Scopri e sviluppa i tuoi talenti

Ogni individuo possiede dei talenti che possono rendere la sua vita eccezionale

Libri Geralt

Come attivare queste capacità potenziali, che riguardano sia la sfera logica che intuitiva.

Quando si parla di talenti tutti pensano a doti eccezionali che appartengono solo a una ristretta élite: artisti originali, sportivi olimpionici, attori o cantanti di fama, scienziati geniali…
Se poi ci riferiamo all’ambito della ricerca psichica e spirituale ci vengono in mente talenti quali chiaroveggenza, medianità, telepatia, premonizione e via dicendo.

rol1
Gustavo Rol (1903-1994) è stata una delle persone più dotate di poteri straordinari del ‘900.

In effetti non è sbagliato intendere i talenti nelle suddette accezioni, ma è in un certo senso riduttivo, perché lascia pensare che i talenti eccezionali siano riservati a una élite graziata alla nascita; in questo articolo vogliamo invece mostrare che – seppure in misura maggiore o minore – ogni individuo possiede dei talenti che possono rendere la sua vita eccezionale.

L’idea che solo pochissimi individui li possiedano non è solo riduttiva ma anche fuorviante e depotenziante, portandoci a credere di valere di meno o di non valere affatto (diventando così facilmente manipolabili). Questa tendenza a sminuire l’essere umano trova il suo antidoto nei percorsi di autoconsapevolezza e crescita personale, che aiutano gli individui a conoscere se stessi e a sviluppare e manifestare le proprie potenzialità/talenti così da realizzarsi per ciò che veramente sono.

Scoperta e sviluppo del potenziale umano

yogananda
Paramahansa Yogananda (1893 – 1952)

Se nel linguaggio psicologico contemporaneo tale processo viene indicato come scoperta e sviluppo del potenziale umano, negli antichi percorsi misterici iniziatici ci si riferiva ad esso come riconoscere e realizzare la propria natura divina, in quanto gli esseri umani erano ritenuti figli di Dio (o degli Dei) e quindi fatti a sua (loro) immagine e somiglianza.

Significativi richiami alla natura divina dell’essere umano – di tutti, non di un unico privilegiato – si ritrovano in molte antiche tradizioni spirituali dell’Oriente, i cui fondatori sono ricordati come esseri umani che, grazie ai loro sforzi coscienti, hanno riconosciuto e realizzato la loro natura divina, e allo stesso modo sono considerati i loro successori.

Nella tradizione buddista il concetto è molto simile e difatti il termine “budda” significa “il risvegliato” e non è una prerogativa di un solo individuo privilegiato, ma di tutti (anche se non in un’unica vita). Per conseguire tale obbiettivo sono state messe a punto nel corso dei secoli apposite metodologie dalle diverse tradizioni mistiico spirituali, incluse quelle della antica Grecia,  dell’antico Egitto e di altre aree del Mediterraneo e dell’Asia minore.

Siddharta e1767807417588
Siddharta (Keenu Reeves) ne “Il piccolo Buddha”.

Poi però furono quasi del tutto spazzate via dalla nefasta alleanza tra impero romano e cristianesimo che, a partire dall’editto di Tessalonica (380 d.C.), portò alla distruzione dei templi e delle biblioteche di tali tradizioni e al divieto di diffusione delle loro idee e metodologie, bollandole come eresie. L’idea della natura divina dell’essere umano non fu solo cancellata, ma addirittura sostituita da una diametralmente opposta che lo considerava fondamentalmente malvagio o quanto meno egoista e contraminato in partenza dal peccato originale.

Gli apporti  delle varie psicologie
Solo negli ultimi 150 anni tale idea si è riaffacciata sulla scena, grazie alla diffusione di antichi insegnamenti e metodi di ricerca spirituale provenienti dall’Oriente e grazie anche ai contributi di una branca “minoritaria” della psicologia occidentale, nota come psicologia umanistica.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay copia2
Immagine di Gerd Altmann da Pixabay.

Nonostante ciò, la cultura dominante ha continuato a ignorare tale idea e così pure la psicologia mainstream, secondo cui l’essere umano sarebbe alla nascita un insieme di predisposizioni istintuali egoistiche da indirizzare e sublimare (psicoanalisi) oppure un vaso vuoto o un computer da riempire/programmare con nozioni, norme e valori (psicologia comportamentista).

Le nostre esperienze personali e professionali ci hanno portato a divergere da queste concezioni meccanicistiche e “sub-umane” e a propendendere per una visione umanistica dell’essere umano che lo riconosca dotato di capacità nettamente superiori a quelle degli animali e dei computer e soprattutto qualitativamente diverse: consapevolezza di sé, pensiero astratto, riflessione razionale, pensiero critico, comunicazione mediante linguaggi verbali, provare sentimenti, empatia, compassione etc.

Ogni essere umano “normale” dispone in qualche misura di tali capacità, così come di molte altre, incluse quelle definite paranormali quali intuizione, ispirazione, premonizione, telepatia etc., come ha ben evidenziato Manuela Pompas nel libro Siamo tutti sensitivi.

Scoprire il proprio potenziale
Coscienza UniversaleAnche se tutte le suddette capacità sono potenzialmente presenti in ogni essere umano normale, non occorre svilupparle tutte a un grado elevato: ciò che conta è che ogni individuo riconosca e sviluppi bene quelle che rivestono un ruolo centrale nella sua identità profonda, che noi chiamiamo nucleo essenziale e che altri definiscono vero Sé, Atman etc. Ciò in quanto questi talenti sono gli strumenti indispensabili che gli consentiranno di vivere efficacemente e soddisfacentemente la sua attuale incarnazione, portandone a compimento lo scopo evolutivo e sentendosi pertanto degno e realizzato.

