Tutte le piattaforme per utilizzare questo straordinario strumento.
L’Intelligenza Artificiale può “generare” qualcosa che non fa parte della nostra realtà? Certamente. Stiamo parlando dell’Intelligenza Artificiale Generativa, una delle frontiere più affascinanti raggiunte dall’IA negli ultimi anni.
E non è tutto: oggi l’intelligenza artificiale è anche in grado di agire in maniera autonoma, attraverso i cosiddetti agenti. Strumenti che abbreviano i tempi di lavoro e trasformano concretamente il nostro modo di fare le cose. Con qualche pericolo.
Un sistema che si “apre”

Nella precedente puntata ci eravamo lasciati con un interrogativo. Avevamo parlato di come l’Intelligenza Artificiale sia in grado di elaborare informazioni e di come questo le permetta di uscire dalla logica deterministica del “se… allora”.
Ci troviamo ora davanti a qualcosa di completamente diverso: una logica “aperta”, capace di elaborare in maniera autonoma, senza essere vincolata a strutture predefinite.
Ricordo ancora quando, nel dicembre 2025, ebbi l’occasione di affiancare l’esperto Claude Kanah, autore di brevetti nel campo dell’IA applicata alla diagnosi dei linfomi. Gli feci notare un aspetto cruciale: un programma analogo, sviluppato prima dell’avvento dell’IA moderna, avrebbe richiesto una lunga sequenza di regole “se… allora”, rimanendo chiuso in un sistema di strutture previste e prevedibili.
Con le reti neurali, invece, il sistema si apre completamente: si fornisce una domanda – in termine tecnico, un prompt – e la rete elabora una risposta originale, che non è stata scritta da nessuno in anticipo. La sensazione è quella di avere a che fare con uno strumento capace di trovare soluzioni al di là di quelle che gli abbiamo esplicitamente fornito.
L’AI può diventare autonoma?

Questo cambia radicalmente il nostro modo di rapportarci all’informazione e apre nuove prospettive di conoscenza. Sollevando, al tempo stesso, interrogativi importanti: uno strumento capace di elaborare in modo autonomo potrebbe, un giorno, scavalcarci? Ne parleremo nelle prossime puntate. Per ora, concentriamoci sulle straordinarie possibilità che questa apertura ci offre.
Tuttavia, ecco un anticipo che ci riporta la cronaca. Recentemente OpenAI, la società produttrice di ChatGpt, ha reso noto che i suoi avanzati modelli di AI sono sfuggiti al controllo durante un test di sicurezza, hackerando in autonomia una nota piattaforma per programmatori.
L’Intelligenza Artificiale che “genera” (GenAI)

L’Intelligenza Artificiale, oggi, non si limita a elaborare: è anche capace di diventare creativa. Per “creare” intendiamo la capacità di produrre qualcosa che prima non esisteva. Non solo ricevere ed elaborare informazioni a velocità straordinaria – cosa di cui abbiamo già parlato – ma generare elementi che appaiono come genuinamente nuovi.
Gli esempi più noti riguardano la generazione di immagini, testi e musica. In pratica, si descrive ciò che si vuole e l’IA lo realizza: che si tratti di un’illustrazione, di un video, di un brano musicale o di altro ancora.
Qui si va oltre la semplice risposta a una domanda: si parte da qualcosa che non c’era e la si crea. Questa è la grandezza delle architetture generative, che ci portano davanti agli occhi nuovi mondi del possibile.
Come funziona, in breve
Descrivere il meccanismo tecnico in dettaglio richiederebbe un capitolo a sé: io l’ho fatto nel mio libro Intelligenza Artificiale: un sogno impossibile… divenuto possibile (dicembre 2024) . Qui mi limito a un’idea generale.
Il processo parte dal Natural Language Processing (NLP), di cui parlavamo nella prima parte: una volta acquisita la descrizione dell’utente, il sistema ne estrae il significato profondo e lo trasmette a una rete neurale, che gli dà forma concreta.
Nel caso del testo, la rete neurale trasforma questo significato in nuove parole e frasi. Nel caso delle immagini, la descrizione viene convertita in valori numerici che corrispondono alle componenti cromatiche e alla struttura visiva dell’immagine stessa, suddivisa in pixel. Per la musica, il processo è analogo: note, ritmo, timbro e armonia vengono generati a partire da una descrizione testuale o da un genere indicato.
La GenAI in azione: immagini, musica, testi
La creatività artificiale si manifesta in forme molto diverse. Per quanto riguarda le immagini, tra i principali strumenti disponibili al pubblico troviamo:
- Imagen 3 (Google DeepMind)
Il generatore di immagini integrato in Gemini, accessibile anche tramite Google AI Studio. Produce immagini di alta qualità a partire da descrizioni testuali.
- DALL-E 3 (OpenAI)
Integrato in ChatGPT e in Microsoft Copilot. Particolarmente efficace nel seguire descrizioni articolate e nel rispettare lo stile richiesto.
- Midjourney
Uno dei generatori più apprezzati per qualità estetica, accessibile tramite Discord o interfaccia web.
- Stable Diffusion
Open source, eseguibile anche in locale. Molto flessibile e ampiamente utilizzato dalla comunità degli sviluppatori.
Per la generazione di brani musicali, una piattaforma davvero notevole è Suno. Permette di creare brani completi – voce, melodia, arrangiamento – a partire da un testo e da uno stile musicale indicati dall’utente. Se non si ha un testo o non si conosce lo stile desiderato, basta una semplice descrizione: il sistema saprà cosa fare.
Come lavora Suno

