho scritto all’inizio – l’ho sentita in una serata in Sardegna dedicata a Mina. «È una cantante con la quale sono cresciuta», mi dice «lei e Mia Martini. E quando mi hanno proposto questa serata da una parte ero spaventata, ma è stata una bella sfida. In realtà faccio di tutto, ho un repertorio ampio, dal jazz alla bossa nova, anche a richiesta.

Tra le persone davvero speciali che ho incontrato nel mio percorso, oltre a Diego Cassinelli, c’è stato il chitarrista Fausto Mesonella e poi Miucha, la sorella di Chico Buarque de Hollanda – una famosa cantante e compositrice di bossa nova e seconda moglie di João Gilberto – abbiamo fatto anche delle cose insieme.

Lei era grande, anche se sembrava una ragazzina, è mancata a 80 anni una settimana prima che scoprissi di essere incinta e ho dato il suo nome a mia figlia, che le assomiglia. Ho cantato al 70 compleanno di Ivana Trump a Saint Tropez».

I progetti futuri? Cantare e poi ancora cantare
«Vorrei lasciare la Sardegna e tornare a Roma, dove ho amici, punti di riferimento, in Sardegna si lavora solo d’estate.
A Roma di mattina facevo musica negli asili nido, poi davo lezione ai privati, la sera cantavo nei locali, una vita di musica. Per mio marito è la stessa cosa: Andrea tiene concerti in tutto il mondo, canta da solista il blues». Adoro chi ama quello che fa, in particolare gli artisti. Insomma, una vita per la musica.

Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com