San Francesco vive tra noi

Sono passati 800 anni dalla sua morte: ma lui continua a parlare al mondo contemporaneo

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Il messaggio più che mai attuale di Francesco, che ci propone pace e solidarietà.

L’attenzione verso i poveri e gli emarginati, l’amore per la natura e la profonda sensibilità verso il prossimo, sono alcune delle caratteristiche che rendono San Francesco d’Assisi una figura straordinariamente viva nel presente.

Fratello sole sorella luna 1972 Graham Faulkner 2
Graham Faulkner è Francesco nel film “Fratello Sole Sorella Luna”, di Franco Zeffirelli.

Un’immagine che il cinema d’autore ha consegnato alla memoria collettiva con il celebre Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli, capace di restituire l’ideale francescano di purezza e libertà interiore.

In silenzio, con il ricordo dei suoi sorrisi, il “Giullare di Dio” continua a parlare al mondo contemporaneo: in un’epoca segnata da conflitti, crisi ambientale e tensioni sociali, la vita e le parole del santo umbro – di cui il 3 ottobre 2026 ricorrerà l’ottavo centenario della morte – offrono un modello di semplicità, compassione e armonia universale.

Patrono d’Italia

BASILICA SAN FRANCESCO
Assisi. La Basilica di san Francesco (foto Pompas)

Papa Gregorio IX lo ha canonizzato appena due anni dopo la sua morte, nel 1228. Papa Pio XII lo ha definito «il più italiano dei santi e il più santo degli italiani», proclamandolo Patrono principale d’Italia nel 1939. Proprio per diffondere i principi a lui cari, a fine settembre 2025 la Camera ha approvato la legge che istituisce il 4 ottobre, già dedicato a San Francesco, come festa nazionale non lavorativa. Una ricorrenza già introdotta nel 1949 e poi eliminata nel 1977.

 

«Ci auguriamo che non resti solo una data segnata in rosso sul calendario, ma diventi occasione di riflessione comune e di impegno concreto sulla scia della testimonianza francescana», ha dichiarato Padre Giulio Cesareo, portavoce dei frati francescani.

Le origini
Nato tra il 1181 e il 1182 ad Assisi da una famiglia benestante, Francesco vive una gioventù spensierata e brillante. La madre, Giovanna detta “la Pica”, nobildonna di origini provenzali – che secondo una tradizione agiografica lo fa nascere in una stalla – lo partorisce mentre il marito è via per lavoro e lo chiama Giovanni. Lo crescerà nella fede cattolica.
Il padre, Pietro di Bernardone, agiato mercante di stoffe, di ritorno da un viaggio in Francia – in omaggio a questo Paese e in onore del suo mestiere, che lo ha portato oltralpe – lo ribattezza Francesco (“il francese”). Cresciuto tra agi e privilegi, Francesco è estroso, elegante e molto popolare: primeggia tra i suoi coetanei e si guadagna il soprannome di “re dei conviti”.

La conversione

Valentina Cortese e Monna Pica
Valentina Cortese è Monna Pica nel film di Zeffirelli.

Nella Battaglia di Collestrada, nell’autunno del 1202, Francesco imbraccia le armi insieme ad altri giovani di Assisi, contro le truppe perugine. Tra il 1203 e il 1204 viene fatto prigioniero; dopo essere stato liberato, si ammala gravemente. È già lì che inizia un processo di profonda trasformazione interiore. Ripresosi, tenta di nuovo la carriera militare. Ma mentre si prepara a raggiungere in Puglia le forze di Gualtieri di Brienne, si ferma a Spoleto e torna sui propri passi.

Una decisione cruciale, in cui matura la sua fortissima spinta alla conversione, intesa come la scoperta straordinaria di una gioia spirituale e materiale, laddove la fragilità umana percepisce solo vergogna e dolore. Lo stesso Francesco, alla vigilia della morte, racconterà così quell’esperienza: «Essendo io in peccato, troppo amaro mi sembra vedere i lebbrosi, ma lo stesso Signore mi conduce fra loro ed io esercito misericordia con loro». E poi: «Partendomene, ciò che mi appariva amaro si converte in dolcezza nell’animo e nel corpo. E poi tardai poco e uscii dal secolo».