Ricordo, ad esempio, durante una conferenza sull’Intelligenza Artificiale da me tenuta a Milano presso il Circolo Filologico il 13 settembre 2025, di avere fornito a Suno soltanto il titolo della conferenza stessa, Intelligenza Artificiale: trasformare i pensieri in calcoli, insieme allo stile musicale che avevo scelto. Il fatto di aver potuto scegliere uno stile preciso ha fatto la differenza: la mia conoscenza musicale mi ha permesso quel “passo in più” che altrimenti non sarebbe stato possibile (anche se, comunque, Suno è in grado di generare uno stile anche senza descrizioni particolare, in base al testo fornito). Ne parleremo ancora più avanti, perché è un elemento importante.
La cosa straordinaria è che, partendo da pochissimi elementi, l’applicazione ha generato una melodia davvero suggestiva, che ha aperto la conferenza in modo del tutto inaspettato. L’evoluzione di questi strumenti è, peraltro, rapidissima: Suno è passato in breve tempo da voci dal timbro metallico e artificioso a voci che risultano indistinguibili da quelle umane.
Anche per chi si occupa di sviluppo software, la GenAI riserva sorprese notevoli: la capacità di generare codice funzionante a partire da una descrizione in linguaggio naturale è ormai una realtà consolidata e io stesso l’ho sperimentata in prima persona.
Intelligenza Artificiale “Agentica”: l’ultima frontiera

Immaginiamo una scena. Apriamo un assistente di Intelligenza Artificiale e gli chiediamo di controllare la posta in arrivo. Dopo che l’ha fatto, gli chiediamo di riassumere le mail più lunghe e di darci un resoconto generale. Poi gli chiediamo di rispondere a un messaggio, promettendo un incontro nei giorni successivi. Infine, gli chiediamo di controllare il nostro calendario per trovare uno spazio libero, diciamo giovedì alle 15, e di prenotare il parrucchiere a quell’ora.
Questo rappresenta qualcosa di qualitativamente diverso rispetto a ciò che abbiamo visto finora. Non siamo più nel campo della produzione di contenuti o delle risposte a domande: siamo nel campo dell’esecuzione di azioni reali. Siamo, in altre parole, nel mondo dell’Intelligenza Artificiale Agentica.
I primi sistemi agentici di IA sono comparsi intorno al 2025, e da allora stanno diventando la nuova frontiera del settore. Nei prossimi anni si affermeranno in modo sempre più capillare, ridefinendo il rapporto tra esseri umani e macchine.
Le funzione di un agente di IA