Purtroppo non è affatto facile in questa epoca riconoscere e sviluppare i propri talenti centrali, sia perché la consapevolezza di sé non viene per niente allenata, sia perché vengono ignorati principi spirituali fondamentali, quali lo scopo evolutivo dell’esistenza umana e il fatto che ogni individuo nasce con una precisa “missione” dharmica e karmica da compiere.

Immagine ai generated di Piezieno da
Immagine ai-generated di Piezieno da Pixabay.

Infine la scuola fa di tutto per uniformare gli studenti, facendogli sviluppare talenti erroneamente considerati validi per tutti (come ad es. quelli matematici) e trascurare proprio quei talenti che invece sarebbero centrali per quello specifico individuo.

Ne consegue che la quasi totalità delle persone conosce e usa solo una parte delle proprie capacità, spesso neppure la più significativa, con conseguenze alquanto negative sia sul piano dell’efficacia sia su quello della autostima sia soprattutto su quello della realizzazione di sé.

Accettare i bambini senza volerli plasmare
padre e bimboAffinché i talenti centrali di un individuo si sviluppino correttamente sarebbe necessario che fin dall’infanzia i suoi genitori (e più avanti gli insegnanti) fossero capaci di accettarli senza pregiudizi e senza tentare di plasmare il bambino in funzione delle loro aspirazioni personali o dei modelli della loro cultura di appartenenza, aiutandolo anzi a riconoscere e sviluppare la sua unicità.

Se così fosse, ognuna delle potezialità presenti nel nucleo essenziale si svilupperebbe correttamente, cioè passerebbe da seme a pianta andando gradualmente a formare la personalità adulta.

Purtroppo né i genitori né gli insegnanti sono all’altezza di un tale sacro compito, in quanto a loro volta vittime di un incompleto e distorto sviluppo delle loro potenzialità. Pertanto ogni bambino cresce in un ambiente familiare e scolastico viziato da pregiudizi, dualismi, ideologie e aspettative che premiano alcune potenzialità a svantaggio di altre. Ne consegue che alcune potenzialità o talenti rimangono latenti, mentre altre vengono sviluppate in modo insufficiente o eccessivo.

Praticare un valido percorso di consapevolezza 
41 xcms label mediumcrescita personaleAbbiamo però una buona notizia: porre rimedio a tale nefasta condizione è possibile e la via – oggi come nei tempi antichi – è quella del

Uno dei principali obbiettivi di tale percorso è infatti quello di aiutare gli allievi a scoprire i propri talenti nascosti e a svilupparli e manifestarli, potendo, grazie a ciò, vivere una vita sempre più felice e realizzante, una vita che sia davvero in sintonia con il proprio nucleo essenziale e con gli scopi evolutivi della attuale vita.
Ovviamente ci riferiamo a percorsi di crescita personale degni di questo nome – cioè tenuti da istruttori competenti che ne riconoscono la sacralità e la complessità – e non a quei percorsi semplicistici tenuti da istruttori improvvisati (o peggio truffaldini) che abbondano su internet.

C’è anche una brutta notizia (si fa per dire)
Il percorso di crescita personale non può puntare subito alla scoperta e allo sviluppo dei propri talenti, ma occorre prima riparare, almeno in parte, i danni compiuti dall’erronea e fuorviante educazione impartita da famiglia, scuola, università e religioni.

ValCoscienza Universalee a dire: 1) risvegliare la consapevolezza, senza la quale non è possibile “guardarsi” dentro e scoprire quali potenzialità compongono il proprio nucleo essenziale;
2) ripulire la mente da pregiudizi, credenze erronee/limitanti e condizionamenti culturali e religiosi che possono fuorviare l’interpretazione di alcune capacità umane, considerandole vizi invece che virtù o viceversa.

Nel percorso di crescita personale che noi teniamo presso Nuovo Paradigma Academy ammettiamo al seminario sui talenti solo chi ha già fatto il lavoro suddetto (con noi o con altri). Sempre per non creare aspettative irrealistiche spieghiamo agli allievi che tale seminario è solo la porta d’accesso alla stanza del tesoro e occorrerà altro lavoro su di sé prima di scoprire e sviluppare appieno i propri talenti.

Tuttavia, anche solo l’affacciarsi a tale stanza è già di per sé una esperienza altamente trasformativa, che può cambiare radicalmente l’idea che si ha di se stessi e aprire scenari fino ad allora impensabili. È quello che è capitato a noi, decenni or sono, e che vi auguriamo di cuore capiti quanto prima anche a voi.

In copertina foto di Geralt da Pixabay

Per saperne di più
Per conoscere i corsi dell’Academy, vedi nuovoparadigma.org

Psicologo, sociologo e docente universitario, tiene da decenni seminari di crescita personale, relazionale e spirituale basati su una integrazione tra scienza, coscienza e spiritualità. È autore di molti libri tra cui "Olismo la nuova scienza" e I surrogati dell’amore, entrambi scritti con Cristina Cheli. Lei è psicologa e istruttrice di consapevolezza e crescita personale: Tiene seminari per aiutare le persone a recuperare la propria vera essenza, migliorare le relazioni e essere più felici. Insieme al marito ha ideato un metodo originale che integra conoscenze scientifiche d’avanguardia, antichi saperi mistico spirituali e tecniche psicologiche innovative. Il loro sito web: www.nuovoparadigma.org