Ipnosi olistica: un viaggio dentro di sé

Un libro e un'intervista per approfondire i segreti dell'ipnosi

ipnosi

A colloquio con il fondatore dell’Università Popolare SIO e del metodo  Ipnosi Olistica®.

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Francesco Tarsia, Presidente Università Pop. SIO, e creatore del metodo Ipnosi Olistica®.

Dopo aver letto La via dell’ipnosi olistica di Francesco Tarsia, con prefazione del professor Bruno Renzi, di cui è stato allievo, decido di intervistarlo. Fondatore dell’Università Popolare SIO (Scuola di Ipnosi Olistica) e ideatore del metodo Ipnosi Olistica®, si è formato con alcune tra le più autorevoli figure e scuole di ipnosi in Italia, approfondendo vari modelli d’Ipnosi, tra cui l’Ipnosi tra le Vite sul modello di M. Newton. Inoltre ha approfondite competenze in PNL, comunicazione strategica, Ipnosi, Reiki, Medicina Tradizionale Cinese, Tantra e Shiatsu.
Counselor, formatore e conferenziere, si dedica con passione alla sperimentazione e alla ricerca.

«Qual è stato l’elemento scatenante che l’ha spinta verso le tecniche ipnotiche e, in particolare, verso l’ipnosi olistica?», gli chiedo.
«L’interesse verso l’ipnosi», racconta «è nato dal lungo percorso che ho fatto praticando le discipline orientali, tra shiatsu, reiki e tantra, che mi hanno insegnato a indagare in profondità l’interiorità umana. A un certo punto mi sono chiesto come l’Occidente avesse affrontato la stessa ricerca. Grazie a una serie di coincidenze, mi sono imbattuto in una conferenza del Prof. Bruno Renzi e in un servizio televisivo con lo Psicologo-Psicoterapeuta Marco Pacori.

Li ho contattati entrambi, deciso ad apprendere e a intraprendere questa nuova strada. E così sono andato a incontrare Renzi: abbiamo parlato e si è creato subito un feeling, e lo stesso è successo con Pacori, entrambi professionisti dell’ambito clinico. Quelli sono stati i primissimi contatti. Da quella esperienza è nato il mio approccio, che unisce la dimensione energetica delle discipline orientali con quella clinica occidentale: è proprio così che ho elaborato l’ipnosi olistica.»

 Il titolo del libro è “La via dell’ipnosi olistica“.  Ma in cosa si differenzia l’ipnosi olistica dall’ipnosi tradizionale e, ancora di più, da quella da palcoscenico e da strada?

La Via dellIpnosi Olistica2«L’ipnosi è un termine che indica fondamentalmente due cose: una modificazione dello stato mentale, che può configurarsi in mille modi diversi; e una serie di procedure che servono a portare le persone — o a portarsi da soli, nel caso dell’autoipnosi — in quello stato.

L’ipnosi olistica è fondamentalmente l’idea di utilizzare il lavoro con gli stati mentali non solo per curare o risolvere problemi, ma per scoprire meglio chi siamo e cercare un senso, in un’ottica evolutiva dell’essere umano.

La differenza, quindi, non è tanto tecnica, anche se l’ipnosi olistica ha le sue procedure specifiche, quanto di prospettiva: il lavoro ipnotico viene usato per aiutare le persone a esplorare parti sempre più profonde di sé, che le guidano a comprendere il loro percorso profondo in questa esistenza e, se vogliamo, il loro percorso animico. Questo è il tema centrale.

Il tuo libro è pensato più per chi vuole semplicemente comprendere l’ipnosi olistica o anche per chi desidera iniziare a praticarla?
Il libro nasce come testo per il nostro istituto, ma ha anche l’obiettivo di offrire un punto di partenza chiaro per questa disciplina. L’ipnosi olistica è un metodo molto strutturato, perciò era importante fornire una solida cornice teorica ed epistemologica.
Tuttavia, essa trae le sue radici principalmente dall’esperienza: prima di tutto la mia personale e poi quella delle persone che partecipano ai corsi. All’interno del libro, la parte pratica occupa quindi un ruolo importante, con esercizi, tecniche di induzione e un video in cui mostro un’induzione.

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Bruno Renzi, psichiatra e psicoterapeuta.

Chi dovrebbe leggere il tuo libro e in quali situazioni potrebbe essergli più utile? C’è un target particolare?

Sì, direi che il target principale è chi già lavora nell’ambito delle relazioni d’aiuto.
Anche il principiante può leggerlo e trarne beneficio, perché gli esercizi proposti non sono complessi e possono essere eseguiti da chiunque.