Durante una conferenza a cui ho partecipato presso lo Step into the Future, polo tecnologico (e divulgativo) di Fastwebm situato a Milano, ho avuto modo di assistere alla dimostrazione di “Ross”, l’agente di IA realizzato da Fastweb, che abbiamo anche potuto provare per alcuni giorni. Questo sistema (che si integra con l’applicazione di messaggistica avanzata “Telegram”) è in grado di compiere un’ampia varietà di operazioni: dalla generazione di contenuti strutturati alla gestione di flussi di lavoro complessi.
Un agente, in sostanza, non si limita a trovare informazioni o a offrirci panoramiche dettagliate: ci conduce per mano nell’esecuzione materiale delle cose, accompagnandoci passo dopo passo. Questo cambia profondamente anche il nostro modo di lavorare e di creare.
Creazioni e ricerche avanzate
Tra le capacità più sorprendenti degli strumenti di IA attuali c’è quella di condurre ricerche approfondite e di organizzarle in modo sistematico: non semplici ricerche, ma veri e propri documenti strutturati, report audio, e in prospettiva probabilmente anche video.
Gemini Deep Research
Nel 2025 Google ha introdotto, all’interno del chatbot Gemini, la funzione Deep Research. Per chi non è avvezzo a questi strumenti, il risultato appare quasi incredibile.
Selezionando questa funzione, è sufficiente inviare a Gemini un prompt con una descrizione chiara di ciò di cui si ha bisogno. Il sistema risponde con un piano di ricerca che possiamo accettare o modificare. Quando confermiamo, Gemini esegue in tempo reale una ricerca incrociata su centinaia di siti in tutto il mondo, visualizzando in diretta i siti consultati.
Al termine del processo viene fornito un report dettagliato di circa 10-12 pagine, che rimane accessibile nel server di Gemini e può essere esportato in PDF o nei Documenti Google (su dispositivo mobile il primo passaggio è dai documenti Google). A richiesta, è anche possibile generare un report vocale: in circa dieci minuti viene prodotta una sorta di conversazione a due voci sugli argomenti trattati nel report scritto. Anche quello è scaricabile sul proprio dispositivo in formato Mp3.
Durante la mia citata conferenza del 13 settembre 2025 al Circolo Filologico Milanese ho aperto la serata – dopo gli ascolti musicali generati da Suno – con un report vocale di circa 8 minuti sugli aspetti matematici dell’Intelligenza Artificiale, che era il tema centrale. Ho poi concluso con un report su “meraviglie e rischi dell’IA”. La conferenza stessa è stata, in larga parte, un commento e un approfondimento dei contenuti indicati dal report.
NotebookLM
Un altro strumento degno di nota è NotebookLM (Google), disponibile sia come app che come sito web. In questo caso si inseriscono delle “fonti” – siti web, documenti, PDF – anche più di una (con un limite nella versione gratuita). L’applicazione genera una sintesi del materiale inserito, a partire dalla quale è possibile fare domande e richiedere approfondimenti, dialogando come si farebbe con una persona.
Anche qui è possibile generare, a richiesta, un podcast audio che descriva in dettaglio i contenuti inseriti. Uno strumento straordinario per la produttività e per chi deve gestire grandi quantità di informazioni.
Claude e la gestione dei file
D
urante una serie di incontri sull’Intelligenza Artificiale tenuti a Milano nei mesi di gennaio e febbraio 2026, sono state mostrate le nuove funzionalità di Claude, il chatbot di IA prodotto dalla startup americana Anthropic. La versione presentata, Claude 4.6 Sonnet, era in grado di lavorare direttamente sui file: non solo leggere e riassumere, ma anche elaborare, tradurre, migliorare struttura e contenuto.
Un esempio concreto: chi deve presentare una conferenza con delle slide può chiedere a Claude di migliorargliele. Il risultato, spesso, supera le aspettative. Io stesso utilizzo abitualmente questi strumenti (l’ho fatto anche con questo articolo!) per migliorare i miei testi, aggiungere riferimenti bibliografici e controllare la coerenza delle informazioni.
Risolvere un problema di pubblicazione con l’IA

Un episodio che mi è rimasto particolarmente impresso riguarda Gemini e un problema che avevo con la pubblicazione di un mio libro (l’ultimo nel momento in cui sto scrivendo) su Kindle Direct Publishing (KDP), la piattaforma di autopubblicazione di Amazon.
La piattaforma continuava a segnalare la presenza, nel mio manoscritto, di un carattere non supportato, Lucida Grande Bold. Eppure, io non avevo mai usato quel carattere. Lavorando in quel momento su un Mac (ora utilizzo lo stesso computer, ma ho sostituito Mac con Linux), Lucida Grande è un carattere di sistema di Apple, e probabilmente si era nascosto in qualche riga – forse all’interno di una tabella – in modo non visibile.
Prima di arrendermi e cambiare piattaforma, ho chiesto aiuto a Gemini. Il sistema mi ha generato un’applicazione che scansionava il file e lo ripuliva dal carattere incriminato. Il file è stato poi accettato senza problemi. Un esempio concreto di quanto questi strumenti siano già potenti.
Una collaborazione “fianco a fianco”