Rivoluzione dall’interno

Il crocifisso di san Damiano
Il crocifisso di san Damiano che parlò a Francesco, dicendogli “Va’ e ripara la mia chiesa”.

Un giorno, davanti al crocifisso della chiesa di San Damiano, ai piedi del Monte Subasio, Francesco riceve un comando divino: “Va’ e ripara la mia Chiesa”. Un’esortazione da lui interpretata come un invito a rinnovare la comunità dei suoi fedeli, tanto da spingerlo ad abbandonare beni e privilegi, a indossare la tunica dei poveri, a servire in un monastero benedettino.

Inizia a predicare la carità nei confronti di poveri, malati e lebbrosi, secondo gli insegnamenti del Vangelo. Francesco non vuole distruggere il sistema, bensì ricostruirlo, rinnovandolo dall’interno.

Nel 1209 Francesco fonda l’Ordine dei Frati Minori e redige la Prima Regola, basata sull’osservanza del Vangelo in obbedienza, in castità e senza nulla di proprio, approvata in seguito da Papa Innocenzo III dopo un’iniziale diffidenza. Si circonda dei primi compagni: Bernardo di Quintavalle, Pietro Cattani, Egidio e altri. Il gruppo arriva a dodici membri, proprio come gli Apostoli.

Fratello sole sorella luna CorriereTv
Chiara (Judi Bowker) e Francesco in una scena de film.

Tutti loro vivono insieme in povertà e spirito di fratellanza, predicando gli insegnamenti di Cristo non solo con la parola, ma soprattutto con l’esempio. Questo modello di vita semplice attira anche Chiara d’Assisi che, sulle orme di Francesco, lascia la famiglia per consacrarsi a Dio e creare la comunità delle Povere Dame, dette in seguito Clarisse.

Chiara sarà canonizzata a sua volta nella cattedrale di Anagni il 16 agosto 1255 da Papa Alessandro IV, due anni dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1253. Il 17 febbraio 1958 fu dichiarata santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni da Pio XII.

L’abbraccio della diversità

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Francesco incntra il sultano Al-Malik al Kamil.

Francesco supera i confini, a iniziare da quelli geografici. I suoi frati vengono inviati in missione tra i musulmani, dove si fanno testimoni di dialogo e amore, nonostante vengano perseguitati. Lo stesso Francesco tenta per tre volte di recarsi in missione in Marocco e Palestina, incontrando il sultano egiziano Al-Malik al Kamil durante la Quinta Crociata e dimostrando che la pace e il rispetto reciproco siano possibili anche tra culture diverse.

Nel 1220 detta la seconda Regola dell’Ordine, approvata da Papa Onorio III nel 1223, confermando la povertà, il lavoro manuale, l’evangelizzazione e la missione tra gli infedeli, con attenzione alla formazione e allo studio dei frati. Nello stesso anno, nella notte di Natale, a Greccio, crea il primo presepe vivente, dando vita a una tradizione di arte popolare e devozione che dura fino a oggi.

Gli ultimi anni
Fratello SoleNel 1224, il 14 o 15 settembre, Francesco si reca presso il santuario toscano della Verna, dove riceve le stimmate, un evento che segna profondamente la sua vita spirituale. L’anno successivo, sempre più debilitato da una grave oftalmia, in primavera si ritira per un periodo a San Damiano per curarsi.
È il momento in cui compone il Cantico delle Creature, esprimendo la sua lode a Dio attraverso la bellezza del creato. Fa da mediatore per la riconciliazione tra il Vescovo e il Podestà di Assisi, dimostrando ancora una volta il suo impegno per la pace e l’armonia nella sua città.

Il tramonto di Fratello Sole

Porziuncola rotated
La Porziuncola, la chiesetta di Francesco che si trova all’interno della Basilica di santa Maria degli Angeli (Foto Pompas)

Malato di idropisia (una condizione medica che provoca un accumulo eccessivo di liquidi nei tessuti corporei), Francesco si spegne il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola (una piccola chiesa situata all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, alle porte di Assisi). Secondo le fonti agiografiche, Francesco muore circondato dai suoi frati, mentre recita il Salmo 141, chiedendo a Dio protezione e purificazione per la sua anima.