Tuttavia, chi ne beneficia maggiormente è il professionista: dall’operatore olistico, al counselor, al coach, fino allo psicoterapeuta. Per esempio, Bruno Renzi, psichiatra e psicoterapeuta, ha utilizzato l’ipnosi olistica nel suo lavoro e ne descrive molto bene l’applicazione pratica nella prefazione al libro.

Nel libro affronti anche gli aspetti legali e deontologici dell’ipnosi. Perché è importante conoscere questi aspetti?
L’ipnosi è una disciplina meravigliosa, ma circondata da falsi miti, dove spesso si crede che chi la pratica possa fare qualsiasi cosa. Per questo, nel libro c’è un’appendice curata dall’avvocato Marianna Sereno, per chiarire gli aspetti legali, perché esistono certi tipi di ipnosi che possono essere utilizzati solo da un clinico, e molti ambiti in cui l’ipnosi può essere utilizzata per motivare, aggregare e trasformare le persone, come nell’ambito sportivo. L’appendice serve dunque a delineare una linea chiara, distinguendo l’uso clinico da quello non clinico e aiutando chi pratica a orientarsi in modo corretto.

Hai accennato ai falsi miti sull’ipnosi. Quali sono?

Francesco tarsia Ipnosi Olistica
Francesco Tarsia induce uno stato d’ipnosi.

Sostanzialmente sono tre.

Il primo e il più eclatante è che l’ipnotizzato sia un burattino nelle mani dell’ipnotista. Questo non è vero, perché chi si sottopone all’ipnosi si rende conto di essere sempre presente e può uscire dall’esperienza in qualsiasi momento.

Il secondo mito è che l’ipnosi sia un processo passivo, in cui la persona ipnotizzata guarisce da sola senza fare nulla.
Non è così, soprattutto nell’ipnosi olistica, dove c’è un’idea assolutamente attiva: la persona entra in relazione con il proprio mondo interiore per attingere alle proprie risorse.

Il terzo è che i fenomeni ipnotici siano prodotti dall’ipnotista. In realtà, tutto ciò che si produce avviene anche grazie all’interiorità e all’inconscio della persona.

Comunemente si pensa che l’inconscio contenga soltanto aspetti di noi che preferiremmo non far emergere. Dal modo in cui ne parli nel libro, invece, sembra che tu lo consideri non un luogo da evitare, ma al contrario una risorsa preziosa. È corretto?
Sì, è così. Nel libro sintetizzo alcune delle principali scuole che hanno parlato di inconscio, da Freud a Jung, Assagioli, Ma la cosa interessante non è tanto definire cosa sia l’inconscio, quanto cominciare a costruire una relazione con questa parte che noi chiamiamo mondo interiore, attraverso alcune metafore.

Quella del maggiordomo interiore che custodisce tutti i nostri segreti, ma anche tutte le nostre grandi risorse. Un’altra metafora è il bibliotecario saggio, che conosce tantissime informazioni su di noi e ci guida nelle intuizioni che emergono dall’interno. L’inconscio è un oceano infinito: va navigato e quanto più scendiamo dentro, tanto più scopriamo cose, rivelando la profondità e l’ampiezza delle nostre risorse interne.

Queste cose emergono dal libro, ma tu le affronti in modo pratico anche nei corsi.

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Tarsia in una dimostrazione durante uno dei suoi corsi d’ipnosi olistica.

Esattamente. Proprio perché bisogna imparare ad immergersi in questo infinito dentro di noi, è necessaria la pratica: ci vuole tempo. L’ipnosi è un processo veloce rispetto a tanti altri, ma richiede esercizio. Ecco perché tengo corsi biennali solo in presenza.

Il primo anno è più tecnico: si studiano l’ipnosi base, l’ipnosi regressiva, l’autoipnosi, le ipnosi non verbali e l’ipnosi di Milton Erickson. Il secondo è più legato agli aspetti strategici: ipnosi per l’analgesia, controllo e gestione del dolore, cattive abitudini, dipendenze, obiettivi e tutta la parte energetica.

Qual è il messaggio che vorresti che il lettore portasse con sé?
Che dentro di noi esiste un universo di possibilità, davvero alla portata di tutti. Bisogna semplicemente imparare i linguaggi della nostra interiorità.

Stai lavorando ad altri progetti, libri o iniziative? Hai in mente di sviluppare qualcosa di nuovo?
Partendo dalle costellazioni familiari di Hellinger, abbiamo sviluppato un metodo che unisce alcune procedure e approcci utilizzati nell’ipnosi olistica. Da qui sono nate le costellazioni ipnotiche e probabilmente il prossimo libro riguarderà proprio questo tema.

Per saperne di più
Vedi il sito www.ipnosi-olistica.it

Giornalista di economia e finanza, nutre da sempre un profondo interesse per l’ipnosi e la medianità, così come per tutto ciò che esplora le dimensioni meno visibili dell’essere umano. Mail: ssempreviva@class.it