Con questa riflessione anticipo qualcosa che affronteremo in modo più approfondito nelle prossime puntate: il tema della collaborazione tra esseri umani e intelligenza artificiale.
Collaborare “con” l’IA non significa – e spero che sia ormai chiaro – delegarle tutto. Significa instaurare una partnership in cui uomo e macchina lavorano come parti dello stesso team. L’IA velocizza le parti routinarie e ci lascia più tempo e più energia per le parti creative, quelle che richiedono giudizio, sensibilità, esperienza.
È un po’ come con la calcolatrice: non ci ha fatto dimenticare come si fa aritmetica, come qualcuno temeva. Ci ha liberato dall’obbligo di fare i conti a mano, permettendoci di sviluppare più a fondo il pensiero matematico. L’IA fa qualcosa di analogo, su una scala molto più vasta.
Abbiamo uno strumento capace di cose straordinarie. La sfida vera e affascinante è imparare a usarlo bene.
Uno sguardo “avanti”
Dopo questa panoramica sull’IA generativa e agentica, nella prossima puntata (e direi anche nelle prossime puntate) esploreremo come queste tecnologie vengono applicate a livello sociale e organizzativo e guarderemo al futuro prossimo e più lontano cercando di capire cosa ci aspetta con questo straordinario strumento a disposizione.
Restate in contatto!
Per saperne di più
Link e risorse per approfondire i temi trattati in questa puntata. Tutti i siti sono accessibili gratuitamente (salvo diversa indicazione).
Sergio Ragaini. “Intelligenza Artificiale Generativa” – Amazon
• Google Gemini — Imagen 3 — Il chatbot di Google con generazione di immagini integrata (Imagen 3) e la funzione Deep Research.
• ChatGPT con DALL-E 3 (OpenAI) — La piattaforma di OpenAI con generazione di immagini tramite DALL-E 3.
• Microsoft Copilot — L’assistente di Microsoft, integrato anche in Windows e Office, con accesso a DALL-E 3.
• Midjourney — Uno dei generatori di immagini più apprezzati per qualità estetica. Accessibile via web.
• Stable Diffusion (Stability AI) — Modello open source per la generazione di immagini, eseguibile anche in locale.
• Suno — Generazione musicale con IA — Permette di creare brani musicali completi (voce, melodia, arrangiamento) a partire da un testo e da uno stile.
• Udio — Altro generatore musicale — Alternativa a Suno per la creazione di brani musicali con IA.
• Runway — Video generativo con IA — Piattaforma per la generazione e modifica di video tramite IA. Una delle più avanzate nel settore.
Ricerca avanzata e produttività
• Gemini Deep Research — La funzione di ricerca approfondita di Gemini, capace di produrre report dettagliati e podcast audio.
• NotebookLM (Google) — Strumento per caricare documenti e fonti, ottenere sintesi, fare domande e generare podcast audio.
• Claude (Anthropic) — Chatbot avanzato con capacità di elaborazione di file, traduzione, miglioramento testi e molto altro.
• Perplexity AI — Motore di ricerca basato su IA, con risposta sintetica e fonti citate. Utile per ricerche rapide e accurate.
Intelligenza Artificiale Agentica
• Anthropic — Cos’è l’IA Agentica — Articolo tecnico (in inglese) di Anthropic su come costruire agenti efficaci.
• AutoGPT — Uno dei primi esempi pubblici di agente IA autonomo, open source.
• OpenAI Assistants API — Documentazione sulle API di OpenAI per costruire agenti personalizzati.
• Ross – il citato agente AI di fastweb, che si usa mediante il servizio di messaggistica avanzata “Telegram”. Si può provare gratuitamente.
Per capire meglio: risorse divulgative
• Elements of AI (corso gratuito) — Corso online gratuito sull’IA, disponibile in italiano. Ideale per chi parte da zero.
• AI4K12 — What is AI? (video, in inglese) — Risorse educative sull’IA per tutti i livelli, inclusi video esplicativi.
• 3Blue1Brown — Neural Networks (YouTube, in inglese) — Serie video di alta qualità che spiega le reti neurali con animazioni. Matematicamente rigorosa ma accessibile.
• Wired Italia — sezione Intelligenza Artificiale — Articoli di approfondimento in italiano su IA, aggiornati regolarmente.
Kindle Direct Publishing (KDP) (pur non essendo direttamente inerente all’argomento, menziono questa struttura perché ne parlavo in precedenza)
• Kindle Direct Publishing — La piattaforma di Amazon per l’autopubblicazione di libri digitali e cartacei.
• Guida KDP ai font supportati — Informazioni sui font accettati dalla piattaforma (in inglese).
• Eliminare “Lucida Grande Bold”. Condivido l’applicazione che Gemini mi ha generato per eliminare il carattere “Lucida Grande Bold” dai file per l’autopubblicazione. Chi utilizza Mac potrebbe trovarla un aiuto fondamentale!
Note dell’autore
Questo articolo è il terzo di una serie dedicata all’Intelligenza Artificiale, pensata per lettori curiosi e non tecnici. Le esperienze citate sono reali e verificabili. I link indicati nella sezione “Saperne di più” erano attivi al momento della stesura; la rapidità di evoluzione del settore potrebbe renderli obsoleti nel tempo.







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