Anche negli ultimi istanti della sua vita terrena, la sua attenzione è rivolta alla preghiera e alla lode divina. Intorno a lui, gli uccelli cantano, come se partecipassero al suo momento di passaggio: simbolo della sua armonia con il creato, ma anche della gioia e della pace dello spirito con l’ingresso della sua anima nei cieli. La sua tomba viene spostata nella chiesa di San Giorgio e poi nella Basilica inferiore della sua città natale, in Umbria.

I Cammini Francescani
Ai nostri giorni la figura di Francesco continua a vivere anche nei luoghi che ne ricordano il cammino spirituale. In Umbria e in altre regioni italiane sono stati tracciati i Cammini Francescani, itinerari – da percorrere a piedi, in bici o a cavallo – che collegano i luoghi principali della vita del santo, come Assisi, La Verna, Greccio e San Damiano.

Il 13 maggio 2024 è stato presentato l’Orto di San Francesco, nell’ambito del progetto “Il Seme del Bene Comune”, un’iniziativa che mira a valorizzare quei percorsi che partono dalla basilica di Santa Croce a Firenze, all’insegna di un turismo sostenibile e consapevole. Frutto di una collaborazione tra l’Opera di Santa Croce, la Comunità dei Frati Minori Conventuali, Aboca e la Fondazione Progetto Valtiberina, l’Orto è stato realizzato secondo un’attenta ricerca storica, prendendo spunto dagli orti medievali documentati in manoscritti e testi antichi, tra cui Hortulus o Liber de cultura hortorum di Valafrido Strabone, abate di Reichenau del IX secolo.

L’orto, metafora spirituale
Fratello Sole Sorella Luna da Prime VideoNon si tratta solo di un giardino coltivato, ma di un percorso spirituale che richiama la vita di San Francesco d’Assisi e il suo legame profondo con la natura. Collocato dietro l’abside della basilica, il suo Orto ospita oltre duecento specie vegetali, tra cui canapa, ortica e lino – un tempo utilizzate dai frati per realizzare abiti – oltre a piante alimentari e medicinali come senape, prezzemolo e cavolo. Il prato ricoperto dai fiori simboleggia la bellezza del creato secondo lo spirito francescano. Una parte dell’area, però, viene lasciata incolta, segno di fiducia nella generosità della natura e rispetto per la biodiversità.

Oggi, percorrendo i Cammini Francescani, ammirando l’Orto di San Francesco o semplicemente contemplando un paesaggio e accarezzando un animale possiamo sentirci più vicini al Santo d’Assisi. E lo stesso vale per tutte le volte che tendiamo la mano al prossimo. La sua figura ci invita a scoprire la bellezza in ogni creatura, a trovare armonia nella semplicità e a lasciarci guidare dalla pace che nasce dall’amore per l’Altissimo (qualunque sia la propria fede) e per tutto ciò che ci circonda.

Per saperne di più:

Sulla legge che istituisce la festa nazionale:
https://www.adnkronos.com/politica/san-francesco-ok-della-camera-L’altare della Porziuncole, la ciesa di san Franscesco che si trova dentro la Basoilica di santaMaria degi Angeli.

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Altre curiosità sulla vita del santo: https://www.storicang.it/a/francesco-dassisi-memoria-santo_16507

Sull’Orto di San Francesco:
https://www.storicang.it/a/rinasce-lorto-di-san-francesco-in-santa-croce_16922

Giornalista, genovese di nascita ma milanese di adozione, si occupa di attualità, costume, società, non profit, moda ed entertainment, e anche di teatro e cinema ("grandi fabbriche di sogni", dice, "officine di creatività e cultura"). Anche se si è dedicata prevalentemente alla carta stampata, è presente in rete e ha fatto brevi incursioni in radio e in Tv. Mailto: cristina_penco@yahoo.it